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IL
SISTEMA DI TASSAZIONE
1 - 1735/ 1820
Nel Regno delle Due Sicilie la
tassazione delle lettere, nel periodo che va dal 1735 al 1820, veniva
effettuata negli uffici di posta di Palermo e Messina, per la parte
insulare, e in Napoli per la parte peninsulare.
Vigeva la norma che le
localit considerate "capo corsa" effettuassero la "marcatura" delle
lettere che poi o dovevano consegnare o trasmettere ad altri uffici
postali.
In Sicilia fino al 1786 il Corriere Maggiore teneva per se i
profitti delle corse.
Pagava perci una certa somma alla corona. Per
la tassazione e il controllo delle missive affidate e delle relative
somme percepite si avvaleva di personale impiegato a Palermo e a
Messina.
A Palermo si tassavano le lettere provenienti dal continente
e dalle corse interne dell'isola. A Messina si tassavano le lettere
provenienti da Napoli e dalle corse di Palermo a Siracusa.
Dopo il
1786 il Corso Pubblico delle Poste di Sicilia pass in gestione alla
corona.
Le corse e i relativi proventi venivano ceduti a privati i
quali pagavano una data cifra annuale all'erario, proporzionale alle
entrate che la "corsa" si riteneva avrebbe potuto fruttare. I proventi
delle corse erano quindi di spettanza di questi affittuari o arrendatori, ma la riscossione delle tasse avveniva sempre negli
Uffici del Corriere Maggiore, e nelle Luogotenenze di Palermo e
Messina con l'ausilio di personale che dipendeva dall'Amministrazione
postale.
Nel napoletano vigeva lo stesso sistema introdotto in Sicilia
dopo il 1786.
A Napoli, Palermo e Messina le lettere in arrivo
venivano marcate con la tassa e quindi passate in distribuzione,
mentre per le lettere in partenza si apponeva la tassa prima di
formare i mazzi di lettere che venivano smistati agli uffici postali
cui spettava la distribuzione.
Fino al 1820 la tariffa interna
dell'isola era identica da qualsiasi parte provenisse la lettera,
mentre le lettere provenienti dalla terraferma era d'uso tassarle
secondo criteri che tenevano conto della tassa stabilita a Napoli. Ne
conseguiva che non vi era possibilit di analisi della loro
provenienza.
La tassa variava invece secondo la tipologia della
lettera: mezzo foglio, foglio, foglio e mezzo e due fogli. Al di sopra
dei due fogli la lettera veniva tassata a peso. L'unit di peso era
l'oncia, divisa nelle sue frazioni in trappesi.
Non dato sapere con
certezza cosa significhi il termine mezzo foglio, foglio etc., e
tampoco mediante quale criterio venisse individuato di quanti fogli
fosse formata una lettera chiusa.
Circa il sistema di individuazione
del foglio scritto si esclude che in Sicilia si ricorresse al sistema
della candela cos come era in uso in Inghilterra (alla luce di una
candela si osservava in trasparenza la lettera). Forse attraverso i
lembi della lettera e dei suo spessore gli ufficiali postali
riuscivano a individuare i fogli della lettera e a tassarle di
conseguenza.
La tariffa che si apponeva in Sicilia dal 1735 al
31.3.2026 era espressa in moneta siciliana. Dal 1.4.2026 venne
introdotta la monetazione napoletana. Ci vale sia per le lettere in
arrivo, che per le lettere spedite affrancate nel napoletano e
all'estero.
Il Distributore (1) poteva consegnare la lettera schiava
dietro il pagamento della tassa segnata sulla lettera. Solo in casi
eccezionali - lettere mal dirette o con tassa errata - egli poteva
modificare la tassa, ma questa prassi era soggetta a un controllo
molto stretto da parte degli uffici autorizzati alle tassazioni.
Per
le lettere cosiddette di 'cammino", cio quelle che durante il
percorso del Corriere venivano da questi raccolte, se ne doveva
dapprima rendere conto alle Luogotenenze generali di Posta e dopo la
consueta trafila esse venivano ritrasmesse al luogo di distribuzione.
