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Una
indagine conoscitiva sulle tariffe postali del regno ancora non si
fatta con cognizione di causa e in profondit.
Consapevoli della
carenza, alcuni editori di cataloghi da qualche anno propongono ai
loro lettori le principali tariffe in uso nel nostro paese. Queste
iniziative, nate sommessamente qualche anno fa, suscitano un certo
interesse, anche se non costituiscono una informazione dettagliata,
limitandosi questi cataloghi alla ricerca della tariffa base della
lettera e di pochi altri elementi.
Al punto in cui siamo giunti
nell'esaminare gli aspetti della Storia Postale non possiamo esimerci
pi dal disconoscere questi elementi essenziali che sono le tariffe
postali, discostandoci dall'esame delle nozioni quali il francobollo e
l'annullo.
Da parte di chi scrive si vuol aggiungere un contributo
all'ulteriore conoscenza delle tariffe postali durante il regno di
V.E. II che oggi si conoscono in misura frammentaria.
L'indagine potr
sembrare limitata nel tempo - dal 1863 al 1878 - ma, come i lettori
avranno modo di constatare, la complessit delle tariffe postali
tale anche in questo periodo limitato; malgrado l'apparente facilit
delle tariffe per l'interno, notevoli difficolt hanno rappresentato
le tariffe postali per l'estero e quelle per gli uffici postali
all'estero, per la loro dispersione in tante convenzioni particolari
e infine per il successivo passaggio al regime misto imposto dal
trattato dell'U.P.U. di Berna del 1874 che divide le tariffe in
interne all'Unione Generale delle Poste e esterne all'Unione con il
mantenimento del regime delle convenzioni postali tra i singoli
Stati.
Tariffe postali per l'interno.
In un precedente articolo apparso
sul n. 40 di questa rivista ha ricostruito, ritengo in maniera
soddisfacente, la prima tariffa postale del regno emanata con legge
del 5.5.2026 e che ebbe vigore dal 1.1.2026 al 31.12.1864.
Per
completezza di informazione riprendo la trattazione di questo
periodo solo per il settore che riguarda le tariffe postali.
La legge
5.5.2026 intanto porta una innovazione proveniente da oltr'Alpe. Per
la prima volta le lettere spedite non affrancate non pagano la stessa
tariffa delle lettere affrancate, ma il doppio. Ci perch
l'Amministrazione postale aveva tutto l'interesse a che il porto
venisse pagato in anticipo, sia per evitare le lunghe e costose
registrazioni, sia per eliminare per quanto possibile la piaga
delle lettere cadute in rifiuto.
La tariffa delle lettere viene
stabilita in c. 15 fino ad un peso di gr. 10; la raccomandazione costa
c. 30 pi il porto, e le assicurate c. 10 oltre il porto normale e la
raccomandazione. Per i giornali e le stampe vigeva il regime di
monopolio con le tasse descritte nella tabella A.
Queste tariffe
postali ebbero una vita lunga, fino al 31.12.1873, con la sola
eccezione della tariffa base per le lettere che pass a c. 20 dal
1.1.1865.
Un'altra piccola modifica viene introdotta anche per
l'importo delle raccomandate d'ufficio il cui ammontare elevato a c.
60, portandolo quindi al doppio della tariffa normale.
Dall'1.1.2026
si verificano importanti modifiche alle tariffe; la progressione dei
porti viene portata a gr. 15, le assicurate raddoppiano il porto a c.
20.
Per quanto riguarda i campioni merci e le carte manoscritte vi
una riduzione sostanziale del porto che passa da c. 10 per distretto e
c. 40 per l'interno a c. 2 indistintamente per tutte le destinazioni,
conservando sempre l'identico peso di gr. 40.
Un'altra notevole
modifica si ha con l'introduzione delle cartoline postali semplici e
con risposta pagata. Con queste entra per la prima volta nel nostro
ordinamento postale la tariffa differenziata per brevi comunicazioni
epistolari da inoltrare allo scoperto.
