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La corsa da Palermo a Messina per la
via delle marine era in una posizione privilegiata dato che poteva
congiungere le due citt poste sul litorale tirrenico della Sicilia
con un percorso di circa 172 miglia a fronte di un percorso di oltre
180 miglia del percorso delle montagne.
Su questo percorso venivano
istradate le corrispondenze provenienti e dirette nel napoletano con
un servizio veloce a staffetta.
Grosso modo dal 1735 al 1839 la corsa
"delle marine" preminente rispetto a quella "delle montagne", mentre
dal 1839 con l'apertura della strada rotabile interna perde gran parte
della sua importanza.
Dopo la ristrutturazione delle poste del 1820 e
la gestione diretta degli itinerari principali venne soppressa la "staffettiglia"
concentrando la posta da e per la Sicilia e quella da e per il
continente in un unico Corriere ordinario.
L'itinerario
Il cammino del
Corriere da Palermo a Messina per la via delle marine si snoda
percorrendo tutto la parte del triangolo siciliano che costeggia il
Tirreno.
Nel 1735 il percorso il seguente: TERMINE, CEFALU', FINALE,
CASTEL DI TUSA, S.STEFANO DI LANZA, FUNDACO DI CARONIA, ACQUE DOLCI,
S.AGATA, TURRINOVA, NASO, SCINA', PATTI, PRESTI PAULO, BARSALONA,
PUZZO DI GOTTO, MELAZZO, MESSINA.
I nomi delle localit hanno una
spiccata origine dialettale poi in parte modificata.
Nel 1784 viene
approvato un nuovo cammino postale col seguente itinerario: TERMINE, ROCCELLA CEFALU', CASTELBUONO, TUSA, o sia CASTELLO DI TUSA, MOTTA
D'AFFERMO, SANTO STEFANO DI CAMASTRA, CARONIA, S.FRATELLO, SANT'AGATA,
S.MARCO, NASO, PIRAINO, PATTI, OLIVERI, FURNARI, BARCELLONA, PUZZO DI
GOTTO, S.PIER DI SPATAFORA, MELAZZO, MONFORTE, ROMETTA, ROCCA,
SAPONARA, BAVUSO, e CASTELNUOVO.
Rispetto all'itinerario dei 1735 vi
sono lievi modifiche: il Corriere prima di Cefal si ferma a Roccella;
prima di S.Stefano di Camastra, gi S.Stefano di Lanza, si ferma a
Motto d'Affermo; un'altra fermata viene istituita a S.Pier di
Spatafora, prima di arrivare a Melazzo; dopo questa localit vengono
istituite le fermate di Monforte, Rometta, Rocca, Saponara, Bavuso e
Castelnuovo. L'itinerario del 1790 modifica ancora in senso
migliorativo l'itinerario che rimane cosi stabilito: ALTAVILLA TRABIA
TERMINE ROCCELLA CEFALU' FINALE, CASTELLO DI TUSA SCARO DI TORREMUZZA
SANTO STEFANO DI CAMASTRA FONDACO DI CARONIA FONDACO DELLE ACQUEDOLCI
FONDACO DI SANT'AGATA FONDACO DI TORRENOVA BROLO PATTI OLIVERI FONDACO
DI PRESTIPAOLO BARCELLONA POZZO DI GOTTO SPADAFORA VENETICO MESSINA.
Nel novembre 1819 viene riformato profondamente tutto il servizio
postale isolano. Anche i percorsi vengono modificati e i Corrieri ora
non si appoggiano pi presso i malandati fondachi, ma presso appositi
uffici postali.
Le nuove corse varate nel 1819 entrano in funzione
nell'aprile 1820.
L'anno seguente, "per salvaguardare la celerit e
l'esattezza del servizio postale" le fermate di Ficarazzi, S.Flavia,
Trabia, Giojusa, Merj, S.Pier di Spadafora (S.Pier di Monforte),
vengono abolite e le relative officine postali chiuse, assieme ad
altre, cos che il Corriere nel suo itinerario tocchi Palermo,
Termini, Cefal, S.Stefano di Camastra, Torrenova o S.Marco, Brolo,
Patti, Barcellona, Spatafora e Messina.
