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Carte
annonarie e bombe. Bombe soprattutto. Al mattino, a mezzogiorno, a
sera, a notte.
Il 1943 fu l'ultimo anno di belligeranza in Sicilia, ma
quanto dur! E i bollettini di guerra parlavano sempre e ancora di
vittorie su tutti i fronti.
Il 21 e 22 Maggio venivano bombardate
Messina e Pantelleria; il 25 Catania; il 26 ancora Messina, che subiva
gravi danni, e Pantelleria. Il 6 e 7 Giugno Messina e Trapani; l'11
Catania; il 13 Catania e Palermo; il 19 Messina e Siracusa; il 22
Messina; il 24 Catania; il 26 Messina; il 30 Palermo; il 2 Luglio
ancora Palermo e poi Marsala, Trapani, Ramacca, Catania... Danni
notevolissimi a case ed edifici, centinaia di morti e migliaia di
feriti sotto i bombardamenti a tappeto in cui gli inglesi saranno
tristemente famosi.
Era fame nera e il chilo di pane costava 100 lire,
al mercato nero. L'uovo per il bambino costava il sacrificio di un
orecchino. Chi poteva, trasferiva la famiglia in campagna, dove vi era
la speranza di saltare meno pasti che in citt.
Il 10 Luglio gli
Anglo-Americani sbarcano in Sicilia. Da quella data fino al 16 Agosto
i Siciliani vivono i giorni della guerra e della pace, dei
combattimenti casa per casa e delle scene di entusiasmo all'ingresso
degli invasori nelle citt.
Documentare postalmente questo periodo
della recente storia isolana non facile, in quanto il flusso della
corrispondenza proveniente dal continente e dalle zone occupate cess,
mentre la corrispondenza da a localit siciliane era irrisoria. Logico
che i servizi postali seguissero la sorte dell'apparato amministrativo
ed economico dell'isola, fermandosi quasi completamente.
Continu a
funzionare abbastanza regolarmente il servizio postale al seguito
della posta militare. I nostri soldati, assieme ai tedeschi delle
divisioni "Goering" e "Sizilien", possono scrivere a casa anche in
mezzo ai combattimenti, alla baraonda e ai trasferimenti che man mano
assumono sempre pi l'aspetto di ritirate.
Nei loro scritti i nostri
soldati sono dapprima rassicuranti, poi, man mano che gli eventi
precipitano, diventano sempre pi drammatici nella loro laconicit.
Negli ultimi giorni addirittura assumono un atteggiamento noncurante
della censura, che in effetti non c' pi, dichiarando la loro ansia
di raggiungere la localit che sembra loro ultimo rifugio, Messina,
meta da dove possono sperare di riguadagnare il passo per l'Italia.
Per quanto riguarda la corrispondenza civile, diviene difficile
reperire documenti, dato che il traffico postale era molto ridotto in
quel periodo. Le poche lettere riprodotte pi avanti sono lo specchio
della drammaticit del momento, sia che si tratti di uno strano
ritardo nella ricezione della corrispondenza, sia che torni
inspiegabile lo sbaglio nell'inoltro di una lettera in una citt
diversa da quella di destinazione.
37 giorni drammatici rivissuti
attraverso queste modeste lettere che niente hanno di appariscente,
che sono la testimonianza di una dura lotta finita il 16 Agosto del 43
quando gli ultimi soldati italiani e tedeschi si apprestano a lasciare
l'isola.
L'evacuazione termina infatti il mattino del 17 Agosto.
Dopo
quella data vi sono solo 5 giorni di silenzio postale. Il tempo di
mettere in moto l'apparato sostitutivo americano e gi il 24 Agosto Charles Poletti potr rimettere in funzione il servizio postale a
Palermo. Ma questa gi un'altra pagina.
Vedi
(Fig.
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3), (Fig.
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5), (Fig.
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10), (Fig.
11), (Fig.
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17), (Fig.
18), (Fig.
19), (Fig.
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22).
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