Art. n.153 - La Jugoslavia dopo l'8 settembre 1943
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Alla data dell'8.9.43 vi era in Jugoslavia una forte tensione dovuta alla presenza di formazioni partigiane nel settore croato e montenegrino.

 

I partigiani operavano contro gli eserciti regolari di Germania, Italia e Croazia, assieme o in competizione a forze irregolari "ustascia", "dobromani", "belegardisti", "cetnici".

 

Il dispositivo militare italiano si disgreg quasi immediatamente, salvo per alcune formazioni che iniziarono la collaborazione non i tedeschi, come avvenne per il XIV Corpo d'Armata del Montenegro, e come la Divisione Zara che fattivamente collaborarono con i vecchi alleati.

 

Scelsero la medesima alleanza le formazioni di camicie nere che operavano in Jugoslavia e cio:

 

Alcune unit divisionali scelsero invece la difficile strada proposta dal Governo legittimo, iniziando una dura lotta prima per impedire ai tedeschi di disarmarle e poi di appoggio all'esercito popolare di liberazione jugoslavo una volta che l'Italia dichiar guerra alla Germania.

 

queste forze furono:

 

a) in Dalmazia la Divisione Zara e la Divisione Bergamo; XVIII Corpo dArmata

 

b) in Montenegro le Divisioni Venezia e Taurinense.

 

 

DALMAZIA

 

La Dalmazia all8 settembre era presidiata dal XVIII Corpo dArmata, che inquadrava le divisioni Zara e Bergamo oltre a diverse truppe indivisionate.

 

Il mattino del 9 settembre circa 500 uomini e il comando del XVIII C.A. furono sgomberati da Zara a bordo di due piroscafi diretti a Venezia.

 

Degli uomini rimasti a Zara una parte una parte, intorno a 200 uomini, si unirono ai partigiani; il grosso rimasero sul posto e collaborarono coi tedeschi.

 

Nella Dalmazia meridionale la divisione Bergamo, con sede a Spalato, dopo un primo periodo di ordini imprecisi e contrastanti venne sopraffatta il 27 settembre da reparti della divisione Prinz Eugen. Con feroce repressione i tedeschi fucilarono 46 ufficiali e il comandante della divisione.

 

Il 13 settembre 43 alcuni ufficiali dei CC.RR. della Bergamo radunano i loro uomini e decidono di unirsi ai partigiani. Il 16 settembre, Gioved, questo gruppo muove da Spalato per raggiungere Dubrava. Sono in tutto circa 150 uomini. Vi fanno parte carabinieri, bersaglieri, mitraglieri, e fanti della Divisione Bergamo

 

Il 4 ottobre 43 questo gruppo di uomini viene incorporato nella I brigata proletaria col nome di Battaglione Garibaldi, composto da una compagnia comando e tre compagnie.

 

 

MONTENEGRO

 

 

Divisione Venezia

 

La divisione di fanteria da Montagna "Venezia" aveva alle dipendenze l'83 e l'84 reggimento fanteria. Completava l'organico il 19 reggimento artiglieria

 

Dal 1941 riceve di rinforzo la 72^ legione CC. NN. d'assalto Nel 1942 completa definitivamente l'organico il 383 reggimento fanteria. In totale aveva la forza di 12.624 uomini.

 

Nel 1942 trasferita in Montenegro stabilendo presidi a Podgorica, Berane, Kolasin, mantenendoli fino all'8.9.43.

 

Fino all'8.9.43 effettua azioni di rastrellamento e lotta antipartigiana.

 

Il 9.9.43 rifiuta di consegnare le armi alla 118^ Divisione tedesca e inizia il movimento per raggiungere Podgorica e unirsi alle forze partigiane operanti nel Montenegro.

 

Inizia da questo momento una lunga odissea dei reparti per conservare l'unita organica, prima con azioni difensive e poi dal 13 ottobre con vere e proprie azioni di guerra contro tedeschi e cetnici, e in seguito anche contro reparti italiani di camicie nere e di ustascia croati.

 

Vi fu anche una lenta ma costante trasformazione dei reparti per adeguarli alle esigenze della lotta partigiana, cio reparti con pi autonomia, snelli e di grande mobilit.

 

 

Divisione Taurinense

 

La Taurinense era composta dal 3 reggimento alpini (battaglioni Exilles, Pinerolo e Fenestrelle), il 4 reggimento alpini; (Battaglioni Aosta, Intra e Ivrea) e il 1 reggimento artiglieria da montagna (gruppi Susa-Aosta).

 

Sono inoltre alle sue dipendenze il III Battaglione del 383 fanteria (Divisione Venezia) e il LVI Batt. Genio.

 

In totale la forza ammonta a 14.462 uomini.

 

all'8.9.43 era dislocata in Montenegro nelle seguenti localit:

 

3 alpini e gruppo Susa a Viluse e Grahovo

C/do divisione a Nikic

4 alpini e gruppo Aosta a Nikic

609 Ospedale da Campo a Nikic

610 Ospedale da Campo

635 Ospedale da Campo a Pljevlja

637 Ospedale da Campo

 

 

Cartolina di franchigia spedita da militare dipendente dal XVIII Corpo dArmata nel breve periodo in cui lUfficio Postale venne spostato a Zara.

 

 

Lettera non affrancata e non tassata spedita da militare dipendente dalla Divisione Bergamo con annullo della posta militare N.73 in data 9.9.43. Un piccolo gruppo della Bergamo ruppe gli indugi e si un ai partigiani jugoslavi, formando poi il battaglione Garibaldi inquadrato nella 1^ Divisione proletaria.

 

 

Cartolina di franchigia spedita da militare che l9 settembre si trovava in Grecia. Sbandato riesce a raggiungere la Croazia dove pu scrivere tramite la Croce Rossa di Zagabria e di Ginevra. In arrivo il bollo di censura inglese.

 

DA MILITARI A PARTIGIANI

 

La "presenza" italiana in Jugoslavia dal 1943 al 1945 si pu cos riassumere:

 

a) il grosso delle Divisioni Venezia e Taurinense, che operarono alle dipendenze del II Korpus dell'Esercito popolare di liberazione jugoslava (E.P.L.J.) erano dislocate tra il Montenegro, il Sangiaccato e la Bosnia. In seguito operarono prevalentemente in Montenegro e in Serbia.

 

Il 2 dicembre nacque la divisione italiana partigiana "Garibaldi" ordinata su 4 brigate alle dipendenze del II Korpus jugoslavo.

 

La divisione viene rimpatriata nel Marzo 1945.

 

b) Battaglione partigiano italiano "Garibaldi", costituito a Spalato l'11 settembre con elementi sbandati di varie armi. Continua l'attivit in Dalmazia e Montenegro fino alla fine della guerra. In seguito confluisce nella brigata "Italia".

 

Il 2 dicembre 43 nacque la divisione italiana partigiana "Garibaldi" ordinata su 4 brigate alle dipendenze del II Korpus jugoslavo. La divisione viene rimpatriata nel Marzo 1945.

 

c) Battaglione partigiano italiano "Matteotti" costituito a Livno in Bosnia alle dipendenze della I divisione partigiana jugoslava opera in Bosnia e nel Montenegro fino alla fine della guerra. In seguito confluisce nella brigata "Italia".

 

I due battaglioni operano alle dipendenze della I divisione partigiana jugoslava.

 

In seguito formano la brigata "Mazzini" poi denominata "Italia".

 

d) Brigata Italia. Il 28 ottobre 1944 con ordine della 1^ divisione proletaria i battaglioni "Garibaldi" e Matteotti cessano di far parte della I e della III brigata proletaria e vengono riuniti, sempre nell'ambito della 1^ divisione, nella "brigata italiana dell'Esercito popolare di Liberazione della Jugoslavia"

 

Nel maggio 45 diventa divisione Italia su 4 brigate.

 

La divisione Italia il 27 Giugno riceve lordine di rientro in Italia. Il 2 luglio, attraversata la linea di demarcazione, i primi reparti giungono a Torre di Zuino, in provincia di Udine. Siamo gi in periodo di guerra fredda.