La pi importante innovazione
in questo decreto la soppressione dell'officina di Milazzo dal
cammino principale. In seguito, le lettere per Milazzo saranno
appoggiate all'officina di Barcellona e quindi trasmesse a Milazzo con
cammino traverso.
Con decreto del 20.2.2026 "avendo l'esperienza fatto
conoscere che l'orario finora adempito per il viaggio del Corriere da
Palermo a Messina per le vie delle marine meriti prudente riforma,
onde sia con maggiore esattezza assicurato il sollecito recapito in
Napoli della corrispondenza della Sicilia e di fuori Regno..."
l'itinerario e l'orario di partenza e arrivo sono modificati secondo
il quadro C.
Nell'agosto 1838 entra in funzione in Sicilia, per alcune
corse, il sistema del trasporto della corrispondenza con vettura
corriera. Anche la corsa di Messina marine, seppure non interessata,
viene modificata.
Il percorso il seguente: Palermo, S.Flavia,
Termini, Cefal, S.Stefano, Torrenova, Brolo, Patti, Barcellona,
Spatafora, Messina.
Nel 1839 vi la definitiva sistemazione delle
corse siciliane ma l'itinerario precedente rimane inalterato.
Nel 1853
un'ultima variazione nell'itinerario. Da Palermo a Fondachelli e
Termini con vettura Corriera; da Termini a Cefal, S.Stefano, S.Agata
e Patti a schiena; da Patti a Falcone, Barcellona, Spatafora, Fondaco
Colonna e Messina con la vettura corriera.
Periodicit ed orari
"Parte
l'Ordinario da Palermo a Messina, e da Messina, a Palermo ogni
settimana il venerd la notte." recita l'introduzione al cammino di
Messina per la via delle marine in vigore al 1735.
Il Corriere
Ordinario arriva a Messina il mercoled mattino e da qui riparte dopo
due giorni di riposo. La stessa periodicit settimanale e la stessa
durata del percorso la ritroviamo nel 1786, con inizio e termine del
viaggio nelle stesse giornate. Il viaggio, sia all'andata sia al
ritorno, ha perci la durata di circa 5 giorni, che sicuramente
aumentano nella cattiva stagione. L'esigenza di un'altra corsa
infrasettimanale si fa sentire sempre di pi, e nel 1801 viene
avanzata la proposta, ma la Giunta delle poste esprime parere
negativo. Dopo continue "suppliche" e relazioni varie finalmente il
4.6.2025 si giunge alla frequenza bisettimanale. Le partenze avvengono
da Palermo il luned e gioved alle ore 5 d'Italia, ma l'anno dopo si
ritorna alla frequenza settimanale a causa delle gravi perdite subite
dall'appaltatore delle corse. Un altro cambiamento avviene il 3.5.2026
quando vengono raddoppiate le corse e le partenze vengono spostate
all'una pomeridiana di Spagna nei giorni di luned e gioved.
Con la
riforma dei servizi postali effettuata nel 1819 la corsa resta
immutata nei giorni e nelle ore di partenza.
Ora l'Amministrazione
postale organizza in proprio le corse dei cammini principali. A
distanza di due anni, con decreto del 20 febbraio 1822 vi una
modifica nella corsa per le marine. L'ora di partenza dei corrieri
viene portata alle ore 22 di gioved e luned da Palermo e da Messina
e l'arrivo il mercoled e sabato alle ore 21 sempre per tutte e due le
localit. Il percorso viene quindi effettuato in 47 ore, con un
risparmio di tempo rispetto alla corsa del 1819, di circa 10 ore. Ci
possibile per l'apertura di alcuni tronchi stradali (da Palermo a
Termini e da Messina a Barcellona) che permette un pi celere percorso
dei Corrieri. Nel 1838, alla vigilia di un'altra cospicua
riorganizzazione delle poste, non si pu fare di meglio che giungere a
una percorrenza di 46 ore, e si deve tenere conto che nel 1838 diversi
tratti di strada rendono pi agevole il percorso del Corriere
ordinario.