Per completare il quadro delle
tariffe postali per l'interno devesi aggiungere l'importante
normativa emanata con la Legge del 14.6.2025 e che stata oggetto di
una trattazione separata sul n. 41 di questa rivista.
In sintesi con
la precitata legge si stabiliva:
a) una tassa speciale per la
corrispondenza di Stato, per la quale veniva abolita la franchigia,
secondo il parametro riportato nella tabella B;
b) riduzione della
tassa a met per le lettere spedite dai Sindaci e dirette a colleghi
(solo sotto fascia); Prefetti e sotto Prefetti; uffici di P.S. e
Tribunali; Intendenze di Finanza e Distretti Militari.
Con successivo
decreto del 26.3.1875, in vigore dall'1.4.1875, vengono modificate le
tasse ritenute troppo gravose per il bilancio statale.
L'esperimento
si dimostra un fallimento e viene sospeso dal 31.12.2025 per quanto
riguarda il servizio di Stato.
La riduzione del 50% delle normali
tariffe postali per i Sindaci viene lasciata inalterata.
Tariffe
postali per gli uffici italiani all'estero.
Dal 1.1.2026 un apposito
decreto legge determina le tariffe delle lettere a destinazione di
Tunisi, Tripoli ed Alessandria d'Egitto.
La lettera affrancata del
peso di gr. 10 paga c. 40 se affrancata e c. 60 se non affrancata. Per
destinazione Tripoli si possono spedire solo lettere affrancate.
Le
carte manoscritte e i campioni merci fino a 50 gr. sono soggetti al
porto di c. 20; mentre le stampe, ogni 40 gr. pagano c. 5.
La
raccomandazione viene fissata in c. 40 oltre le tasse normali di
affrancatura.
Dal 15.7.2025 le tariffe postali vengono cos
modificate:
- il peso delle lettere viene portato a gr. 15;
- la
tariffa dei campioni viene ridotta a c. 5 con un peso di gr. 40.
Dal
1.7.2025 inizia un nuovo periodo tariffario.
Il porto per le lettere
affrancate viene lasciato immutato, aumentando quelle non affrancate
che passano a c. 80; le carte manoscritte e i campioni merci nonch le
stampe vengono unificate nel peso e nella tariffa. Per ogni 50 gr. si
paga c. 10; la sopratassa per la raccomandazione viene ridotta a c.
30.
Le cartoline postali introdotte in Italia dal 1.1.2026 vengono
ammesse anche alla corrispondenza diretta negli uffici postali
italiani all'estero con la tariffa di c. 15 per le semplici e di c. 20
per quelle con risposta pagata.
Le tariffe vengono rideterminate dal
1.1.2026 per gli uffici all'estero che alla data sono Tunisi, Tripoli
di Barberia e Buenos Ayres.
Vi sono delle sensibili diminuzioni in
conseguenza degli accordi dell'Unione Generale delle Poste tenutasi a
Berna nel 1874; si stabiliscono limiti di peso e di tariffa a cui gli
stati membri debbono sottostare.
Per effetto di queste norme la
tariffa di una lettera di gr. 15 pagher c. 30 se affrancata e c. 60
se non affrancata. Le carte manoscritte, le stampe e i campioni merci
pagheranno c. 5 per ogni 50 gr.; la raccomandazione sar di c. 30 e,
infine, le cartoline postali semplici c. 15, mentre quelle con
risposta pagata c. 20.
Tariffe postali con l'estero.
La complessit
della determinazione delle tariffe postali con l'estero deriva dal
fatto che per il periodo 1861-1875 lo strumento adottato nei rapporti
internazionali la convenzione postale tra i singoli Stati, per cui
la normativa dispersa in numerosi dispositivi originari anche nel
periodo sardo.
Mentre per le convenzioni stipulate in periodo
italiano si hanno notizie di prima mano, per quelle in periodo sardo
riprendo le notizie pubblicate da G. Guderzo in Vie e mezzi di
comunicazione in Piemonte 1831/1861, dando notizia nei quadri D ed
E.