 

e) Battaglione alpino Taurinense. Novembre 1943. Si forma la Compagnia alpina Taurinense composta da elementi di diversi reparti.

 

f) Battaglione alpino Taurinense. Costituito nel Novembre 1943, composta da elementi di diversi reparti. Il 18.1.44 il battaglione viene sciolto. I reparti vengono aggregati alla II divisione Krajiska e XVII Majevicka.

 

g) Brigata italiana Aosta. Costituita il 20.10.43, alle dipendenze della 3^ Divisione EPLJ. E articolata su quattro battaglioni con circa 1.150 uomini. Opera in Montenegro.

 

h) Battaglioni lavoratori. Erano composti da ex militari disarmati addetti alla manutenzione e alla ricostruzione di strade e altri impianti di importanza militare. Furono allestiti diversi battaglioni.

 

i) battaglione Italia Costituito il 20.10.43 con elementi della divisione Venezia distaccato presso la IV brigata Montenegrina. Il 18.10.43 il Battaglione Italia decimato presso Matesevo. Prende il nome di Battaglione Riva.

 

l) Battaglione Genio Alpino aggregato al 2 Korpus. il 20.10.43 opera con i partigiani in Montenegro.

 

Di alcune di queste unit, le principali, viene dato un breve cenno della trasformazione da Unit del Regio Esercito a Partigiani dellE.P.L.J.

 

 

Divisione Venezia

 

Le brigate che vennero costituite furono:

 

I brigata (col I battaglione dell'83 reggimento)

II brigata (col II battaglione dell'83 reggimento)

III brigata (col III battaglione dell'83 reggimento)

IV brigata (col I battaglione dell'84 reggimento)

V brigata (col II battaglione dell'84 reggimento)

VI brigata (col III battaglione dell'84 reggimento)

Con la trasformazione dell'Unit in "Divisione italiana partigiana Garibaldi" alcune brigate vennero sciolte ed altre vennero integrate nella nuova unit.

 

La natura stessa delle brigate porta queste a una attivit autonoma senza alcun diretto comando con la divisione. Per meglio seguirle nelle azioni si segua la seguente.

 

 

CRONOLOGIA

 

9.9.43

il 750 Reggimento della 118^ Divisione Cacciatori tedesca, dirige verso Niksic.

10.9.43

la 118^ Divisione tedesca si concentra su Niksic e verso Podgorica.

 

Le Legioni delle Camicie Nere LXXII, LXXXVI, CXLIV, XLIX si schierano con i tedeschi.

14.9.43

la 297^ Divisione germanica proveniente dall'Albania punta su Budua.

14.9.43

il 750 Reggimento Cacciatori tedesco affluisce a Cettigne.

8.10.43

viene riaperto l'ufficio di P.M. 99 per il solo movimento di denaro per finanziare con prestiti individuali le casse della divisione.(1)

10.10.43

accordo di collaborazione tra la Venezia e il II Korpus.

10.10.43

partigiani e fanti della Venezia entrano a Berane.

18.10.43

il 524 Reggimento Cacciatori della 297^ Divisione tedesca attacca reparti dell'83.reggimento "Venezia"

20.10.43

continuano i combattimenti tra forze tedesche e reparti del I battaglione dell'83 reggimento

22.10.43

il III battaglione dell'84 reggimento dislocato a Bijelo-Polje. Giunge l'ordine di movimento per Pljevlja.

22.10.43

il 524 Reggimento della 297^ Divisione tedesca entra a Berane. Il 738 Reggimento tedesco occupa Colasin.

25.10.43

l'operazione Balkanschlucht fallita.

27.10.43

i partigiani rioccupano Colasin.

29.10.43

elementi del VI e XV Battaglioni Guardia di Finanza si riuniscono alla Venezia.

29.10.43

nasce la I brigata Venezia con la forza di 1.300 uomini. la II brigata Venezia viene formata a Vrulje su tre battaglioni con circa 1.300 uomini. La III brigata Venezia viene formata a Tulovo. La IV brigata Venezia formata nella zona di Mojkovac. La V brigata Venezia nasce nella zona di Seljasnica. La VI brigata Venezia si forma a Bijelo Polje.

30.10.43

reparti italiani e della IV brigata Montenegrina occupano Berane.

30.10.43

la I brigata Venezia si trova a Pljevlja diretta a Ustibar e poi verso la Serbia dove opera alle dipendenze della divisione Krajika

31.10.43

la III brigata Venezia viene trasferita a Prije Polje alle dipendenze della 2^ Divisione proletaria.

31.10.43

il comando della Venezia a Pljevlja.

1.11.43

due S.82 italiani scortati da aerei U.S.A. effettuano il primo aviorifornimento alla Venezia sul campo di Podgorica.

6.11.43

la V brigata Venezia rioccupa Brodarevo.

12.11.43

la VI brigata Venezia combatte a Sjenica.

14.11.43

Nella zona di Jadovnik i tedeschi attaccano la II brigata Venezia, che cede in alcuni tratti, e la V Venezia che ripiega su Brodarevo.

14.11.43

la III brigata Venezia viene circondata e dopo un breve combattimento sopraffatta nei pressi di Gvozd-Kobilja e Glava-Kacevo.

15.11.43

la V brigata Venezia in marcia verso Bijelo Polje viene circondata da tedeschi e musulmani e subisce gravi perdite.

16.11.43

un battaglione della V brigata Venezia viene annientata a Brodarevo.

17.11.43

la I brigata Venezia conquista Kremna. Fino a dicembre contrasta l'avanzata della 24^ Divisione Bulgara nella zona di Sargan.

18.11.43

la V brigata Venezia viene sciolta.

20/25.11.43

 nella zona di Vrnica e di Bare duri scontri della VI brigata Venezia.

25.11.43

il comando della Venezia viene fissato a Cajnice ormai completamente distrutta dagli opposti eserciti.

26.11.43

dislocazioni della Divisione Venezia composta da circa 9.400 uomini:

 

I brigata: zona di Vardiste (con la V Krajika)

 

II brigata (mista): zona di Boljanici;

 

III brigata: Cainice;

 

IV brigata: Mojkovac (con la IV Divisione Montenegrina);

 

VI brigata: parte a Berane e parte a Bijelo Polje;

 

Artiglieria: zona Odzar;

 

Plotone carri: Prijepolje (con la II proletaria);

 

Comando base VI e XV Battaglione Guardie di Finanza: Boljanici;

 

XIX brigata di marcia: Metaljka.

27.11.43

il Comando II Korpus ordina che dai reparti delle divisioni Venezia e Taurinense venga formata una nuova divisione italiana partigiana con la denominazione di "Divisione italiana partigiana Garibaldi"

29.11.43

Il comando della divisione Venezia, ottenuto l'approvazione del comando supremo, dirama l'ordine di trasformazione delle unit, da effettuarsi entro il 2 dicembre.

30.11.43.

Alle ore 12 cessa di funzionare il comando della Divisione Venezia e quello della Taurinense ed inizia la sua vita la "Divisione italiana partigiana Garibaldi"

 

 

Divisione Taurinense

 

CRONOLOGIA

 

9.9.43

il gruppo Susa si sposta verso Niksic.

9.9.43

il Battaglione Ivrea si trasferisce sulle pendici del Tovic.

9.9.43

il Battaglione Intra a Niksic.

9.9.43

il Battaglione Aosta in zona Gornje Polje.

10.9.43

il presidio di Petnica in ripiegamento su Berane viene attaccato da bande cetniche musulmane.

14.9.43

il Battaglione Exilles si scontra con colonne della 7^ Divisione SS.

14.9.43

il Battaglione Pinerolo ripiega su Mrcine.

14.9.43

il gruppo Aosta abbandona Danilovgrad dopo essersi scontrato con reparti tedeschi;

15.9.43

il IV Alpini abbandona Niksic forzando il posto di blocco dei tedeschi;

15.9.43

 l'Exilles attacca il forte di Kobila: I tedeschi mantengono le posizioni nelle adiacenze di Cattaro.

