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Il
trasferimento degli internati militari italiani dalle isole dell'Egeo
verso la Grecia venne attuata con priorit per una serie di motivi.
Innanzi tutto i tedeschi avevano necessit di disporre in altri
scacchiera della mano d'opera che gli internati fornivano;
Vi era poi
la difficolt di approvvigionare le isole dei viveri necessari, e la
situazione divenne subito critica a Rodi e a Creta dove oltre 50.000
italiani disarmati minacciavano le scorte di viveri dell'esercito
tedesco.
Infine ragioni di opportunit e timori di sollevamenti
avevano indotto il comando della Divisione d'assalto "Rhodos", fin
dal 12 settembre, a chiedere il trasferimento della ex guarnigione
italiana, o almeno di trasferire circa 10.000 uomini considerati poco
sicuri.(1)
Tuttavia la Wehrmacht era in difficolt poich il
trasferimento via mare non poteva essere attuato in breve tempo per
mancanza di navi trasporto e di quelle di scorta. D'altra parte il
trasferimento via aerea non era considerato idoneo a trasportare in
tempi brevi il contingente.
Vennero cercate altre soluzioni, quali: a)
far trasportare gli internati militari da piroscafi neutrali o da
navi ospedali; b) far approvvigionare le isole dell'Egeo dal Governo
turco il quale aveva avanzato una proposta in tal senso, affidando a
navi svedesi tale compito; c) trasferimento degli italiani in
territorio turco.
Nel primo e nel terzo caso gli italiani sarebbero
stati internati in Stati neutrali; nel secondo caso non si sarebbe
potuto disporre della loro mano d'opera.
Non ritenendo soddisfacenti
le varie proposte il Fuhrer prese una drastica e definitiva decisione
ordinando il trasporto per nave nelle quali decadevano "tutte le norme
di sicurezza relative alla limitazione numerica degli imbarcati" e di
sfruttare "lo spazio al massimo, senza curarsi delle eventuali
perdite".(2)
La Kriegsmarine inizi il trasporto degli italiani
secondo tale direttiva. Il 23 Settembre avvenne il primo disastro. I
piroscafi "Donizetti" e "Dithmarschen" e la Torpediniera "TA 10"
vennero affondate. Si ebbero 1.584 morti fra gli internati in massima
parte dovute alle inosservanze alle norme di sicurezza.
Fu il primo
disastro a cui fecero seguito quello del P/fo Leda con 720 morti; del
p/fo Marguerita con 544 morti; della nave da carico Sinfra con 1.850
morti; della motonave Rosselli con 1.300 morti; del motoveliero Alma
con 300 morti; del piroscafo Petrella con 2.646 morti; del piroscafo
Oria con 4.062 morti.
Dalle relazioni stese dal Comando Gruppo di
Armate E appare chiaro che la vita degli internati aveva ben poco
interesse piuttosto, si osservava "la perdita di quel tonnellaggio
mercantile in effetti non trovava giustificazione".
(3)
A maggior
riprova viene diramato un ordine di "effettuare sollecitamente" il
trasferimento da Rodi degli internati "utilizzando tutti i mezzi
disponibili, anche a costo del pericolo di perdere navi ed internati
militari".(4)
Lo sgombero dell'isola di Rodi divenne tanto prioritario
per l'alto comando tedesco da far utilizzare anche i trasporti aerei
fin dall'ottobre 43.
Nel Gennaio 44 la situazione peggiora. Viene
ordinato il trasferimento anche su mezzi di trasporto non idonei al
trasferimento di truppe. Il mese di febbraio fu un mese spaventoso per
gli internati. Colarono a picco varie navi trasporto e con esse oltre
6.700 internati.
Gli italiani sgomberati dalle isole sul continente
greco furono quasi tutti avviati ai campi di transito di Atene - Dulag
136 - e di Salonicco - Dulag 166.
Vedi (Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4), (Fig.
5).
(1) il 17.9 risultano trasferiti da Eubea 4.000 uomini
(2) probabile si tratti di cooperatori
(3) (Non
tutti appartenenti alla guarnigione dell'Isola, ma provenienti da
altre isole.
(4) I 120 superstiti trasportati a Patrasso
(5) Si
trasportavano anche 1.101 britannici e 52 indiani
(6) I 356 superstiti
trasportati a Patrasso
(7) trasporto del 14.10 non considerato
(8)
trasportati fino alla data di cui: 3.488 da Cefalonia; 4.300 da Eubea.
Perdite complessive circa 6.000 internati militari.
(9) Dall'1 al 15.11 arrivati ai Pireo 2670 internati militari.
(10) 3.000 uomini da
Lero e 2.400 da Samo.
(11) Arrivati al Pireo dall'1 al 15.12 tra i
quali alcuni prigionieri britannici.
(12) Dei quali 1.112 "Prigionieri
di guerra", 234 ausiliari volontari e 302 disposti a combattere.
(13)
Dei quali 918 internati militari, 34 ausiliari volontari e 56 disposti
a combattere.
(14) Dei quali 677 "Prigionieri di guerra" 246 ausiliari
volontari e 85 disposti a combattere.
(15) Di cui 1.072 disposti a
combattere, 365 ausiliari volontari.
Vedi (Fig.
6), (Fig.
7).
Nel solo mese di settembre
vennero imbarcati e sbarcati nel porto di Creta 10.543 internati,
mentre nelle altre isole risultano imbarcati e sbarcati 18.065
internati militari italiani con destinazione probabile all'interno
delle isole.
(1) G.Schreiber i militari italiani internati nei campi di
concentramento del terzo reich, Roma 1992, pag.341. e seg.
(2) G.Schreiber, opera citata, pag.343
(3) G.Schreiber, opera citata, pag.345
(4) G.Schreiber, opera citata, pag.346
(5) Il totale delle perdite desunte
da altre fonti ammonta a 20.694 persone
(6) Dal settembre 43 all'agosto
44 si presumono trasportati 14.771 internati militari da Rodi verso la
Grecia, tenendo conto dei vari dati sull'argomento, di fonte tedesca,
e presupponendo un valore medio.
(7) Risultano trasportati dalla
Luftwaffe dalle varie isole dell'Egeo.
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