Nel 1839 la corsa viene effettuata in 42 ore con partenza
da Palermo e da Messina il mercoled e la domenica alle ore 22. L'1.1.2026 avviene un altro piccolo cambiamento con partenze da Palermo il
marted alle ore 22 e il sabato alle ore 24 e da Messina il gioved
alle 16 e il sabato alle ore 22.
Un ulteriore cambiamento nelle ore di
partenza avviene il 10.3.2026 con avvio del Corriere alle ore 24,
mentre rimangono immutati gli orari di partenza da Messina. Dal 4
ottobre 1852, per evitare gli inconvenienti derivanti dalla
soppressione del servizio dei piroscafi postali e volendo far
coincidere l'arrivo della valigia delle lettere provenienti per la via
della Calabria col proseguimento per Palermo, le partenze del Corriere
di Messina per le marine viene spostato al gioved e luned, ferme
restando le partenze nei soliti giorni di marted e sabato per
Messina.
Il percorso viene sempre effettuato in 42 ore con una media
per miglio di 4,67, media alta per il sistema postale siciliano
ottenuto mediante un percorso misto vettura corriera+corriere a
cavallo con cambio intermedio unico del suo genere in Sicilia.
Naturalmente dobbiamo guardare a questi orari con una certa
approssimazione, specie nel periodo pre 1838, poich fuor di dubbio
che gli orari erano fatti in modo da non tenere conto degli
inconvenienti che spesso si verificavano. Le cause di ritardo erano le
pi diverse, a cominciare dagli incontri con i "fuorusciti" che
infestavano le campagne, gli azzoppamenti di cavalli, i fiumi in
piena, le chiavi delle valigie che non si trovavano, eccetera,
eccetera. Non mancavano i ritardi per motivi burocratici. Ecco una
raccomandazione, a mo' d'esempio, che l'intendente di Palermo
indirizza ai sindaci della valle il 7.3.1838: "perch lo arrivo della
corrispondenza ufficiale tra Palermo e Messina, e di l in Napoli non
sia menomamente ritardato, e si eseguano al tempo stesso tutte le
regolamentari disposizioni in vigore per questo ramo di servizio,
credo necessario ordinare, che tutte le autorit dimoranti tra Palermo
e Messina siano pi solleciti nello agevolare il cammino senza perdita
di tempo del corriere latore della corrispondenza. In quanto poi alle
autorit dimoranti in Palermo prescrivo loro che la rispettiva
corrispondenza sia recata all'Officio della Regia Posta non pi tardi
delle 4 p.m."
A ci si deve aggiungere le altre cause di ritardo
dovute a inagibilit delle strade che spesso obbligavano a guadare i
fiumi o a lunghi giri per attraversare un ponte crollato.
Le strade
La
strada "delle marine" nel secolo XVIII era in condizioni non dissimili
dalle altre strade siciliane. Nel piano approvato dal Parlamento
siciliano nel 1778 la strada consolare di Messina per le marine era
prevista con un tracciato comune a quello per le montagne fino
all'Acqua dei Corsari, poi Ficarazzi, Trabia, S.Flavia, Termini,
Cefal, S.Stefano di Camastra, Caronia, S.Marco, Brolo, Patti, Oliveri,
Furnari, Barcellona, Pozzo di Gotto, Rometta, Messina.
Era prevedibile
aspettarsi per questa strada una priorit di esecuzione che tenesse
conto del collegamento postale con Napoli e tra le due localit
siciliane nel tracciato pi favorevole e diretto.
Un intreccio di
interessi particolari e vari ostacoli impedirono la realizzazione del
tracciato e nel 1789 era stato costruito soltanto il tronco
Palermo-Termini Imerese, mentre per il successivo tronco Termini-Cefal si attendevano i fondi necessari, con il percorso gi
tracciato.