15.9.43

150 alpini del Fenestrelle e migliaia di soldati dell'Emilia si imbarcano sui piroscafi Annarella, Diocleziano, la torpediniera Abba e altri natanti nel porto di Cattaro con destinazione Italia.

16.9.43

forze tedesche entrano a Teodo e Cattaro. I battaglioni Exilles e Fenetrelle dislocati a Castelnuovo si arrendono il 16 mattina.

16.9.43

il gruppo Aosta muove su Cekanje; il battaglione Ivrea marcia su Njegusi al confine tra il Monte Negro e il Cattarino;

17.9.43

il gruppo Aosta protegge fino al 23 settembre il trasferimento degli altri reparti della divisione;

22.9.43

la 118^ Divisione tedesca attacca il battaglione Ivrea;

22.9.43

reparti della 7^ Divisione SS. vengono dislocate lungo la dorsale dell'Orjen;

22.9.43

il battaglione Intra sbarra le mulattiere nella zona di Grahovo;

28.9.43

il II Korpus ordina di impiegare tutte le forze per disarmare la Taurinense inviando se necessario la II^ Divisione.

29.9.43

la divisione composta di 8.000 soldati fra i quali 2.000 non combattenti. Il Comando con 2 battaglioni si trova a Crkvice, un battaglione a Stedin e a Podvsnik, un battaglione a Grkovac e un battaglione misto di fanti e di artiglieri, forte di 1.500 uomini a Dragaljsko Polje;

29.9.43

il battaglione Ivrea si scontra con forze tedesche e si trasferisce nella piana di Dragalj. Il gruppo Aosta raggiunge la zona a nord di Dragalj;

29.9.43

circa 170 alpini della Ivrea si consegnano ai tedeschi;

29.9.43

il 738 reggimento e il 668^ reggimento artiglieria tedeschi muovono da Podgorica per attaccare alle spalle lo schieramento italiano; il 738 reggimento si dirige su Grahovo;

3.10.43

il gruppo Aosta con 1.992 uomini raggiunge Plitki Do;

6.10.43

il comando della divisione Taurinense giunge a Brestice e si dirige verso Ogolero Zdrijelo;

6.10.43

la Taurinense viene attaccata di sorpresa.

6.10.43

primo incontro tra comando della Taurinense e comando della 3^ divisione partigiana presso Ramovice Aluge;

7.10.43

la Taurinense abbandona la zona e si dirige verso Trepca e Kita.

7.10.43

 dalle ceneri del battaglione Intra disciolto nasce il battaglione alpino Taurinense con circa 200 uomini. Inizia la lunga marcia per raggiungere la Venezia distante alcune centinaia di chilometri.

11.10.43

il gruppo Aosta si trasforma in brigata italiana Aosta alle dipendenze della 3^ Divisione EPLJ. E articolata su quattro battaglioni con circa 1.150 uomini.

14.10.43

si forma il Battaglione Italia (Compagnia Riva).

15.10.43

il II battaglione della II Taurinense aggregato alla II Divisione dalmata espugna Krst e Taboriste.

16.10.43

 un caccia C.R. 42 falco atterra a Berane riparte con un improvvisato dispaccio di lettere dirette nell'Italia del sud.

16.10.43

gli alleati non ritengono di approvvigionare le truppe italiane nei Balcani. Si dimostrano sfavorevoli ad una stretta collaborazione tra gli italiani e i partigiani.

19.10.43

 dalla divisione Taurinense viene formata la ll brigata alpini Taurinense con 3 battaglioni: I Battaglione Ivrea; II Battaglione Garesio; III Battaglione Zoni con la forza numerica di 700 combattenti, alle dipendenze del Comando Korpus.

19.10.43

la II^ brigata Taurinense opera per qualche giorno alle dipendenze dell'83 fanteria Venezia incaricata di coprire il ripiegamento lungo le strade per Pljevlja.

11.11.43

tutta la II brigata Taurinense si trasferisce nella zona Gornje Lopize. Il battaglione Ivrea raggiunge Glavica.

27.11.43

il battaglione Ivrea sorpreso disarmato da reparti tedeschi e cetnici viene distrutto e catturato.

27.11.43

il Comando II Korpus ordina che dai reparti delle divisioni Venezia e Taurinense venga formata una nuova divisione italiana partigiana con la denominazione di "divisione italiana partigiana Garibaldi"

28.11.43

la Divisione Taurinense composta da circa 2.300 uomini su tre brigate.

29.11.43

un S. 81 italiano atterra a Pljevlja ripartendo con feriti gravi.

11. 1943

 Si forma la Compagnia alpina Taurinense composta da elementi di diversi reparti.

30.11.43

Alle ore 12 cessa di funzionare il comando della Divisione Venezia e quello della Taurinense ed inizia la sua vita la "Divisione italiana partigiana Garibaldi"

 

Battaglione GARIBALDI

 

Non si deve confondere questo reparto con lomonima Divisione partigiana Garibaldi, in quanto questo reparto autonomo venne formato con i resti della Bergamo e di altri militari del XVIII C.A. Provenienti dalla Dalmazia.

 

Il 4 ottobre 43 ad Arzano questo gruppo di uomini viene incorporato nella I brigata proletaria col nome di Battaglione Garibaldi, composto da una compagnia comando e tre compagnie.

 

Fin dai primissimi giorni i garibaldini hanno scontri con reparti tedeschi. Verso la fine del 1943 il reparto ha sede a Pulac e risulta attestato su posizioni che fronteggiano Travnik. Il 9 gennaio 44 inizia una serie di trasferimenti con azioni sporadiche di disturbo. Il 3 aprile scontri con reparti della divisione Prinz Eugen, che continuano fino al 5 aprile. Il 25 maggio inizia la VII offensiva tedesca e fino al 26 giugno il battaglione impegnato a combattere e marciare per sfuggire alle forze tedesche.

 

Il 18 agosto 1944, in Serbia, presso Bijela Voda, il battaglione si collega con la omonima divisione Garibaldi proveniente dal Montenegro.

 

Il 15 ottobre 44 il Garibaldi raggiunge Belgrado. Dopo 5 giorni di violenti combattimenti, il 20 ottobre Belgrado liberata. Vi concorrono i battaglioni italiani "Matteotti e Garibaldi. Liberata Belgrado i due battaglioni vengono trasformati in "brigata italiana dell'Esercito popolare di Liberazione della Jugoslavia".

 

Durante la sua attivit opera in Bosnia e in Serbia.

 

 

Battaglione MATTEOTTI

 

Viene formato a Livno il 15 ottobre 1943 con elementi della Divisione Bergamo. Ufficialmente era denominato II Battaglione Volontari italiano ed operava alle dipendenze della 1^ Divisione Proletaria. Il 6 dicembre venne denominato VI battaglione. Forze iniziali 230 uomini. Forza al maggio '44: 212 uomini.

 

Il battaglione ebbe un notevole travaglio per uniformarsi alle nuove realt operative jugoslave, e anche se mantenne la sua identit, questo travaglio port allallontanamento di diversi ufficiali di indirizzo non gradito agli jugoslavi.

 

Il 31 dicembre 43 si ebbe un violento scontro a Banja Luka, che si protrasse per diversi giorni.

 

Il 25 maggio 44 nel corso della VII offensiva tedesca il battaglione si scontra con reparti tedeschi tra Livno e Glamoc. Anche il Matteotti per oltre un mese impegnato severamente in azioni di guerra.

 

Nei mesi successivi si ebbero scontri con reparti tedeschi a Brdianj e Pljevlia. Il 26 agosto impegna unit bulgare di occupazione a Rozastvo e il 15 settembre ancora combattimenti a nord di Valjevo.

 

Dal 14 al 20 ottobre prende parte alla battaglia per la conquista di Belgrado.

 

Il 28 ottobre 1944 i battaglioni Garibaldi e Matteotti vennero riuniti formando la brigata Italia.

 

Durante la sua attivit opera in Bosnia e in Serbia

 

 

Battaglione alpino TAURINENSE

 

Anche questo reparto da non confondere con lomonima Divisione.

