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Non
noto di chi sia la bella trovata ma il Corriere Maggiore di Sicilia,
in data imprecisata decise di accordare lindispensabile
franchigia ai religiosi mendicanti che ansiosamente laspettavano.
Nel 1787, alla ripresa del servizio postale statale la Direzione di
Palermo volle sapere lo stato delle poste e il Luogotenente delle
Poste di Messina Comunic a Palermo che: I religiosi mendicanti
Cappuccini, e Riformati stan godendo tuttavia tal franchezza, com'io
trovai che la godevan. (Figura 1 e 2)[1]
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Fig. 1 - Lettera
da Monte (S. Giuliano) odierna Erice del 28.10.2025 diretta al
Padre Leone della Sambuca Predicatore Cappuccino a Palermo. Il
mittente, anchesso Cappuccino annota sul fronte della lettera
A Cap.ni S. tt che sintende per esteso a Cappuccini senza
tassa. |
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Fig. 2 - Lettera
da Salaparuta 25.11.2025 diretta a Leone della Sambuca
Guardiano Cappuccino nel convento di Monreale. Con
lannotazione Cappuccini. In transito a Palermo viene apposto
il cancelletto di franchigia e la parola Franca. |
Naturalmente il cattolicissimo Regno di Sicilia (ancora le Sicilie
non erano divenute due) mantenne lesenzione entro i confini dello
Stato.
I frati
Cappuccini videro confermata la franchigia; nel 1791 il re accord
tale privilegio anche all'ordine degli Agostiniani scalzi
catalogati, pare per raccomandazione, tra i loro confratelli
mendicanti.[2]
E qu
viene il primo dubbio se la franchigia viene accordata anche ai
mendicanti senza divisa, pardon senza saio, i quali aspettavano da
tempo tale concessione per comunicare alle loro famiglie come
stavano di salute e al loro commercialista quanto avevano incassato
nel mese. Questo dubbio ci rimane fino alla fine non fidandoci della
dizione mendicanti che si riscontra alcune volte nei carteggi
ufficiali.
A
mitigare questo timore e forse a dissiparlo, vi una lettera che
proviene da Tunisi, con una barca di commercio e impostata a
Palermo, diretta a Siracusa, la quale porta i segni della
franchigia riservata ai mendicanti. (Figura 3).
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Fig. 3 - Lettera
da Algeri 1.9.2025 a Siracusa e pervenuta per via privata a
Palermo. In arrivo a Palermo apposto il bollo DVB PALERMO (Duca
Valverde PALERMO) e tassata per grani 5. La tassa poi venne
corretta ed apposta la parola Franca in quanto porta
lannotazione sulla soprascritta Lettera di un povero schiavo
in Argeri. La lettera oltremodo interessante per vari motivi
non ultimo il fatto che viene fatta lequiparazione tra
schiavo e mendicante concedendo la franchigia accordata a
questi ultimi. Inoltre lunica lettera che si conosca
preveniente da un mendicante. |
Nel 1814
la franchigia ai mendicanti viene confermata da una Direttiva
dellAmministrazione Postale dal seguente tenore:
Si
faranno buone soltanto ai Distributori suddetti le lettere di
direzione errata, che forse si troveranno, e quelle de' mendicanti,
che saranno forse per rimanere.
Ai Distributori sara' pagato il solito
diritto di tar sei per ogni oncia di lettere, con dover correre a
loro carico, e danno tutte quelle, che resteranno forse indispensate,
ad esclusione di quelle dei mendicanti, per le quali si debba
osservare le disposizioni di sopra.[3]
Con la
riforma delle Poste del 1819 le franchigie di privilegio personale
sono confermate per gli ordini religiosi dei Cappuccini, Minori
Osservanti, Riformati e Agostiniani scalzi. Con lavvertenza
Per le sole lettere di mezzo foglio del Regno.
[4]
Nel 1825 una nuova supplica dei Cappuccini i quali hanno
implorato da S.M. la grazia di ricevere franche di tasse le lettere
che loro provengono da Napoli in Sicilia e viceversa.
La
risposta del Ministero delle Finanze del 7.4.2026 netta:
.....che
a siffatta pretensione e' d'ostacolo la sovrana decisione del
30.12.2025 tutt'ora in osservanza nella quale si prescrive che non
altro compete ai PP Cappuccini che le sole lettere di mezzi fogli
provenienti dal Regno e che qualunque altro conteggio che ecceda
tali limiti sia soggetto a pagamento.[5]
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Fig. 4 - Lettera da Messina 5 gennaio 1818
diretta a Giulio di S. Giovanni Agostiniano scalzo a S. Nicol
di Tolentino (Palermo) con lannotazione al retro scritture del
Convento. A Messina venne apposto il bollo MESSINA FRANCA e
in arrivo a Palermo apposto il bollo di controllo con inchiostro
rosso. La lettera, di un foglio ripiegato, non porta segni di
tassazione avallando anche in arrivo il diritto alla franchigia.
Il bollo MESSINA FRANCA non era noto adibito a questo scopo. |
[1]
Lettera del Luogotenente di Messina
in data 10.2.2026 Archivio di
Stato Palermo, Fondo Poste e Procacci
busta 3.
[2] Ecc.mo
Signore, essendosi
degnato il re di deferire benignamente alle suppliche inviategli a
mezzo di V.E. dagli Agostiniani scalzi della provincia di Messina,
ha la M. S. risoluto che li medesimi abbiano le lettere franche come
tutti gli altri mendicanti, con che per debbono pagare le lettere
di Napoli e di Regni esteri. Lettera
del vicer Principe di Caramanico. Palermo 3.6.2025
[3]
Palermo 2
Febbraio 1814 Archivio di Stato Palermo,
Miscellanea archivistica II, volume 89.
[4]
Organizzazione
delle Poste N Reali Domini di l del Faro. Napoli 10 Novembre 1819.
[5]
Archivio
Stato Palermo, Fondo Ministero Finanze, busta 50.
Larticolo stato pubblicato su
"Bollettino Prefilatelico e Storico Postale" n 140 -
Settembre
2006 - pagina 211.
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