Nel 1813 la situazione era rimasta sostanzialmente la
stessa. Dopo il 1820 la Sovrintendenza delle Strade e dei Ponti decise
di completare la Palermo-Messina per le montagne e la PalermoTrapani
concentrando gli sforzi e le risorse su questi due tracciati. Nel 1838
erano stati costruiti, col concorso dei comuni interessati, un tratto
della Termini-Cefal, fino a Fiumetorto con una diramazione per Cerda;
il tratto da Messina al Fiume Salic, presso Barcellona. Nel 1850 era
stato costruito il tratto da Messina a Spadafora per una lunghezza di
17 miglia, mentre era ancora da costruirsi il tratto da Fiume Torto a
Gioiosa per una lunghezza di 87 miglia.
La relazione di un Ispettore
postale, nel 1850, non neppure lusinghiera sullo stato delle strade
da Messina a Patti: "... lungo tutta la linea da Messina a Patti i
soli tratti di strada ben mantenuti sono quelli da Messina a Spadafora,
e da Falcone a Patti, mediocre quello tra Spadafora e Barcellona,
malissimo quello tra Barcellona e Falcone, ove oltre esser mal
mantenuti i pochi tratti di strada che vi sono, il rimanente non pu
dirsi tale, ma semplice viottolo, e come dicono i naturali
provvisorio, tagliato tra i giardini senza alcun battuto e coperto di
molta arena. Nel corso poi di essa linea si incontrano le fiumare
senza ponti, e larghissime senza traccia di strada, senza alcuna
piattabanda, e dove nell'inverno la vettura quando pur non si arresta,
vi passa con molto pericolo e disagio e di uomini e di animali".
Di l
a poco fu deciso di appaltare la Cefal-Finale e la Gioiosa-Finale.
Anche dopo l'apertura dei due tratti carrozzabili, la Palermo-Termini
e la Messina-Patti, tali tragitti si possono considerare aperti solo
alla comunicazione locale data l'esistenza del percorso "delle
montagne" interamente aperto al traffico con vettura corriera.
Anche i
viaggiatori stranieri che visitavano la Sicilia giudicavano
impraticabile la "Messina-Palermo. L'inglese Bartlett che visita
l'isola nel 1852 afferma che "la costa settentrionale era
sistematicamente evitata. Le strade dovevano essere orribili e il
viaggio scomodissimo". Anche dalle descrizioni di altri viaggiatori si
preferiva effettuare la Messina-Catania-Palermo oppure optare per il
viaggio per via di mare.
La Palermo-Messina litoranea non verr
completata che dopo l'unificazione, per il tratto Finale-Acquedolci.
Mezzi e personale
Per tutto il periodo che va dal 1735 al 1813 il
mezzo per superare le difficolt del percorso il mulo; anche in
seguito, quando la rete viaria assume un aspetto meno pionieristico si
presume sia questo animale a svolgere il compito di trasportare sia il
cavaliere che le bisacce della posta.
Le notizie del tempo non sono
univoche in questo senso ma possibile che dopo il 1820, aumentando
considerevolmente il volume delle lettere da trasportare, vi sia uno o
pi animali per il trasporto della posta e un animale per il
cavaliere.
Nel 1813 viene sperimentato, nel tratto stradale da Palermo
a Termini, il trasporto dei Corrieri sopra cariaggi sia all'andata che
al ritorno. Un sistema di appuntamenti peraltro non compatibile con
l'orario molto approssimativo, stabilisce che i Corrieri del tragitto
Messina marine e quelli di Catania si ritrovino in Termini e da qui si
dirigano assieme verso Palermo sopra carriaggio.
Terminata nel 1814
questa esperienza bisogna aspettare fino al 1839 per l'introduzione
della vettura corriera da Palermo a Termini e il 1844 per
l'introduzione della vettura corriera sul percorso da Messina a
Barcellona prima, e l'anno seguente da Messina a Patti. Dunque la
corsa veniva espletata con vettura Corriera nel primo e nell'ultimo
tratto, mentre per il tratto intermedio da Termini a Barcellona o
Patti il servizio veniva espletato "a schiena". A questa necessit per
il tratto terminale venivano impiegate due vetture postali sul
percorso e una di riserva a Messina. La "Vettura Corriera" era adibita
a portare quattro posti interni, ma sovente ne portava anche due di
pi oltre a un'altro sistemato in cassetta.
