Art. n.71 - I Bersaglieri del Po
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In questo articolo vengono brevemente descritte le azioni cui parteciparono i Bersaglieri del Po nella guerra d'indipendenza italiana del 1848.

 

Questo corpo chiamato anche Compagnia Ferrarese di Bersaglieri o anche Cacciatori del Po faceva parte dell'insieme di forze che Papa Pio IX invier a sostegno della causa italiana, poich era noto l'attrito tra Chiesa e Austria a riguardo l'occupazione del Ferrarese da parte delle truppe austriache, territorio che era rivendicato dalla Chiesa come facente parte dello Stato Pontificio.

 

I Pontifici avevano costituito una divisione agli ordini del Gen. Giovanni Durando composta da 10 a 11.000 uomini, su 10 battaglioni, 5 squadroni di cavalleria, 2 di Dragoni, 1 Compagnia Carabinieri e altri reparti minori.

 

A fianco di queste truppe regolari viene costituita una divisione di volontari composta da 14 battaglioni, un piccolo squadrone di cavalleria e servizi. In tutto circa 7.000 uomini.

 

Sono noti molti bolli di franchigia delle truppe che parteciparono alla campagna del 1848, specialmente dei reparti volontari e dei corpi franchi o battaglioni che dir si voglia. Molto noti e abbastanza comuni i bolli dei cacciatori del basso e dell'alto Reno.

 

Il bollo di franchigia della nostra compagnia non noto n al Pozzolini Gobbi n al Gaggero mentre viene citato da Mario Gallenga nel suo volume I bolli delle Romane come impiegato a Bologna dai volontari bolognesi guerra 1848-49.

 

Ma veniamo alle vicende di guerra del nostro battaglione. I bersaglieri del Po l'8 maggio 1848 sono a Montebelluna e nello stesso giorno partecipano allo scontro di Cornuda tra 6.000 austriaci e 2.000-2.500 Pontifici. Nel pomeriggio dopo accanite e ripetute scaramucce gli austriaci riescono ad avere il sopravvento. Alle 17 i bersaglieri, assieme alle altre forze pontificie si disimpegnano ritirandosi.

 

Il 5 giugno il battaglione, assieme ad altri volontari cadorini e napoletani presidia i Monti Berici, a Sud di Vicenza, uno dei principali capisaldi per la difesa della citt.

 

E proprio da questa direzione il Radetzki minaccia la citt forte di 30.000 fanti che esercitano una decisa e continua pressione sui difensori che sono costretti a ripiegare man mano in direzione della citt.

 

La lotta si protrae violenta anche quando tutti i punti nevralgici di difesa sono caduti e la difesa di Vicenza resta un puro atto di coraggio dei cittadini e dei pontifici.

 

La sera del 10 giugno il Gen. Durando ritiene la partita ormai perduta e in un suo brevissimo proclama dichiara salvo l'onore delle armi.

 

L'11 giugno, alle ore 11,30, 9.317 Pontifici atti a marciare lasciano Vicenza con l'onore delle armi. Le perdite dei reparti sono elevatissime, all'incirca del 20%, e cio 293 morti e 1.665 feriti.

 

Gli austriaci concedono alle truppe di ritirarsi dietro il Po a patto di non combattere pi per tre mesi.

 

E dietro questo fiume, a Cento, tra Ferrara e Bologna, ritroviamo questa Compagnia Ferrarese di Bersaglieri che il 17 ottobre usa ancora il timbro di reparto combattente e nella missiva preme per ottenere l'accasermamento dei soldati tutt'ora feriti.

Giuseppe Marchese (AICPM)

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