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GALVANI
Il Galvani part da Massaua il 10 Giugno diretto alla zona di agguato
all'imboccatura del Golfo di Oman, ove giunse il 23 Giugno.
L trov ad attenderlo le navi inglesi al corrente della sua
posizione. Alle 2,04 del 24 Giugno colpito da bombe di profondit il
sommergibile affonda con 26 uomini di equipaggio che non riescono a
salvarsi.
PERLA
Nella missione del Perla si sintetizzano le difficolt in cui
operarono nostri sommergibili in Mar Rosso e particolarmente del
problema della intossicazione del cloruro di metile.
Durante la navigazione cominciarono a manifestarsi casi di
intossicazione a bordo pericolosamente sottovalutati dal Comandante
anche quanto met dell'equipaggio dichiaratamente non utilizzabile.
Fortunatamente Marina Massaua ordina il rientro ma la navigazione
estremamente difficile con i 3/4 degli uomini ammalati.
Il 26 giugno il sommergibile s incaglia nei paraggi d Ras Cosar.
Nella fase di disincaglio sub l'attacco di forze navali inglesi che
tentavano la cattura o l'affondamento dell'unit.
Dopo vari tentativi si riusc a disincagliarlo e a portarlo in salvo a
Massaua.
TORRICELLI
Il Torricelli fu inviato in agguato davanti Gibuti. II Mattino del 23
Giugno, sulla rotta di ritorno, con una avaria a bordo per una
violenta caccia subita, avvist 5 navi nemiche e accett il
combattimento in superficie non essendo possibile, per le avarie,
immergersi. Dopo un violento combattimento fu deciso di abbandonare la
nave autoaffondandola.
La perdita del Macall, del Galvani, del Torricelli e del Galilei
impongono un radicale mutamento del concetto di impiego delle unit
navali. Praticamente si constat che i vari obiettivi inizialmente
assegnati dalla DI.NA. 4 alle unit del Mar Rosso erano tutti
irraggiungibili sia dalle unit subacquee che da quelle di superficie.
Fu pertanto stabilito che, in linea di massima, un solo sommergibile
sarebbe stato tenuto in missione, che la missione non doveva durare
pi di 8 giorni, che si sarebbe tentato di tenere agguati saltuari in
Oceano Indiano per obbligare gli inglesi a mantenere in piedi un
gravoso servizio di vigilanza.
Fino al Febbraio 1941 si effettuarono 15 missioni con scarsi risultati
offensivi, dato che fu confermato solo l'affondamento di una
petroliera ma la rimanente forza navale nello scacchiere dell'AO
impose agli inglesi una costante sorveglianza dei loro convogli che
trasportavano il prezioso petrolio sulla rotta del golfo di Oman, e
quindi comport per essi un mantenimento di diversi mezzi navali nella
zona di Aden che altrimenti si sarebbero resi disponibili per essere
trasferiti altrove. Il giorno 21 ottobre alle ore 6,35 nel passaggio
di NE dell'isola di Harmil nel Mar Rosso, durante il disimpegno
seguito ad un attacco nemico, il C/T Nullo fu colpito dal fuoco del
C/T Kimberley. Rimase immobilizzato per le vie d'acqua allo scafo e
successivamente affond.
Quando nel Gennaio del 1941 si cominci a prendere in esame la caduta
di Massaua fu predisposto un programma di massima per le nostre
residue forze navali in Africa Orientale.
Per i superstiti sommergibili fu deciso che circumnavigassero l'Africa
e raggiungessero Bordeaux dove era stata costituita la nostra base per
sommergibili operanti in Atlantico (Betasom).
Dato il via all'operazione il Perla part da Massaua il 1 Marzo, il
Ferraris e l'Archimede il 3 e infine il Guglielmotti il 4 Marzo.
Tutti i sommergibili, dopo una felice traversata, giunsero a
destinazione.
Per le due squadriglie di C/T fu deciso che partissero da Massaua in
formazione per tentare una ultima azione contro Porto Said e Porto
Sudan e infine autoaffondarsi in prossimit della costa.
Il 1 Aprile 1941 il Leone, mentre si dirigeva in formazione verso
Porto Said, dove vi era una concentrazione di navi mercantili nemiche
che si era deciso di attaccare, urt contro punte isolate di origine
madreporica e affond. Anche il Battisti che ebbe un'avaria ricevette
l'ordine di autoaffondarsi, il ch fu eseguito il 3 Aprile sulle coste
Yemenite.
Il 3 Aprile fu la volta del Manin e del Sauro che nel tentativo di
incursione verso Porto Sudan, attaccati da aerei e da forze di
superficie inglesi furono affondati.
Stessa sorte tocc, nella notte tra il 3 e il 4 Aprile, al Pantera e
al Tigre che si autoaffondarono sulla costa araba.
Un epilogo senza alcuna gloria per le nostre navi del Mar Rosso.
La Commissione d'inchiesta che fu istituita presso il Ministero della
Marina cos si espresse circa la fine delle nostre navi in Africa
Orientale: Le circostanze fecero dapprima rinunciare all'azione su
Suez, poi a quella su Porto Sudan; manc il combattimento navale che
per qualche tempo fu intravisto e desiderato, e manc anche la
possibilit di attuare un'azione costiera che, ultima ratio, il C/te
Gasparini aveva concepito per il solo Pantera.
Ma ci che non poterono attuare o fare i sommergibili e il naviglio
sottile riusc alla 21 flottiglia MAS, composta di 5 vecchie carcasse
pi tre motoscafi veloci armati sul posto e alcuni sambuchi.
L'8 Aprile 1941 due MAS, il 216 e 213, ricevono l'ordine di
intercettare un incrociatore avversario.
Dopo alcune ricognizioni infruttuose l'incrociatore viene avvistato e
silurato dal MAS 216.
I danni furono relativamente modesti, tuttavia l'unit fu rimorchiata
a Bombey, per le riparazioni che non si potettero fare in luogo, e che
la inutilizzarono fino al Maggio 1942.
Quello
stesso giorno, 8 Aprile, cadeva la piazza di Massaua. |