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L'anno
1943 termina con mestizia.
L'Italia tagliata in due. Una parte
considerevole della popolazione in armi e un'altra considerevole
fetta si trova prigioniera di ex alleati o ex nemici. L'uni e gli
altri non intendono far ritornare nelle loro case gli ex combattenti
caduti prigionieri.
La popolazione civile soffre la fame e gli stenti.
Sull'Italia si allunga l'ombra sinistra della occupazione tedesca e
della guerra partigiana.
Chi sta in montagna un nemico del fascismo
e del nazismo e non dell'Italia.
Chi perlustra le valli coi cani lupo
e i camerati tedeschi non vuol essere un perdente.
Tutti incitano
all'odio verso il "nemico", verso i traditori, i disfattisti, i
repubblichini, i fascisti, i tedeschi, i badogliani, i comunisti, i
nazisti.
Ognuno ha un nome esecrato e tutti sembrano pronti
all'omicidio e alla vendetta.
Tutti sono pronti a dare "il proprio
sangue alla Patria" e in questo assunto si nasconde la precisa
intenzione di uccidere qualunque "nemico" in nome di una "Patria" che
ognuno si personalmente scelto.
Il 1943 non stato male come
sciagura di popoli.
Il 1944 porter l'atroce sciagura della guerra
fratricida.
Il Buon Natale che augura il fante Milazzo Placido,
rinchiuso nel campo di concentramento n.50 in Gran Bretagna, il 13
Dicembre 1943, non raggiunge neppure la sua famiglia in quel di
Catania, figurarsi se pu infastidire il resto degli italiani durante
il lungo inverno del 1943.
Vedi
(Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3).
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