(2)
Ci comportava una certa propensione ad utilizzare il Corriere
postale, o Ordinario come comunemente veniva chiamato, quale "privato
trasportatore" di lettere da recapitare direttamente al destinatario,
senza passare attraverso il servizio postale ottenendo con ci una
maggiore rapidit e un risparmio sul costo del trasporto della
lettera.
I metodi di tassazione in uso in questo periodo presso gli
uffici di Palermo e di Messina ci vengono tramandati da "memorie" del
1790, 1802, 1803 e 1814 degli uffici di Messina e di Palermo. Il primo
ufficio elenca minuziosamente le fasi della tassazione in replica a
una memoria dell'Arrendatore delle corse Palermo-Messina che accusa
l'ufficio di trattare poco diligentemente la riscossione delle tasse
delle lettere. (3) (4) (5)
L'ufficio di Palermo - nella memoria del
1803 - elenca le operazioni di tassa per le lettere che provengono da
"fuori Regno", cio da fuori Sicilia; mentre nella memoria del 1814
sono descritte minuziosamente le incombenze dei vari ufficiali postali
di Palermo in vista di un riordino generale delle varie funzioni
all'interno della Luogotenenza generale. (6)
In questo periodo non
viene utilizzato nessun timbro per evidenziare il pagamento delle
tasse in partenza. Poich tale tassa veniva registrata solitamente al
verso poteva accadere che la lettera venisse nuovamente tassata in
arrivo. A scanso di equivoci il mittente apponeva sul fronte della
lettera un segno di doppia croce per indicare che viaggiava franca.
Dal 1786 le lettere in arrivo a Messina e Palermo vengono "marcate"
con un timbro che specifica la corsa da cui provengono.
Per ragioni di
economia di lavoro questo timbro porta spesso anche l'indicazione del
prezzo che la lettera deve pagare annullando cos una operazione.
Inoltre da tempo in uso la possibilit di inviare lettere
raccomandate oppure "per la via del particello" - cio lettere
raccomandate, con firma di ricezione del Luogotenente della Posta in
arrivo - pagando in anticipo il porto che ammonta a tari due per le
prime e tari sei per le seconde.
Nel periodo precedente al 1786 non si
ha notizia di come avveniva la tassazione.
Dopo il 1786 si prescrive:
"Si apparterranno a detti Corrieri ancora il diritto di tari due per
ogni lettera, che si manda raccomandata, e di tari sei per ogni
lettera che un particolare vorr avviare per la via del particello..".
Questi diritti percepiti in partenza sono segnati al retro con
inchiostro, mentre su uno degli angoli alti della lettera viene
trascritto un numero col quale la lettera viene caricata sul particello. (fig. 1)
2 - 1820/1857
Con l'entrata in vigore dei R.D.
del 10.11.1819, avvenuta nell'aprile 1820, vi una riorganizzazione
generale delle poste nei domini insulari, mentre analoghe disposizioni
erano entrate in vigore nella parte continentale del regno gi nel
marzo 1819.
Innanzi tutto le lettere non vengono pi tassate secondo
la distinzione in foglio, foglio e mezzo etc., ma anche in ragione
della distanza, secondo i criteri che sono stati introdotti a Napoli
da Gioacchino Napoleone nel 1808.
Inoltre si d facolt agli Uffici
postali che raccolgono le lettere, di tassare quelle dirette a
Palermo, mentre l'officina di Palermo continuer a tassare quelle cosiddette di "doppia corsa", cio quelle "che passando per Palermo
deggiono inviarsi in altri luoghi". (7)
Nello stesso tempo vengono
codificati i sistemi di tassazione gi in uso nel Regno delle Due
Sicilie, come segue:
"Sulle lettere, per le quali pagasi il porto nel
luogo della consegna, la tassa sar apposta sulla parte della
soprascritta (recto): sulle lettere affrancate, ed assicurate per
l'interno d reali domini, la tassa sar apposta dalla parte della
chiusura (verso)" (8)
Per quanto riguarda le lettere tassate, vengono
numerate per facilitare i conteggi che dovranno effettuarsi
sull'ammontare, mentre le lettere affrancate verranno descritte in
massa. (9)
Viene altres stabilito che "La tassa espressa da cifre
rappresentanti grana e cavalli, sar apposta sulle lettere in numeri
chiari, e di una grandezza, che li sottragga, per quanto possibile
da ogni alterazione". (10)
3 - 1858/1860
Con il primo gennaio 1858
venne introdotto a Napoli il sistema di affrancamento delle lettere
mediante francobolli.