 

Il 5 .12.43 il battaglione sosta a Gorazde , in Bosnia, alle dipendenze della 27 divisione .

 

Anche in Bosnia inizia l'operazione "Kugelblitz" con i reggimenti 98 e 99 cacciatori montagna.

 

Il 7.12 i tedeschi entrano a Gorazde, mentre l'8 dicembre il battaglione raggiunge Kalimanici dopo una ritirata di 70 Km compiuta in 30 ore.

 

Il 13.12 la 27^ divisione circondata. Muovono la tenaglia la 1^ divisione da montagna e la 7^ divisione SS.

 

Il 14.12 reparti della 27^ riescono a uscira dalla sacca.

 

Il 18.12 il Battaglione attacca Breza

 

Intanto in corso l'operazione tedesca "Schneesturm"

 

Ne prendono parte il 14 reggimento SS; il 13 reggimento SS e la 369^ divisione legionaria (Croata)

 

Gli alpini del battaglione passano il natale a Sabanci, in Bosnia.

 

29.12 Il battaglione assieme a altre forze partigiane attacca Olovo, che viene occupata.

 

Il 18.1.44 il battaglione viene sciolto. i reparti vengono aggregati alla II divisione Krajiska e della XVII Majevicka.

 

 

BRIGATA AOSTA

 

L11.10.43 il gruppo Aosta si trasforma in brigata italiana Aosta alle dipendenze della 3^ Divisione EPLJ. E articolata su quattro battaglioni con circa 1.150 uomini.

 

Il 30.10.43 la brigata Aosta presidia la zona di Brsno.

 

Il 12.11.43 il 359 reggimento della 181^ divisione tedesca attacca le posizioni di Sretnja-Brijestovo-Vinica occupate dal IV e V battaglione della Brigata Aosta

 

 

LA POSTA DA E PER I MILITARI DAL 9.9.43 AL GENNAIO 1944

 

In questo periodo di transizione, fin quando i reparti non cambiarono pelle diventando anche nel nome formazioni partigiane, si riscontrano pochi casi di istradamento tramite la posta militare.

 

LA POSTA MILITARE 99

 

La Divisione Venezia aveva alle sue dipendenze la Posta Militare 99, con sede a Berane fino il 9.9.43, con una sezione staccata "A" a Priboj.

 

L'Ufficio Posta Militare 99 utilizz durante la permanenza in Montenegro una Sezione staccata, un Nucleo staccato e una Sezione staccata "A".

 

L'ufficio venne riaperto per un solo giorno l'8 ottobre 1943, per la riattivazione dei servizi postali su libretti di risparmio e vaglia ordinari a favore dei mittenti.

 

Il 5 dicembre 1943 tutti i documenti e i materiali dell'ufficio postale vennero consegnati al comando della Garibaldi che, provvide a distruggerli.(2)

 

Non si conosce l'annullo della divisione adoperato dopo l'8.9.43. Si conoscono alcune buste con l'indicazione manoscritta "pm 99 Divisione Venezia" transitate da Bari con o senza l'annullo della posta militare 151.

 

LA POSTA MILITARE 200

 

La divisione Taurinense aveva alle dipendenze l'Ufficio Postale Militare N.200, operante dal 01.08.43 al 08.09.43 Niksic

 

Dopo l'8.9.43 i reparti della Taurinense rimasero senza ufficio postale proprio.

 

Le corrispondenze da e per l'Italia divennero impossibili fino all'ottobre 1943. Dopo quella data si conoscono alcune rare lettere indirizzate verso il Sud Italia occupata dagli alleati, mentre non si conosce corrispondenza diretta verso il Nord Italia occupata dai tedeschi.

 

La corrispondenza in partenza non passa attraverso uffici postali civili jugoslavi. Ci fa presumere che la corrispondenza venga imbarcata direttamente negli aerei che atterrano a Pljevlja e BeraneNon si conosce, e probabilmente non esiste, corrispondenza dall'Italia diretta a reparti della Taurinense.

 

POSTA MILITARE 141

 

LUfficio Postale N.141 della Divisione Zara continu a funzionare fino al 13 ottobre 1943. Chiuso lUfficio postale militare tutte le corrispondenze dovevano transitare dagli uffici civili ed essere affrancate con gli speciali francobolli.(3) Sono note alcune franchigie regolarmente passate per posta civile e non tassate.

 

 Nel settembre 1943 a Zara vennero soprastampate localmente diversi tipi di franchigie con la scritta al retro P.M.141 / Sto bene, attendo notizie. Saluti cari. e P.M.141 / State tranquilli, sto bene. Saluti. Oltre a ci si poteva aggiungere la sola data e firma.

 

 

CRONOLOGIA GARIBALDI.

 

9.9.43

il 750 Reggimento della 118^ Divisione Cacciatori tedesca, dirige verso Niksic.

10.9.43

la 118^ Divisione tedesca si concentra su Niksic e verso Podgorica.

 

Le Legioni delle Camicie Nere LXXII, LXXXVI, CXLIV, XLIX si schierano con i tedeschi.

14.9.43

la 297^ Divisione germanica proveniente dall'Albania punta su Budua.

14.9.43

il 750 Reggimento Cacciatori tedesco affluisce a Cettigne.

8.10.43

viene riaperto l'ufficio di P.M. 99 per il solo movimento di denaro per finanziare con prestiti individuali le casse della divisione.(4)

10.10.43

accordo di collaborazione tra la Venezia e il II Korpus.

10.10.43

partigiani e fanti della Venezia entrano a Berane.

18.10.43

il 524 Reggimento Cacciatori della 297^ Divisione tedesca attacca reparti dell'83.reggimento "Venezia"

20.10.43

continuano i combattimenti tra forze tedesche e reparti del I battaglione dell'83 reggimento

22.10.43

il III battaglione dell'84 reggimento dislocato a Bijelo-Polje. Giunge l'ordine di movimento per Pljevlja.

22.10.43

il 524 Reggimento della 297^ Divisione tedesca entra a Berane. Il 738 Reggimento tedesco occupa Colasin.

25.10.43

l'operazione Balkanschlucht fallita.

27.10.43

i partigiani rioccupano Colasin.

29.10.43

elementi del VI e XV Battaglioni Guardia di Finanza si riuniscono alla Venezia.

29.10.43

nasce la I brigata Venezia con la forza di 1.300 uomini. la II brigata Venezia viene formata a Vrulje su tre battaglioni con circa 1.300 uomini. La III brigata Venezia viene formata a Tulovo. La IV brigata Venezia formata nella zona di Mojkovac. La V brigata Venezia nasce nella zona di Seljasnica. La VI brigata Venezia si forma a Bijelo Polje.

30.10.43

reparti italiani e della IV brigata Montenegrina occupano Berane.

30.10.43

la I brigata Venezia si trova a Pljevlja diretta a Ustibar e poi verso la Serbia dove opera alle dipendenze della divisione Krajika

31.10.43

la III brigata Venezia viene trasferita a Prije Polje alle dipendenze della 2^ Divisione proletaria.

31.10.43

il comando della Venezia a Pljevlja.

1.11.43

due S.82 italiani scortati da aerei U.S.A. effettuano il primo aviorifornimento alla Venezia sul campo di Podgorica.

6.11.43

la V brigata Venezia rioccupa Brodarevo.

12.11.43

la VI brigata Venezia combatte a Sjenica.

14.11.43

Nella zona di Jadovnik i tedeschi attaccano la II brigata Venezia, che cede in alcuni tratti, e la V Venezia che ripiega su Brodarevo.

14.11.43

la III brigata Venezia viene circondata e dopo un breve combattimento sopraffatta nei pressi di Gvozd-Kobilja e Glava-Kacevo.

15.11.43

la V brigata Venezia in marcia verso Bijelo Polje viene circondata da tedeschi e musulmani e subisce gravi perdite.

16.11.43

un battaglione della V brigata Venezia viene annientata a Brodarevo.

17.11.43

la I brigata Venezia conquista Kremna. Fino a dicembre contrasta l'avanzata della 24^ Divisione Bulgara nella zona di Sargan.

