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In un articolo apparso recentemente
sul Nuovo Corriere Filatelico, al termine di una analisi della posta
militare dicevo che in un paese come la Jugoslavia sotto occupazione
militare non possibile disgiungere la posta militare da quella
civile e che per completare il quadro complessivo andava trattato
l'argomento congiuntamente.
Nel successivo esame del problema della
trattazione della posta civile in Jugoslavia sono venute fuori delle
difficolt sempre crescenti sia per quanto riguarda la difformit
delle situazioni verificatesi dopo la spartizione del paese in
seguito al conflitto del '41 che, sebbene non considerando la zona di
influenza tedesca, presentava tre distinti casi:
- Lubiana e provincia
di Fiume allargata: annessione all'Italia;
- Montenegro: protettorato
italiano
- Croazia: una linea divisoria fitta e per molti versi
controversa con le province Dalmate.
Mi sono andato a rileggere
l'articolo del Rag. Renzo Bernardelli, che l'unico che conosca
sull'argomento, apparso tempo fa su Filatelia nel quale si tratta
l'argomento solo sotto il profilo degli annullamenti seguendo la
falsariga degli studi storico-postali fin qui apparsi, tralasciando
gli aspetti di politica filatelica, e tariffari connessi con i
notevoli sconvolgimenti avvenuti in Jugoslavia.
Un aggiornamento sull'argomento quindi ampiamente giustificato.
In questo articolo
tratter comunque solo la prima parte e cio quella connessa alla
provincia di Lubiana e alle zone limitrofe che fanno parte della
contigua zona di Fiume.
Sulla guerra italo-jugoslava le fonti storiche
parlano di guerra-lampo e di una fretta eccessiva e ridicola nel
voler giungere prima dei tedeschi; di generali posti sul ciglio di una
strada ad incitare alla corsa; di plenipotenziari assieme ad agenti
segreti e terroristi ustascia in comitiva, ansiosi di giungere a
Zagabria prima dei camerati tedeschi.
Ma oltre a questi personaggi ben
altra invasione aspettava la malcapitata Jugoslavia. Terminate
infatti le operazioni militari una massa immensa, tumultuante e
frenetica di filatelisti si rivers nella confinante Jugoslavia e da
qui cominci a fabbricare soprastampe, documenti, interi postali e
lettere di ogni genere con le quali inond il mercato nazionale e
internazionale.
Questo terribile flagello affranc e annull
qualsiasi cosa avesse lontanamente sentore di filatelia.
Naturalmente
non operavano soltanto i fabbricanti di buste e di souvenir ma anche
altra gente, persone che avevano il potere di far apparire ufficiali
anche emissioni inutili o quasi, come i francobolli soprastampati
Commissariato Civile.
Ma ricostruiamo il quadro d'insieme di allora
con ordine.
La Jugoslavia chiede la resa il 18.4.41. Dal 20.4.41 -
accordi Ribbentrop-Ciano di Vienna della stessa data - la Slovenia
viene divisa tra Italia e Germania.
In Slovenia viene formato, per la
parte italiana, un Commissariato Civile.
Con decreto legge del
3.5.2026 la Slovenia viene annessa all'Italia in parte come provincia
di Lubiana e in parte allargando la provincia di Fiume. I poteri in
questa nuova provincia non vengono esercitati da un Prefetto ma da un
Alto Commissario che ha sede a Lubiana e viene assistito da una
consulta locale. Viene altres disposto che gli atti ufficiali
vengano redatti in italiano e sloveno.
Quindi si possono distinguere
momenti diversi nella prima fase della presenza italiana in
Jugoslavia, e precisamente:
- dal 4 al 18.4.41 stato di belligeranza italo-jugoslavo;
- dal 19 al 20.4.41 occupazione militare
- dal 21.4.
al 2.5.41 commissariato civile
- dal 3.5.41 annessione all'Italia.
Esaminiamo ora la differente posizione della posta a seconda del
diverso status.
Dal 4 al 18.4.41
Durante la guerra funzionarono solo
gli uffici di posta militare al seguito delle truppe operanti in
Jugoslavia.
esclusa l'utilizzazione degli uffici postali civili
jugoslavi da parte di militari e personale italiano, cos come l'uso
di francobolli jugoslavi inoltrati tramite la posta militare
italiana.
Dal 19 al 20.4.41
Prima degli accordi italo-tedeschi di
Vienna la Slovenia sotto occupazione militare. La posta militare
italiana prosegue l'attivit per i contingenti dislocati in
Jugoslavia; gli uffici civili chiusi a causa della guerra riprendono
l'attivit sotto amministrazione jugoslava. Gli altri continuano
nella normalit precedente il conflitto.