Questa innovazione fece coppia con la
diminuzione delle tariffe postali che per la lettera semplice passa da
grani 5 a grani 2.
Per le lettere che si mandavano schiave secondo il
precedente sistema venne applicata una sopratassa pari al 50%. La
tariffa per lettera semplice pagata all'arrivo era quindi di grani 3.
Ma questa agevolazione tariffaria non interessa la Sicilia. Infatti le
lettere che dall'isola vengono inviate a Napoli continuano a pagare la
vecchia tariffa di 5, 7, 10 e 20 grana napoletani, pagando perci una
tariffa pi che doppia rispetto agli altri abitanti della Sicilia
Peninsulare.
Questa disparit verr sanata un anno pi tardi, dal
1.1.1859, con l'estensione alla Sicilia, di analoghe norme
legislative.
Il francobollo port a una completa rivoluzione nei
sistemi di affrancatura, ma anche una serie di problemi per
l'Amministrazione postale napoletana.
Infatti il Regno delle Due
Sicilie non aveva concluso alcuna convenzione postale con gli altri
stati italiani, e quindi questi stati non riconoscevano l'affrancatura
"fino a destino" col mezzo dei francobolli adesivi.
Quale soluzione
del problema si scelse di affidare le lettere dirette all'estero, alle
poste francesi, con cui Napoli aveva stipulato una convenzione nel
1844 poi rinnovata nel 1853.
L'amministrazione francese in virt delle
convenzioni postali stipulate le consegnava negli stati dove le
lettere erano dirette mediante i vapori postali o il servizio via
terra.
In questo modo "garante" e responsabile nei confronti degli
stati destinatari non erano le poste napoletane, ma quelle francesi in
base agli accordi reciproci accettati nelle convenzioni postali.
Da
questa "privativa" erano esclusi gli Stati italiani.
Altro problema
che le poste napoletane dovettero risolvere fu il peso delle lettere
che veniva conteggiato all'interno in trappesi, mentre altrove veniva
conteggiato in grammi.
Ci port a una differente affrancatura per le
lettere impostate a Napoli nei confronti di quelle che venivano
impostate a Palermo o a Messina.
Individuazione dei segni di tassa
Normalmente una lettera prefilatelica porta diverse indicazioni
manoscritte.
Tra queste la maggior parte sono segni con numeri arabi i
quali possono avere significati diversi come:
1) tassazione o
tassazioni;
2) peso;
3) numerazione progressiva inerente il carico
della lettera.
Per poter determinare quale segno sia pertinente ad una
di queste tre categorie, opportuno saper distinguere i vari segni
sulle lettere.
Le tassazioni
L'individuazione delle tasse apposte
sulle lettere viene agevolata se si tengono presenti le regole di
ordine generale che quasi tutti gli stati attuavano:
- segno di tassa al
verso per le lettere pagate in partenza o, per l'estero, parzialmente
pagate alla partenza;
- segno di tassa a grandi cifre sul recto della
lettera nel caso di tassa da pagare all'atto della consegna;
- segno di
tassa sul recto, ma con cifre piccole o negli angoli per le tassazioni
di transito;
La tassa in cifre grandi riassume di norma il complesso
delle tasse da pagare sia per il transito che per l'arrivo. A Napoli
in transito e a Palermo in arrivo venivano segnate delle tasse con
cifre pi o meno uguali, ma con la cifra di Napoli tagliata all'arrivo
sia a Messina sia a Palermo. (Fig.1)
Vi sono dei casi particolari nei
quali le cifre segnate sulle lettere si riferiscono a una tassazione
cumulativa "a peso".