18.11.43

la V brigata Venezia viene sciolta.

20/25.11.43

 nella zona di Vrnica e di Bare duri scontri della VI brigata Venezia.

25.11.43

il comando della Venezia viene fissato a Cajnice ormai completamente distrutta dagli opposti eserciti.

26.11.43

dislocazioni della Divisione Venezia composta da circa 9.400 uomini:

 

I brigata: zona di Vardiste (con la V Krajika)

 

II brigata (mista): zona di Boljanici;

 

III brigata: Cainice;

 

IV brigata: Mojkovac (con la IV Divisione Montenegrina);

 

VI brigata: parte a Berane e parte a Bijelo Polje;

 

Artiglieria: zona Odzar;

 

Plotone carri: Prijepolje (con la II proletaria);

 

Comando base VI e XV Battaglione Guardie di Finanza: Boljanici;

 

XIX brigata di marcia: Metaljka.

27.11.43

il Comando II Korpus ordina che dai reparti delle divisioni Venezia e Taurinense venga formata una nuova divisione italiana partigiana con la denominazione di "Divisione italiana partigiana Garibaldi"

29.11.43

Il comando della divisione Venezia, ottenuto l'approvazione del comando supremo, dirama l'ordine di trasformazione delle unit, da effettuarsi entro il 2 dicembre.

30.11.43.

Alle ore 12 cessa di funzionare il comando della Divisione Venezia e quello della Taurinense ed inizia la sua vita la "Divisione italiana partigiana Garibaldi"

 

LA NASCITA DELLE UNITA PARTIGIANE

 

LA DIVISIONE ITALIANA PARTIGIANA "GARIBALDI"

 

La divisione italiana partigiana "Garibaldi" nasce il 30.11.2025 in Jugoslavia per trasformazione dei reparti italiani sparsi nella zona che si erano trovati a fronteggiare gli ex alleati tedeschi.

 

La "nascita" avvenne in un momento in cui le parti in causa (Comando militare italiano in Jugoslavia, Comando partigiano in Jugoslavia, Comando Supremo italiano e Comando alleato) avevano posizioni contrastanti.

 

Infatti il comando della Venezia mirava a mantenere la vecchia struttura divisionale e rapporti gerarchici diretti col Comando italiano.

 

Il Comando supremo in Italia, pur non potendo rifornire e influire sulla conduzione della guerra, desiderava mantenere sotto il suo controllo le forze italiane in Jugoslavia, sopratutto per acquisire meriti nei confronti degli "alleati" anglo-americani.

 

Il Comando partigiano non riteneva opportuna la presenza di forze armate straniere che non fossero sotto il suo stretto controllo operativo.

 

Gli alleati, da parte loro, avrebbero visto di buon occhio il rimpatrio degli italiani. Essi ritenevano superflua la presenza nei Balcani di un contingente italiano "cobelligerante".

 

Prevalse la linea imposta dal Comando partigiano per due motivi:

 

-le forze italiane in Jugoslavia non erano adatte alla lotta partigiane e non erano autosufficienti;

 

-la trasformazione degli italiani in "forza partigiana" aveva gi avuto inizio e con buoni esiti. Gli originari reggimenti, su tre battaglioni, cui faceva capo la divisione coi servizi, era stata in parte smantellata per costituire le "brigate" autonome, con servizi ridotti all'osso e capacit di manovra molto sviluppata.

 

Il 30 Novembre il comandante del II Korpus dirama il seguente ordine diretto al Comando della "divisione italiana partigiana "Garibaldi"", inerente l'organico dei comandi. Secondo tali direttive le brigate combattenti sono quattro:

 

I brigata costituita da elementi della Taurinense;

 

II brigata costituita da elementi della Venezia e Guardie di Finanza;

 

III brigata costituita da elementi della II, III, V e VI brigate Venezia, Guardie di Finanza e del 47 regg. divisione Ferrara.

 

IV brigata comprende i fanti della IV brigata Venezia.

 

La IV brigata verr sciolta tra due mesi perch ritenuta in esubero secondo i criteri delle unit partigiane jugoslave. Verr ricostituita in seguito.

 

 

Il teatro degli avvenimenti

 

La Jugoslavia in generale e il Montenegro in particolare furono per tutta la durata del secondo conflitto un teatro di guerra in cui veniva applicata la teoria del logoramento delle forze nemiche.

 

I partigiani jugoslavi in evidente stato di inferiorit se non numerica quanto meno qualitativa adottarono la tecnica della "guerriglia" con lo scopo di tenere impegnate quante pi forze nemiche possibili. E nemici ne avevano parecchi a cominciare dagli Ustascia croati, legati alle truppe di occupazione, ai cetnici musulmani e a vari bande di irregolari tutte pi o meno legate alle truppe occupanti.

 

Il fatto che non tutta la popolazione era a loro favore restrinse il loro campo d'azione in zone strettamente delimitate.

 

Solo nell'ottobre 44 avvenne il collegamento tra le forze partigiane operanti nel Montenegro e quelle operanti nel Cattarino, mentre con le forze operanti in Serbia si avevano contatti pi frequenti ma saltuari.

 

A cominciare dal settembre 44 i tedeschi cominciarono il loro ritiro dalla Serbia, dal Montenegro e dalla Dalmazia non per difficolt a contrastare le forze partigiane, ma per le mutate condizioni generali della guerra. Infatti il ritiro generalizzato dai Balcani (Grecia, Jugoslavia, Albania) avviene per l'impossibilit a difendere globalmente quei territori.

 

In questo contesto la disponibilit degli italiani a unirsi ai partigiani avvenne in un primo momento tra difficol e incomprensioni. Gli jugoslavi desideravano sopratutto le armi pesanti degli italiani, mentre non ritenevano fidati gli ex nemici di alcuni giorni fa.

 

Solo la dichiarazione di guerra alla Germania permise di superare queste difficolt anche se i Comandi partigiani continuarono a ritenere poco adatti gli italiani alla lotta partigiana.

 

Ma le buone prove date da queste formazioni permisero un pi stretto rapporto tra italiani e jugoslavi.

 

 

Azioni della divisione

 

Durante tutta la campagna in Jugoslavia le varie brigate agirono in maniera autonoma e senza un Comando centrale divisionale.

 

La guerra partigiana in Jugoslavia e altrove fatta di rapidi spostamenti di offensive improvvise, di ritirate compiute nel cuore della notte, insomma di una mobilit estrema per supplire alla inferiorit numerica e alla scarsa forza d'urto di una unit senza alcun seguito di armi pesanti e di reparti corazzati.

 

Il comando la divisione di per s era un comando di collegamento e di coordinamento. Le brigate erano autonome e agivano separate dalle altre unit; non solo ma anche i vari battaglioni delle brigate spesso agivano individualmente anche alle dipendenze "tattiche" di un'altro comando partigiano.

 

Per questo motivo la narrazione cronologica stata divisa in due parti. La prima si riferisce alle attivit della divisione complessivamente; la seconda si riferisce alle singole unit e alle azioni che queste eseguirono dal 1 dicembre 1943 al 10 marzo 1945.

 

Il 1 Dicembre 1943 iniziano le operazioni da parte del Comando V Corpo d'Armata SS diretto ad "attaccare le forze nemiche del settore bosniaco sud orientale e montenegrino settentrionale e di annientarle".

 

I tedeschi dispongono delle seguenti forze:

 

1^ divisione da montagna: 98 e 99 reggimento nella zona Stranjani-Brodarevo-Kacevo;

 

79 reggimento artiglieria a Duga Poljana.

 

2 reggimento Brandenburgo: a Karaula e Gvozd

 

II e III battaglione del 524 reggimento

 

 

I partigiani schieravano:

 

5^ divisione Krajika che teneva la linea Nova Varo-Bistrica;

 

3 brigate della 2^ divisione proletaria nella valle del Lim da Prijepoljea Bijelo Polje;

 

2 brigate della 3^ divisione d'assalto nel Montenegro orientale fino alla valle dello Zeta.