Va tuttavia precisato che nel caso di mancanza di convenzione
postale tra due Stati le lettere provenienti da uno Stato e dirette
nell'altro dovevano pagare il porto fino alla frontiera; a destino
veniva pagato il porto per il percorso effettuato all'interno. Questo
sistema era in uso nelle corrispondenze dirette nello Stato Pontificio
dove, in regime di reciproco non riconoscimento postale, le lettere
venivano affrancate per la parte interna e tassate per la percorrenza
in arrivo.
Le tariffe postali stipulate in periodo sardo e qui
influenti sono quelle riguardanti la Francia, il Belgio, la Svizzera,
la Spagna, l'Austria, l'Inghilterra.
L'unit di misura per il peso
di gr. 7 1/2, salvo l'Austria, il cui peso di gr. 15 per porto. La
tariffa varia naturalmente per ogni paese, ma in tutte le convenzioni
ancora insito il principio della tassa uguale sia per la
corrispondenza affrancata che per quella non affrancata, eccetto per
la posta diretta in Inghilterra dove la lettera non affrancata viene
penalizzata col pagamento del doppio porto.
Quest'ultima convenzione
porta la data del 19 dicembre 1857 ed il sintomo dell'indirizzo
dato dall'amministrazione inglese al problema del pagamento del
porto, tendente a snellire la procedura del pagamento che porter
all'introduzione del francobollo quale mezzo visibile per stabilire
l'avvenuto pagamento del servizio richiesto.
La convenzione con
l'Austria porta una differenziazione delle tariffe a seconda della
distanza. La Sardegna viene divisa in due zone: la prima comprende una
fascia di 75 Km dal confine; la seconda tutto il resto del paese.
L'Austria ripartita in tre zone: un raggio di frontiera di 10 leghe
tedesche; una seconda zona che va fino a 20 leghe e la terza
comprendente tutto il resto del paese.
Per quanto riguarda le tariffe
rimandiamo il lettore al quadro D che pu considerarsi completo solo
per la parte riguardante la tariffa per le lettere.
Con l'avvento del
regno d'Italia vengono stipulate le seguenti convenzioni:
- Grecia e
Svizzera nel 1862
- Belgio e Portogallo nel 1863
- Brasile nel 1865
-
Spagna ed Austria nel 1867
- Paesi Bassi e Svizzera nel 1868
- Stati
Confederazione Germanica, Francia nel 1869.
In queste convenzioni
stipulate dopo l'unit il peso delle lettere viene portato a gr. 10,
salvo quelle dirette in Portogallo e Brasile, che conservano il
vecchio parametro di gr. 7 1/2.
Il principio per cui una lettera non
affrancata paga una penale, introdotto con la convenzione postale con
l'Inghilterra, trova applicazione nelle convenzioni con la Svizzera,
il Belgio, la Spagna, l'Austria, i Paesi Bassi, la Germania e la
Francia.
L'uso secondo il quale le stampe debbono venire
preventivamente affrancate trova sempre applicazione, mentre per i
campioni merci l'affrancatura preventiva obbligatoria viene sancita a
partire dalla convenzione con la Spagna del 1867.
L'assicurazione con
l'estero viene per la prima volta introdotta con la convenzione
postale con l'Austria del 28.7.1867, poi affiancata dalla Svizzera
l'anno successivo.
Dall'esame delle convenzioni risulta che le
normali tariffe per lettere tra stati confinanti o limitrofi sono
state fissate in c. 40, con una eccezione per la Svizzera che dispone
di una tariffa di c. 30.
50 c. il costo di una lettera diretta in
paesi per i quali bisogna attraversare un altro Stato; c. 60, c. 80,
. 1, . 1,20 le tariffe per trasporti via mare con mezzi di paesi
terzi.