Ci era possibile
perch nel Regno delle Due
Sicilie si ammetteva la possibilit di inviare mazzi di lettere ad
intermediari postali, i quali provvedevano poi a consegnarle ai
privati (generalmente dei commercianti), o a istradarle per la
destinazione definitiva. In questo caso sulla prima lettera del mazzo
veniva scritto l'importo della tassa cumulativa.
Un'altra tariffazione
anomala si riscontra nel caso di lettere trasportate dai bastimenti
commerciali, in via privata. In questo caso la tassa segnata sulle
lettere si riferisce al percorso dal punto di approdo a quello di
arrivo.
L'individuazione della tariffa per lettere provenienti da un
paese estero risulta complicata da vari possibili situazioni quali:
a)
tariffe di transito pagate da intermediari;
b) tariffe di transito
caricate sulla tariffa finale (nel caso di relazioni postali tra due
stati, ovvero nel caso di lettera da paese estero diretta in Sicilia.
In questo caso la tariffa siciliana si aggiungeva a quella napoletana
non pagata in transito).
Una volta che ci si resi conto della
meccanica con la quale le poste segnavano le tasse sulle lettere, la
fase seguente quella dell'esame delle tariffe postali in vigore allo
scopo di verificare sulle basi di queste le varie tassazioni delle
lettere.
I tariffari in uso nel Regno delle Due Sicilie non sono poi
molti, ma la comprensione delle tariffe non sempre agevole perch
vengono sottintesi dei particolari ritenuti ovvi, e la cui conoscenza
si persa nel tempo.
Un altro strumento indispensabile per la
conoscenza delle tassazioni il distanziario, una sorta di opuscolo
nel quale sono segnate le distanze che intercorrono tra Napoli e tutti
gli uffici postali della terraferma; e tra Palermo e gli uffici
postali isolati.
Nel 1810 a Napoli e nel 1820 in Sicilia venne
introdotta la tariffa per distanza.
Naturalmente indispensabile
conoscere la distanza dall'Ufficio postale mittente a quello ricevente
per conoscere la tassa esatta o da esigere.
La tariffazione multipla
La tariffazione multipla uno scoglio per la comprensione delle
tariffe, stando alle conoscenze attuali.
Sulle lettere normalmente si
riscontra come doppia tariffa, sia per lettere circolanti all'interno
di uno stato, sia per quelle circolanti tra due stati limitrofi. In
questo caso abbastanza facile risalire alle tariffe del singolo o
di un ramo delle poste nel caso di trasporto p.e. tra Sicilia e
Napoli.
Altre volte la doppia tariffa palesa un trasporto per via di
mare.
Pi complesso il caso della triplice tariffa, dove normalmente
vi sono uno o pi paesi di transito. Quando ci accade, vi quasi
sempre una tariffa di transito che viene poi recuperata e inglobata
nella tariffa finale.
Per poter accertare con esattezza la tassa
pagata in arrivo necessario conoscere le tariffe e le monete
utilizzate nei vari stati.
Vi sono infine dei casi eccezionali di
quadruplice tariffa (Fig.2) per i quali la mente si perde in una
miriade di ipotesi e sembra che simili lettere siano state
tramandate ai posteri per incrementare i casi di squilibrio psichico
tra gli studiosi di storia postale (Fig.3). Molto spesso notti insonni
e incubi notturni imporrebbero di cambiare ... hobby o tipo di
collezione.
Il mio modesto consiglio di mettere da parte questi
temibili strumenti di tortura e andarsene a spasso.
Per coloro che non
hanno dimestichezza con le cifre vergate dai Distributori e
Luogotenenti prima, e degli Ufficiali postali poi, si trascrive un
campionario di tariffazione delle varie localit.
Tassazione di
Palermo:
Tassazione di Messina:
Tassazione di Catania:
Tassazione di
Trapani:
Altre tassazioni
Salvo diversa indicazione i segni di tassa
riprodotti sono ridotti di circa il 50%.
Peso
Nel Regno delle Due
Sicilie le lettere entro i due fogli venivano trattate a tariffa
prefissata. Oltre questo limite si valutava a peso con unit di misura
l'oncia.
Le lettere che non oltrepassavano questo limite non venivano
pesate, mentre le altre riportano una cifra, di solito al verso della
lettera, o parte della chiusura, equivalente al peso rilevato.