Dato che non esiste pi lo
stato di guerra, l'uso di francobolli e interi jugoslavi da parte di
italiani pu apparire legale, cos come l'utilizzazione degli uffici
di posta civile jugoslavi da parte di civili e militari italiani.
Dal
21.4 al 2.5.41
Viene nominato un Commissariato Civile per amministrare
il territorio assegnato agli italiani. La situazione interna si avvia
alla normalit.
a) posta militare. L'attivit prosegue come in
precedenza, con l'uso dei francobolli italiani di dotazione. L'uso dei
francobolli jugoslavi non soprastampati non dovrebbe essere tollerato.
L'uso di quelli soprastampati Co.Ci. non ammesso ma tollerato.
b)
posta civile. L'apparato burocratico, e quindi anche l'amministrazione
postale, passa sotto giurisdizione italiana. Gli uffici postali
cominciano a italianizzarsi. L'uso degli uffici postali civili da
parte di militari italiani pu considerarsi normale. Il 26.4 vengono
soprastampati i francobolli di Jugoslavia con l'effigie dell'ex re
Pietro II, con le iniziali Co.Ci. del Commissariato Civile,
lasciando immutata la monetazione. Probabilmente nella stessa data
viene soprastampata anche la C.P. da 1 d.
Dal 3.5.41 la Slovenia
diviene una provincia italiana.
a) posta militare. La posta militare
prosegue l'attivit adoperando i normali francobolli di dotazione.
L'uso dei francobolli jugoslavi soprastampati Co.Ci. e R.
Commissariato Civile Territori Sloveni Occupati-Lubiana viene
largamente tollerato; anzi diventa di uso normale.
b) posta civile
(francobolli): l'uso dei francobolli in precedenza soprastampati ha un
periodo di tolleranza fino alla fine di giugno 41. Data l'annessione
della regione, sancita con una legge dello Stato, incomprensibile e
senza nessuna giustificazione l'ulteriore soprastampa apposta su
francobolli jugoslavi di R. Commissariato civile-territori Sloveni Occupati-Lubiana dopo il 3.5.41.
I francobolli di cui viene messa in
dubbio la legalit sono quelli catalogati dal Sassone sotto i numeri
18/33, 33A, 34, 35/8, 39/40, 41, PA 1/10, 11/8, Segnatasse 6/10, 11/3.
Ci naturalmente se viene confermata la data di emissione che
attualmente figura in tutti i cataloghi italiani.
Questi francobolli
hanno solo una giustificazione filatelica che contrasta con
l'ordinamento politico-amministrativo della regione poich si presume
che l'amministrazione centrale delle poste mai e poi mai avrebbe
permesso l'emissione di questi francobolli che considerano ancora occupata una provincia italiana.
N tanto meno possono venire
avanzate giustificazioni di approvvigionamenti talch queste
emissioni sbocconcellate e dalle basse tirature non si capisce a che
cosa potevano servire.
Anzi proprio le basse tirature sono il segnale
del carattere esclusivamente filatelico di queste emissioni che si
consiglia togliere dai cataloghi ovvero ripresentare come emissioni
quanto meno non ufficiali. Quanto agli altri francobolli con
soprastampa Alto Commissariato per la provincia di Lubiana
evidente anche di questi il carattere filatelico, anche se il tipo di
soprastampa non li accomuna ai precedenti. Valgono anche per questi le
altre considerazioni sopra esposte.
di notevole rilevanza comunque
il fatto che i francobolli italiani iniziarono ad essere adoperati,
per uso civile, fin dalla fine dell'aprile del 1941.
Uffici postali:
come gi detto Lubiana aveva riconosciuto il carattere sloveno delle
sue popolazioni e perci venne stabilito che gli atti ufficiali
venissero redatti in italiano e sloveno.
Queste due disposizioni di
carattere generale trovarono l'applicazione in campo postale con il
mantenimento della dizione slava negli annulli forniti
dall'amministrazione italiana. Solo Lubiana adott annulli con diciture bilingue nella corona.
Quelle localit della Slovenia che
vennero annesse alla provincia di Fiume ingrandita fecero parte ad
ogni effetto politico-postale dell'amministrazione italiana e vennero
forniti di annulli di nuova dotazione mentre in qualche caso vennero
utilizzati vecchi annulli italianizzando il nome mediante scalpellamento dell'annullo. In questo periodo l'uso degli uffici
postali civili da parte di militari italiani pu considerarsi normale,
ma non comune.
Vedi
(Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4), (Fig.
5), (Fig.
6), (Fig.
7).
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