La tariffa della raccomandazione viene fissata in proporzione
e passa da c. 30 per la Svizzera, Austria e Stati Germanici a . 2 per
la Grecia che detiene il primato delle tariffe pi alte, addirittura
superiori a quelle per il Brasile.
In questo marasma internazionale di
convenzioni si conclude a Berna il 9.10.2025 il vertice tra i paesi postalmente pi avanzati - Germania, Austria, Ungheria, Belgio,
Danimarca, Egitto, Spagna, Stati Uniti d'America, Francia, Gran
Bretagna, Grecia, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi,
Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Olanda, Svizzera, Turchia - con
la creazione di una Unione Generale delle Poste e la firma di un
trattato con il quale tutti gli Stati firmatari si impegnano a
unificare le loro tariffe e a darsi reciproco libero scambio della
corrispondenza.
una svolta importante nelle relazioni postali
internazionali e un notevole impulso allo sviluppo di questo mezzo di
comunicazione.
Le novit introdotte con il trattato di Berna, poi
recepite nella legislazione italiana, sono:
a) tassa a c. 25 tra gli
Stati firmatari, salvo casi particolari;
b) il porto delle lettere non
affrancate viene fissato a c. 50;
c) il peso equivalente a un porto
viene elevato a gr. 15 e per i giornali, campioni, ecc. a gr. 50;
d)
affrancatura obbligatoria per giornali, campioni e raccomandate;
e) il
porto delle raccomandate uguale a quello degli invii non
raccomandati e non potr oltrepassare quello stabilito per il servizio
interno del paese d'origine;
f) per i trasporti marittimi di oltre
300 miglia potr richiedersi una tassa di non oltre c. 12 1/2;
g) nei
confronti dei paesi non facenti parte dell'Unione si continuer a
regolarsi secondo le convenzioni postali gi concluse o da
stipularsi singolarmente dalle amministrazioni postali interessate.
h)
la creazione di un ufficio centrale;
i) la convocazione
degli stati firmatari almeno ogni tre anni;
l) l'abrogazione di accordi postali
conclusi da due Stati firmatari del trattato.
Con queste importanti
premesse l'Unione Generale delle Poste diede poi vita a Parigi nel
1878 all'Unione Postale Universale. L'Italia da parte sua ratifica
l'adesione all'Unione il 25.5.1875. Tuttavia per motivi di ordine
economico si avvale della facolt di modificare, entro certi limiti,
le tariffe indicate, il cui ammontare viene riportato nella tabella F,
integrata dalle altre tariffe stabilite nel trattato.
Nel 1877 e nel
1878 vengono emanati alcuni decreti che riguardano la corrispondenza
diretta verso paesi non facenti parte dell'Unione, ricorrendo cos a
un mezzo unilaterale che, se da un lato mette fine alle lunghe ed
estenuanti trattative per la stipula di una convenzione, dall'altro
non permette regolari contatti tra due amministrazioni nel concordare
le tariffe.
un altro punto a favore dell'Unione Generale delle
Poste e con l'ingresso dell'epoca dei trattati termina il regno di
V.E. II.
BIBLIOGRAFIA
Giulio Guderzo, Vie e mezzi di
comunicazione in Piemonte dal 1831 al 1861, Torino, Istituto per la
storia del Risorgimento Italiano, 1961.
Giuseppe Marchese, Le prime
tariffe postali del Regno d'Italia, in Il Nuovo Corriere Filatelico, Firenze, N. 40, aprile 1982, pp. 97-104.
Giuseppe Marchese, La
franchigia postale negli anni di Regno di Vittorio Emanuele II, in Il Nuovo Corriere Filatelico, Firenze, N. 41, giugno 1982, pp.
139-142.
Il trattato U.P.U. di Berna del 1874, Trapani, Ed. Studio
Fil. Nico, 1982.
Vedi
(Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4), (Fig.
5), (Fig.
6).
Vedi (Tab.
A), (Tab.
B), (Tab.
C), (Tab.
D), (Tab.
E), (Tab.
F), (Tab.
G).
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