Numerazione progressiva
Si trova in tutte le assicurate e veniva
apposta generalmente nell'angolo superiore sinistro; in qualche raro
caso manca.
A Napoli si trovano correntemente lettere tassate in
transito nelle quali la tassazione veniva apposta sull'angolo
superiore sinistro. In qualche raro caso venne omessa.
Si pu
presumere che una siffatta tassazione venisse apposta nell'Ufficio dei
Corriere Maggiore e non nella Luogotenenza generale delle Poste, ma al
momento questa rimane una versione che attende una conferma.
In ogni
caso non difficile risalire alla natura della annotazione con il
confronto della tariffa in vigore.
NOTE
(1)
a) Distributore. Con
questo nome veniva chiamato l'addetto alla distribuzione delle lettere
negli uffici postali del Regno di Napoli e Sicilia. Costui non era
alle dipendenze del Corrier Maggiore, ma aveva una paga a seconda
delle lettere distribuite e alcuni privilegi connessi alla carica.
b)
Luogotenente. Costui era il "capo ufficio" delle poste. Anch'esso in
questo primo periodo non era un dipendente delle Poste, ma un privato
"incaricato" di questo servizio con "soldo" e privilegi come per il
Distributore. Alle volte le due cariche facevano capo alla stessa
persona.
(2) III I Corrieri non potranno nel corso del viaggio
ricevere lettere per mano d privati, ma d rispettivi Distributori,
alla presenza del Luogotenente, dove vi sia. Il Distributore sar
tenuto di notare nella bolletta le lettere suddette, ed i plichi, che
volgarmente si dicono di cammino, ed esprimere tanto il numero tanto
delle lettere, che d plichi. S'intende per plico ogni lettera, che
acceda li fogli due. Istruzioni da osservarsi dai Luogotenenti, e
Distributori del Regno per la economica distribuzione delle Poste".
Archivio di Stato Palermo - Miscellanea archivistica
II, volume 89.
(3) "Giunto qui l'estraordinario dell'ultima cambiatura si radunano
nelle officine della Luogotenenza tutti gli ufficiali di carico, e col
mio intervento, ed assistenza, dopo di avere io stesso aperto le
valigie, si fa la divisione delle lettere provenienti da Napoli, e
fuori Regno, e si tassano a corrispondenza delle tariffe generali, la
quale dopo di avere meritato la reale approvazione, si stampata e si
tiene affissata nella Luogotenenza, cio quelle di Napoli da mezzo
foglio al foglio grani otto, le altre di un foglio e mezzo grani
quindici ed oltrepassando si tassano a ragione di tari uno e grani 12
l'oncia, alla sottile, e si bollano con la marca del mese, ed anno che
corre. Divise poi ... se ne rimette una parte nella officina di
Distribuzione di fuori regno, per dispensarsi al pubblico ... Palermo
14.12.1790. Archivio di Stato Palermo - Real segreteria incartamenti,
busta 5234.
(4) "Il metodo che si pratica nel Regio Ufficio delle
Poste della citt di Palermo per le poste di fuori regno il
seguente: all'arrivo delle poste si disserrano le valigie e cavati
fuori i mazzi delle lettere si incomincia da quelle provenienti da
Napoli e dalla Calabria, mettendo da parte quelle che occorrono a
persone franche e scegliersi quelle di mezzo foglio e di un foglio,
quelle di un foglio e mezzo e le altre pi di un foglio e mezzo, quali
di mano in mano si tassano, cio, quelle di mezzo foglio e di un
foglio quattro bajocchi l'uno, quelle di un foglio e mezzo sette
bajocchi e mezzo, e le altre pi di un foglio e mezzo si tassano e si
ritassano abusivamente alla ragione presso a puoco di 24 bajocchi per
oncia, dissi abusivamente dapoich la tassa solita praticarsi era di
sedici bajocchi l'oncia, ma da due anni a pi in qua si sono tassate
arbitrariamente alla suddetta raggione di 24 bajocchi, tassandosi si
van calcolando e se ne nota l'importo in carte per poi farsene le
corrispondenti scritture nei libri. Archivio di Stato Palermo - fondo
Poste e Procacci busta 27.