 

4^ brigata montenegrina a Berane;

 

le brigate della "Garibaldi" erano cos schierate:

 

I brigata a Glibaci

 

II brigata a Pljevlja

 

III brigata tra Metaljka e Cajnice

 

IV brigata a Berane

 

gruppo artiglieria e carri armati leggeri tra Seljasnica e Prijepolje.

 

 

Il 3 Dicembre 43 scatta "l'operazione Kugelblitz" e alle prime ore del giorno 4 iniziano i giorni difficili del II Korpus jugoslavo e della Garibaldi.

 

Il grosso del 98 reggimento infrange la resistenza della II brigata proletaria sulla riva destra del Lim.

 

Viene sgomberata Pljevlja, Trabaljevo e la ritirata prosegue oltre il fiume Tara in piena.

 

La mattina del 6.12 i tedeschi e i cetnici occupano Cainice e Gorazde.

 

I partigiani si sparpagliano, operano sabotaggi sulle linee di comunicazione e arretrano ancora il 12 dicembre.

 

Il 13 dicembre la 27 divisione circondata. Il battaglione alpino italiano "Taurinense" giunto a Vrutici riesce a sfondare lo sbarramento del 482 reggimento della 187^ divisione tedesca.

 

Fino al 21 dicembre il Comando della "Garibaldi" non ha notizie della III brigata.

 

Il 23.12.43 il 14 reggimento SS sul fiume Krivaja e il 24 raggiunge Borovicke Njive. Il 13 reggimento SS a Semizova Ponikva. La divisione Krajika e il battaglione italiano "Taurinense" attaccano le forze tedesche e cetniche per permettere il ripiegamento di due divisioni e di reparti ausiliari verso Ravna Planina.

 

Il 29 dicembre continuano i ripiegamenti, sempre con i tedeschi agganciati. Combattimenti presso Olovo.

 

Il 30 marzo 44 la "Garibaldi" trasferisce il XL battaglione della I brigata nella zona di Bioce alle dipendenze dell 3^ divisione.

 

Il 10.4.44 il XL della "Garibaldi" e reparti della V montenegrina tentano di espugnare la linea fortificata di Doljanska Glavica-Kaznovica. Nella zona vi erano reparti di Camicie Nere.

 

Dopo alterne vicende i partigiani si ritirano senza alcun risultato utile.

 

L'11 aprile 44 circa 6.000 uomini tra tedeschi, cetnici, nediciani e musulmani, attaccano le posizioni del fronte settentrionale montenegrino tenute dalla I brigata e dal VI battaglione Garibaldi

 

Il 25 maggio inizia la 7^ offensiva tedesca. Avr la durata di 46 giorni.

 

Lo scopo della offensiva quella di "sbaragliare le forze rosse e occupare le sede del comando rosso" (pag. 502). Tra i compiti pi specifici vi quello di catturare le missioni sovietica e inglese e il maresciallo Tito e il suo quartiere generale.

 

Alla battaglia che si protrae per diversi giorni partecipa il battaglione "Garibaldi" con la I brigata proletaria e il battaglione "Matteotti" con la III divisione Krajika.

 

Mentre la battaglia infuria Tito e le missioni alleate di dirigono verso la piana di Kupres. Da un campo di fortuna nelle vicinanze Tito, lo stato maggiore e parte del governo provvisorio partono con un aereo Dakota per Bari. Si trasferiranno a Lissa con un cacciatorpediniere britannico.

 

dal 19 al 21.6.44 Il VI battaglione della I B viene impegnato nella zona di Dubovo.I combattimenti proseguono fino al 2 luglio.

 

2 luglio 44 il colonnello Ravnich assume il comando della divisione Garibaldi.

 

Situazione della divisione al 3 luglio 44:

 

 

Comando divisione

Blatina;

I brigata

Ribarevina-Ostrelj-Priloge-Fenica Kr-Stitari;

battaglione Zavattaro

Bijelo Polje

II brigata

Mojkovac, Procenje

battaglione genio

Rakita

IV battaglione lav.

Mojkovac

VI battaglione lav.

Mojkovac.

 

Il 20.6 comando battaglione a Dubovo.

 

20.6 Si ha uno scontro tra il VI battaglione della I "Garibaldi" con il I battaglione del 14 reggimento SS nei pressi di Zminjac.

 

Il 18 luglio i tedeschi avviano l'operazione "Draufgaenger", diretto verso i partigiani operanti nel Montenegro.

 

Nell'agosto 44 gli stessi iniziano "operazione Ruebezahl" che ha lo scopo di tagliare le basi di rifornimento ai partigiani avanzanti in Serbia.

 

Le due azioni mirano a racchiudere in una sacca i partigiani operanti in Serbia e Montenegro, accerchiarli e distruggerli.

 

A questo fine il 383 fanteria della 181^ divisione punta su Kolasin.

 

La 1^ divisione da montagna investe Andrijevica.

 

Il reggimento Brandenburgo e il 14 reggimento SS attraverso Brodarevo e la valle del Tara muovono incontro alla 1^ divisione da montagna e alla 7 divisione SS che da ovest attraverso le valli della Drina e del Piva puntano sul Durmitor.

 

I reggimenti 97 e 98 della 1^ divisione da montagna investono il 13 agosto Tresnjevik.

 

Il 18 agosto le brigate della "Garibaldi" attestate fianco a fianco sull'altipiano del Sinjajevina, ricevono l'ordine di trasferirsi nella zona di Dobri Do sul Dormitor, centro di raccolta di tutta la divisione.

 

Anche la 1 divisione proletaria, nelle cui fila vi sono i battaglioni "Matteotti" e "Garibaldi" si sgancia passando dalla zona di Pljevlja a Priboj.

 

Il 21 agosto le colonne tedesche si congiungono. La sacca intorno al II korpus va prendendo forma.

 

Il 22 agosto la linea difensiva del Durmitor vacilla. I partigiani arretrano combattento con la minaccia che i tedeschi chiudano da sud la tenaglia entro cui contenere le forze partigiane.

 

La notte del 22 agosto giunge l'ordine di ripiegamento della divisione Garibaldi.

 

Il 23 agosto giunge l'ordine di attacco per diverse unit partigiane.

 

I partigiani rompono l'accerchiamento lungo la linea Krnovo-Ceranica Gora tenuta da un reggimento cetnico e attraverso il varco si dirigono verso Kolasin, Berane e e Andrijevica. I tedeschi rinunciano all'inseguimento, L'operazione Ruebezahl viene interrotta il 24 agosto.

 

Contemporaneamente la 1^ divisione tedesca, i reggimenti Brandenburgo e la 7 divisione SS ricevono l'ordine di interrompere l'offensiva in Montenegro e di portarsi nella Serbia orientale per schierarsi sulla linea difensiva sul Danubio.

 

Il 6 settembre 44 l'Armata rossa raggiunge Turnu Severin al confine con la Jugoslavia.

 

Nel settore del II korpus i tedeschi sono sulla difensiva. La 118 divisione schierata lungo la Narenta tra Ragusa e Trebinje; la 181 divisione dislocata da Ragusa a Scutari. Assieme a qualche battaglione di camicie nere e di cacciatori albanesi e da molte formazioni cetniche.

 

Il 1 settembre viene liberata Gacko eil 18 settembre Niksic. Reparti del II battaglione genio "Garibaldi" entrano in citt per primi come avanguardia della VI brigata montenegrina.

 

Nel Settembre 44 le forze della "Garibaldi" si sono paurosamente assottigliate. Affluiscono ora forze nuove, come ex prigionieri dei tedeschi fuggiti o liberati dai partigiani, ex garibaldini catturati dai tedeschi etc. Questo afflusso durer fino al rimpatrio.

 

Il 14 settembre la 3^ divisione partigiana passa al contrattacco, travolge i cetnici e riprende Kolasin, Berane, Andrijevic. I tedeschi sono attestati a Matesevo difesa dal II battaglione del 363 reggimento, da un battaglione di camicie nere e da due korpus cetnici.

 

Il 18 ottobre i tedeschi abbandonano Ragusa. Il 26 viene liberata Metkovic. Il 28 Spalato. Il 31 Zara. Tutta la Dalmazia, meno la fortezza di Knin che resister fino ai primi di dicembre, in mano partigiana.