Nel 1845 la vettura
corriera da Messina a Patti effettua viaggi giornalieri.
Riguardo al
personale e principalmente al famoso "Corriero" questi, dal 1735 al
1819, un salariato dell'arrendatore delle Poste ed ha il compito
tutt'altro che facile di percorrere per intero la corsa
Palermo-Messina, consumare una breve sosta e poi ripartire in senso
contrario raccogliendo e distribuendo la posta nel suo cammino. Ma
ci non era affatto agevole dato che il viaggio durava quasi 5 giorni
(12 tra andata e ritorno).
Possiamo quindi stabilire che fino al 1819
ciascun Corriere iniziava e terminava la propria corsa senza alcun
cambio intermedio. Dal 1819 l'organizzazione postale si fa pi
complessa ed articolata; si aprono le Officine Postali in numerosi
paesi, si rafforza l'organico dei Corrieri e si crea un organismo
burocratico centrale, a Palermo. Dal 1819 al 1838 la corsa intera
veniva effettuata con sei Corrieri ordinari che si davano il cambio a
Termini, Cefal, S.Stefano, Torrenova, Brolo, Pizzo o Puzzo di Gotto
ed analogamente al ritorno. Dal 1839 la corsa viene eseguita da
quattro corrieri all'andata e quattro al ritorno, effettuando il
percorso in 42 ore. Sono previste 10 fermate e tre cambi di
cavalcatura, una a Termini e poi a S.Stefano e infine a S.Agata
Militello.
I rilievi
Come si detto in precedenza, nel periodo che va
dal 1735 al 1819 non vi erano rilievi per il cambio dei cavalli nel
tragitto Palermo Messina per le marine, per il Corriere cos detto
Ordinario. Dal 1819 i rilievi vengono fissati a Termini, Cefal, S.Stefano, Torrenova, Brolo, Pizzo o Puzzo di Gotto.
Nel 1838 e l'anno
seguente viene messo a punto il nuovo sistema che prevede i seguenti
rilievi: Termini, Cefal, S.Stefano, Torrenova, Brolo, Patti,
Barcellona. Ogni rilievo dispone di due cavalli da sella. Tra la fine
del 1843 e l'inizio del 1844 viene istituito il servizio di vettura
corriera da Messina a Barcellona e nel novembre 1845 il servizio viene
esteso fino a Patti.
Nel giugno 1850 un Ispettore incaricato dal
Ministero Finanze fa un'ispezione a tutti i rilievi di posta della
corsa.
I rilievi visitati sono:
Spadafora a 17 miglia da Messina;
Barcellona a 11 miglia da Spadafora;
Patti a 18 miglia da Barcellona.
Oltre la lunga distanza tra un rilievo e l'altro l'ispettore comunica:
"Questa linea avrebbe bisogno di una radicale riforma nello
stabilimento dei locali pei rilievi, onde ricondursi le corse non al
di l di miglia 12 come di regola". Si rileva altres che in Patti
manca un Postiglione e a Spadafora i cavalli sono 4 in luogo di 5. Tre
anni dopo i rilievi della linea tra Patti e Messina sono:
Patti, con 6
cavalli;
Trappeto ossia Falcone con 4 cavalli;
Barcellona con 4
cavalli;
Spadafora con 5 cavalli;
Fondaco Colonna con 5 cavalli.
Le
poste traverse
Nella pianta dei cammini del 1735 non erano previsti
cammini di posta traversa, ma solo corse di posta interna che le varie
"Universit" dovevano a loro spese inviare nei luoghi stabiliti
dall'Amministrazione postale per prendere e lasciare le lettere
provenienti dal cammino principale. Analoga disposizione viene
emanata nel 1784, e solo con la riforma dei dicembre 1819 vengono
istituite 4 corse di posta traversa cos distinte:
prima corsa: da S.Stefano in Mistretta e viceversa il marted e venerd. Il percorso
dura tre ore. Le partenze da S.Stefano avvengono alle ore 11
antimeridiane, un'ora dopo l'arrivo dei Corriere Palermo-Messina.