(5) "Arrivando in questa capitale il
Corriere delle lettere estere si disserrano alla presenza del regio
Luogotenente le valigie e cacciatori fuori i diversi involti di
lettere si d subito mano dagli ufficiali addetti a questo carico alla
separazione delle stesse cominciandosi da quelle provenienti da
Napoli, e dalla Calabria inferiore con mettere da parte quelle dirette
a persone franche. Nell'istesso tempo che si eseguisce la segregazione
si scielgono e si suddividono le lettere di mezzo foglio da quelle di
un foglio e cos successivamente quelle di un foglio e mezzo da quelle
di maggior volume. Compita questa operazione si d principio alla
tassa del corrispondente diritto tassando 4 bajocchi per ognuna quelle
di mezzo foglio, e di un foglio e 7 bajocchi e mezzo l'uno tutte le
altre di un foglio e mezzo, e pesandosi quelle che sono pi di un
foglio e mezzo si tassano ordinariamente e abusivamente alla ragione
presso a poco di 24 bajocchi per ogni oncia quando che due anni
addietro la tassa era solito farsi per 16 bajocchi per oncia. ... Si
passa a tassare ugualmente le lettere provenienti dall'Italia, da
Paesi Bassi, dalla Germania, Francia e Spagna e siccome queste lettere
si rimettono da Napoli segnati colla marca di bajocchi, il cui importo
un tempo si riscuoteva per conto dell'Officio di Napoli, cos gli
anzidetti ufficiali, mettendosi sotto gli occhi tali lettere formano
anche su delle stesse una tassa arbitraria ed abusiva, cio quella la
cui marca segnata in Napoli di 4 bajocchi, la tassano per 8, quelle
di 8 per sedici e cos man mano il diritto tassato in Napoli lo
raddoppiano.." Palermo, senza data ma 1802. Archivio di Stato Palermo -
fondo Poste e Procacci busta 28.
(6) LUOGOTENENZA GENERALE DI PALERMO
Uff.tassatore D.Salvatore Bracconieri. Deve farsi trovare pronto
all'arrivo di qualsiasi Corriere. Deve tassare tutte le lettere a
seconda della classificazione che se ne fa dai due Uff.li Brancati e
Coco. Deve tassare ancora tutti i plichi, schiavi, secondo il
risultato del peso che dall'Uff.le pesatore si nota dietro ciaschedun
piego. Nei due giorni di spedizione per il Regno deve presentare la
sua assistenza in Ufficio e propriamente nella camera della buca ove
fatto la direzione del Distributore del Regno che sovrintende alle
operazioni della tassa, deve tassare tutte le lettere, e pieghi, che
da particolari si gettano alla buca e che si spediscono nel regno. L'incumbenza
per non va direttamente annessa al di lui impiego, ma deve eseguirla
quando l'Uff. sperimenter bisogno di bracci nella sudd. buca, e
quando ne sar ricercato dal Luogotenente. Palermo 8.12.1814. Archivio
di Stato Palermo - Real Segreteria incartamenti, volume 5441.
(7)
Istruzioni da adempirsi tanto dagli Ufficiali delle Officine postali
dell'interno quanto dai Cancellieri comunali. Art.64 Le lettere
dirette in Palermo saranno tassate nelle officine, che ne faranno la
spedizione. Le lettere di doppia corsa nella Direzione Generale di
Palermo. Palermo, Reale Stamperia, 1820.
(8) Art. 18, idem.
(9) Art.20
Per le lettere affrancate l'Amministrazione non incorre in alcuna
responsabilit: n fogli d'avviso sar notato in totalit il loro
numero e designata in massa, per la sola notizia di contabilit, la
somma per esse riscossa, ma non si metter per le lettere nessuna
designazione, o dettaglio. Art.66 Al momento incui sar chiusa la
buca, le lettere tassate saranno numerate, e sar calcolato in ducati,
grana e cavalli la somma delle tasse. Palermo, Reale Stamperia, 1820.
(10) Art. 17, idem.
Vedi
(Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4), (Fig.
5), (Fig.
6), (Fig.
7), (Fig.
8).
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