 

La IV brigata "Garibaldi" posta alle dipendenze del raggruppamento del litorale, dal 30 agosto al 25 settembre 44 sosta nella zona di Trepca, dove raggiunge la forza di 550 uomini.

 

Il 29 settembre 44 il comando della "Garibaldi" dispone che "il fazzoletto rosso, simbolo del volontarismo garibaldino, venga adottato da tutti i reparti," (pagina 547).

 

Nel dicembre 44 giunge dall'Italia posta portata dai motovelieri. Il commissario stabilisce che anche la posta in arrivo sia sottoposta a censura, ma blanda (pag. 562)

 

Dalla met dell'ottobre 44 tutto il fronte balcanico in movimento.

 

Il 20 ottobre Belgrado liberata. Vi concorrono i battaglioni italiani "Matteotti" e "Garibaldi".

 

Il 13 Cettigne viene liberata

 

Nel novembre 44 il XXI corpo d'armata per facilitare il suo ripiegamento ordina alla 181 divisione non 369 divisione tedesca (vedere pag.567) di attaccare puntando su Gacko

 

La 181 divisione il 14.11 arriva a Danilovgrad e la mantiene. La 297 divisione conquista Bioce, Pelev, Brijeg, Vjetarnik e apre la strada al XXI C.A.

 

Il 28 ottobre i partigiani, liberata Dulcigno, raggiungono la frontiera albanese.

 

La battaglia di Mostar che viene condotta con tattica di guerra "regolare". Si conclude con la caduta di Mostar la sera del 14 febbraio 1945.

 

Il 21 febbraio il II korpus ordina alla "Garibaldi" di concentrasi a Ragusa. Il 25 febbraio giunge a Ragusa il primo scaglione della II brigata. Il 1 marzo la forza della divisione presente a Ragusa e di 70 ufficiali, 214 sottufficiali e 1.768 militari.

 

Il primo scaglione della "Garibaldi" parte da Ragusa l'8 marzo 1945. Sono in totale 2.124 uomini che giungono a brindisi alle ore 17,10 del 8 marzo 45.

 

Il secondo scaglione parte da Ragusa l'11 marzo con un totale di 1.651 uomini. Con questo scaglione rimpatriata tutta la divisione.

 

 

CRONOLOGIA AZIONI I BRIGATA

 

5.1.44

la I brigata "Garibaldi" diretta a Godocelje viene attaccata e ripiega su Babino.

6.1.44

il IV battaglione della I brigata "Garibaldi" viene attaccata da "bande" cetniche e musulmane a Tucanje e Radulic. Perdite da entrambe le parti. La battaglia si protrae fino al giorno 7 gennaio. Vengono fatti prigionieri 80 soldati della brigata da parte dei musulmani e poi consegnati ai tedeschi.

11.1.44

reparti della I brigata combattono a Slatina.

23.1.44

La I brigata, assieme al IV battaglione della IV brigata proletaria attacca a Godocelje dove si erano concentrate forze nazionaliste albanesi

30.3.44

il XL battaglione della I brigata viene trasferito nella zona di Bioce alle dipendenze dell 3^ divisione.

4.4.44

il II battaglione ripiega sotto pressione di tedeschi e ustascia provenienti da Sarajevo.

 

Il III battaglione segue la Bircanska e in seguito verr quasi interamente distrutto o catturato, eccetto una compagnia.

 

(Il 5 mattina una vasta operazione di reparti tedeschi investe il IV battaglione il quale si ritira, assieme al II battaglione su Borja. Il gelo intenso. I fucili mitragliatori si inceppano molti reparti si disperdono o vengono catturati.) vedere se si tratta di altra brigata

 

Alla fine di marzo la I "Garibaldi" presidia il territorio ad est del Lim nel distretti di Berane.

 

Il Comando brigata e il V battaglione sono a Berane, reduci dalla Bosnia.

 

Il IV battaglione nella zona di Sahovici alle dipendenze del III/37^ divisione del Sangiaccato. l'11 marzo aveva sostenuto scontri con formazioni musulmane.

10.4.44

il XL battaglione della "Garibaldi" e reparti della V montenegrina tentano di espugnare la linea fortificata di Doljanska Glavica-Kaznovica. Nella zona vi erano reparti di Camicie Nere.

 

Dopo alterne vicende i partigiani si ritirano senza alcun risultato utile.

11.4.44

circa 6.000 uomini tra tedeschi, cetnici, nediciani e musulmani attaccano le posizioni del fronte settentrionale montenegrino tenute dalla I brigata e dal VI battaglione Garibaldi

 

Il VI battaglione arretra fino alle alture tra Babajici e Ljekovina dove difende una importante passerella sul Tara.

15.4.44

la I brigata si ritira da Berane e si schiera a copertura del corso del Tara a ridosso della rotabile Mojkovac-Kolain. Sosta in loco fino al 23 aprile.

11.5.44

la I brigata "Garibaldi" si trasferisce sulla riva sinistra del Lim.

dal 19. al 21.6.44

Il VI battaglione della I Brigata viene impegnato nella zona di Dubovo.I combattimenti proseguono fino al 2 luglio.

 

Il Comando della I "Garibaldi" si insedia a Vlako Polje. Il V battaglione a Ostrelj, il XL a Fenica Fr, il VI nei pressi di Stitari.

 

Situazione al 3 luglio 44:

 

I brigata

Ribarevina-Ostrelj-Priloge-Fenica Kr-Stitari;

 

battaglione Zavattaro

Bijelo Polje

20.6

Si ha uno scontro tra il VI battaglione della I "Garibaldi" con il I battaglione del 14 reggimento SS nei pressi di Zminjac.

 

22.7

La I brigata fa fronte alle provenienze da Rozaj

13.8.44

La I "Garibaldi" si sgancia durante la notte portandosi intorno al massiccio della Bjelasica.

16.8 44

La I^ "Garibaldi" in ripiegamento

19 8.44

La I brigata si schiera nella zona di Pirni Do per contrastare l'avanzata del 13 reggimento cacciatori montagna SS.

23.8.44

giunge l'ordine di attacco per diverse unit partigiane.

 

La I brigata passa alle dipendenze della 3^ divisione.

 

la II e IV brigata vengono inviate a Velimlje per essere poste alle dipendenze del comando gruppo operativo d'assalto del litorale.

 

La I brigata e il I battaglione genio operano alle dipendenze della 3^ divisione dal settembre 44.

 

La I "Garibaldi" contrasta il tentativo della Skanderbeg di raggiungere Val Moraca.

21.10.44

la I brigata si attesta sulla linea Andrijevica-Murina.

 

Dal 30 Novembre 44 la I "Garibaldi" a Berane.

 

Dal 1 gennaio 45 tutto il Montenegro libero.

19.1.45

La I "Garibaldi" rifornita di armi e munizioni raggiunge Otilovici, iniziando le operazioni in Serbia.

 

La I brigata e il battaglione genio giungono a Ragusa il 5 e il 6 marzo.

 

CRONOLOGIA AZIONI II BRIGATA

 

14.12.43

la II brigata si trova a Kovren.

4.1.44

il III battaglione della II brigata "Garibaldi" respinge attacchi tedeschi nella zona di Hrta-Brajkovac.

6.1.44

tedeschi e tecnici attaccano la brigata Sangiaccato e il I battaglione della II brigata "Garibaldi" sulla linea Svojcevo-Vlaka.

11.1.44

Il I battaglione della II brigata "Garibaldi" rastrella le zone di Bijov Grob.

16.1.44

scontri tra tedeschi con cetnici e musulmani contro reparti della VII brigata Montenegrina e la II brigata "Garibaldi" intorno a Kovren e Ljekovina.

22.2.44

la II brigata "Garibaldi" assieme al II battaglione lavoratori si concentra a Barovo e si dirige a Podgraca.

 

Nella terza decade di febbraio la II e la III brigata "Garibaldi" ricevono l'ordine di spostarsi nella Bosnia sud orientale. E' un inverno crudissimo. Si marcia con la neve alta due metri trasportando anche i cannoni e i mortai a dorso di mulo o spalleggiati.