Il
ritorno era previsto alle 12 pomeridiane da Mistretta e l'arrivo a S.Stefano alle 3 antim., sei ore prima dell'arrivo del Corriere
proveniente da Messina per Palermo.
Seconda corsa: da Barcellona a Castroreale (poi da Barcellona a Milazzo) il marted e venerd e da
Castroreale a Barcellona il mercoled e sabato. L'inizio della corsa
da Barcellona alle ore 10 1/2 antim. e l'arrivo all'una pomerid. Il
ritorno alle 7 antim. in modo da arrivare a Barcellona alle 9 1/2 antim. in tempo per raggiungere il Corriere discendente da Messina per Palermo.
Terza corsa: da Torrenova in Naso e viceversa il marted e venerd. La
corsa inizia da Torrenova alle 6 pomer. per arrivare alle 9 pomer. Il
percorso all'inverso alle 10 pomer. per arrivare a Torrenova all'una
antim. di mercoled, un'ora prima del passaggio del Corriere
Messina-Palermo sulla corsa principale.
Quarta corsa: da Brolo in Naso
e viceversa il marted e venerd. La partenza da Brolo alle 12 antim.
e l'arrivo a Naso alle 3 pomer. Il ritorno da Naso alle 5 pomer. e
l'arrivo a Brolo alle ore 8 pomer. due ore prima del tragitto
dell'ordinario Messina-Palermo e di quello Palermo-Messina.
Il
dettaglio di queste corse traverse potr vedersi ai quadri successivi.
Nel 1838 a queste quattro corse traverse ne viene aggiunta una quinta
da Termini a Caltavuturo e Polizzi.
Dal 4 ottobre 1852 per uno
spostamento avvenuto nelle partenze del Corriere da Messina vengono
spostati anche i giorni di partenza dei postiglioni da Mistretta a S.Stefano, dalla domenica al marted. Analogo spostamento del
postiglione da Castroreale a Barcellona dal sabato al luned.
La corsa
Palermo-Messina per le marine ha anche l'incombenza di trasportare la
posta diretta alle isole Eolie (Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea,
Salina, Filicudi, Alicudi). Il trasporto della corrispondenza avviene
da Milazzo con mezzi estranei all'Amministrazione postale quali le
"barche" militari e quelle di commercio. Lo scambio avveniva con una
cassettina munita di lucchetto con duplice chiave, una a disposizione
del cancelliere comunale di Lipari (dopo la chiusura dell'Ufficio
postale di quella localit) e l'altra a disposizione dell'Ufficiale
Postale di Milazzo. Ogni qualvolta avveniva il collegamento, molto
irregolare e saltuario, il cancelliere rimandava la cassettina con le
lettere in partenza, quelle non distribuite e il denaro riscosso per
conto dell'Amministrazione postale. Le cose non cambiarono con il
passare dei tempi e i collegamenti tra Milazzo e le isole Eolie
rimasero affidate a barche di commercio fino al 1860.
Conclusioni
I
collegamenti con la maggior parte dei paesi della Valle e con la
terraferma possono considerarsi buoni. Meno buoni i collegamenti con
le altre citt della Sicilia.
La posizione privilegiata di Messina
farebbe supporre buoni collegamenti con tutta l'isola. Invece, oltre
al collegamento con Palermo e con Catania e Siracusa mediante un'altra
corsa diretta, i collegamenti con le altre localit sono carenti, per
due motivi: l'insufficiente estensione della rete postale e la
predominante influenza di Palermo nella gestione dei collegamenti
isolani. Queste carenze della rete postale portano a concludere che le
esigenze della Sicilia produttiva, di larga parte del commercio e
della nascente imprenditorialit siciliana venivano sacrificati alle
esigenze del potere politico e sociale accentrato a Palermo.
Proprio
il mancato completamento della strada litoranea Palermo-Messina e lo
sviluppo delle strade postali in senso accentratore ne sono le pi
visibili manifestazioni.
Vedi
(Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4), (Fig.
5), (Fig.
6), (Fig.
7).
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