1.3.44

i garibaldini della II brigata giungono a Foca. Per razione hanno avuto un p di farina d'avena mischiata con paglia e loglio.

17.3.44

il I battaglione della II brigata viene attaccato e due compagnie fatte prigioniere.

19.3.44

il III battaglione si spinge fino a Dobropolje

26.3.44

la II brigata viene ridotta. Il I battaglione viene sciolto e i suoi elementi passano in altri battaglioni; Il II battaglione viene distaccato presso la II Krajika; Il III battaglione si trasferisce nella zona di Dujmovici presso la XIX brigata Bircanska; Il IV battaglione rimane di scorta all'ospedale italiano di Kalinovik.

 

(Il 5 mattina una vasta operazione di reparti tedeschi investe il IV battaglione il quale si ritira, assieme al II battaglione su Borja. Il gelo intenso. I fucili mitragliatori si inceppano molti reparti si disperdono o vengono catturati.) vedere se si tratta di altra brigata

 

Tutta la II brigata si concentra nella zona di Miljevina. L'offensiva tedesca intanto si sviluppa anche da Gorazde e da Nevesinje. La II brigata si ritira su Dukovici, Rataj, Zakmur. L'8 aprile i mortai da 81 portati a spalla per pi di 50 Km vengono gettati in un burrone. La notte sul 9 la colonna sempre tallonata da forze tedesche, attraversa il fiume Sutjeska. I soldati mangiano avena fermentata Alla fine la consistenza sar di soli 350 uomini. La brigata dopo una sosta a Zagrade dove non trova viveri a sufficienza, riparte il 17 aprile. Il 18 aprile a Zabljak i superstiti sono in tutto 221. La colonna prosegue per Pljevlja.

26.4.44

la brigata ha una consistenza di 400 uomini dei quali solo 100 circa in grado di combattere entro due mesi. Il resto potr essere recuperabile in 3 o 4 mesi "ed in parte costituiscono elementi deperiti al massimo stadio e abbrutiti dalle sofferenze." (Pag.495).

10.5.44

la brigata in ricostituzione. Il periodo di riposo durer fino al 28 luglio nella zona Procenje-Mojkovak.

 

La II brigata, sempre l'11.Maggio, passa alle dipendenze della 37^ divisione con compito di interdire le provenienze da Pljevlja.

 

Situazione al 3 luglio 44:

 

II brigata: Mojkovac, Procenje

 

battaglione genio: Rakita

22.7 44

La II brigata "Garibaldi" presidia Ivanje, Brezovac e Stitari.

10.8.44

nei pressi di Godijevo il I batt della II "Garibaldi" respinge un attacco tedesco.

13.8.44

La II "Garibaldi" ancora attestata sulla riva destra del Lim per poi ripiegare sulla su riva sinistra

16.8 44

La II "Garibaldi" nella zona di Dobrilovina, tra Savansko Polje, Gomila e Studenci.

 

Intanto affluiscono dalla Bosnia i reparti del XII Korpus tallonati dal 13 reggimento della 7^ divisione SS

19.8.44

La II brigata dopo aver raggiunto Dobri Do ridiscente la montagna per fronteggiare i reparti del 14 reggimento SS

23.8.44

giunge l'ordine di attacco per diverse unit partigiane.

 

la II e IV brigata vengono inviate a Velimlje per essere poste alle dipendenze del comando gruppo operativo d'assalto del litorale.

 

La II "Garibaldi" il 30 agosto passa alle dipendenze tattiche della 29^ divisione erzegovese.

 

Dopo essersi concentrata nella zona di Dubocke la II "Garibaldi" entra in linea il 2 settembre e dislocata nella zona di Gacko, abitata da musulmani filo ustascia e quindi ostili.

 

A fine settembre il IV battaglione della II "Garibaldi" si sposta a Nevesinje, a 41 Km da Mostar.

 

Nella notte del 26 settembre Bileca circondata dalle forze partigiane. Il II battaglione della II "Garibaldi" conquista la posizione di Modropac.

 

Mentre il I battaglione della II "Garibaldi" presidia Gacko il II battaglione viene impeigato per il ripristino delle linee telefoniche della zona di Bileca.

9.10.44

il IV battaglione combatte presso Nevesinje. Il 15 otobre la brigata si concentra a Bileca. Il sottosegretario alla guerra Mario Palermo la passa in rivista.

 

Nel novembre 44 il XXI corpo d'armata per facilitare il suo ripiegaamento  ordina alla 181 divisione ( non 369 divisione tedesca (vedere pag.567) di attaccare puntando su Gacko scontrandosi con la II brigata Garibaldi.

28.10.44

 i partigiani, liberata Dulcigno, raggiungono la frontiera albanese.

 

La II "Garibaldi" intanto sul fronte di Nevesinje  si scontra con forze tedesche.

2.12.44

lo schieramento della II brigata si presenta:

 

I battaglione: Glacko

 

II battaglione: riva della Zalomska Rjeka

 

IV battaglione: Postoljani

 

Il 25 febbraio giunge a Ragusa il primo scaglione della II brigata. Il 1 marzo la forza della divisione presente a Ragusa e di 70 ufficiali, 214 sottufficiaali e 1.768 militari.

 

 

CRONOLOGIA AZIONI III BRIGATA

 

18.12.43

i reparti della III brigata operano in azioni di disturbo a Pljevlja e Bolianici. Qualche successo la brigata la ottiene nei pressi di Stozer

21.12.43

Fino al 21 dicembre il Comando della "Garibaldi" non ha notizie della III brigata.

10.1.44

In considerazione delle perdite subite dalla III brigata il Comando della "Garibaldi" ne ratifica lo scioglimento, richiesto dal comando II Korpus. La IV Brigata cambia la propria numerazione in quella di III Brigata.

11.1.44

si registra in giornata l'unica disfatta della III brigata. Nel villaggio di Lesnica, dove pernottavano i reparti del I battaglione vengono circondati da forze tedesche e cetniche e costrette alla resa.

17.2.44

la III brigata Garibaldi, assieme assieme al I battaglione lavoratori lasciano la zona di Andrijevica

 

Nella terza decade di febbraio la II e la III brigata "Garibaldi" ricevono l'ordine di spostarsi nella Bosnia sud orientale.

10.3.44

La III brigata nella zona Mrezice-Sahbasici. Il 14 riceve l'ordine di raggiungere, entro il 15 marzo, la zona di Kuesi-Reetnica, da dove effettuer il passaggio del fiume Praca e della linea ferroviaria Viegrad-Sarajevo.

 

La marcia della brigata ostacolata da combattimenti con varie forze cetniche, dai tedeschi, dai musulmani, dalle centurie ustascia, da bande di predoni. La meta era il territorio del III Korpus. Nel corso della marcia il IV battaglione, attaccato di sorpresa, fu messo in rotta. Rientrarono ai reparti 40 uomini.

 

Nella notte tra il 19 e il 20 marzo dopo aver cercato invano un rifugio, la brigata sosta all'aperto. Fu permesso accendere i fuochi, "tenendoli piuttosto bassi". Per tale motivo vi furono morti per assideramento sia nella brigata sia nel battaglione lavoratori che ci seguiva. E' questa la notte maledetta della brigata, notte "porca, boia e maledetta" a detta del Commissario della brigata.

 

Il giorno dopo la colonna divisa in due tronconi viene attaccata da forze ustascia. Il III battaglione impegnato di retroguardia venne sopraffatto.

27.3.44

a sera si giunse a Vlasenica, sostandovi per due giorni. Intanto si sviluppo una epidemia di tifo. Lasciati gli ammalati in ospedale la brigata si trasferisce a Srebrenica. In pochi giorni il 50% degli effettivi si ammala. La III brigata venne denominata "brigata infetta"

 

I resti della III brigata saranno inquadrati nel V battaglione della VI brigata bosniaco-orientale e in altri reparti partigiani.

 

 

CRONOLOGIA AZIONI IV BRIGATA

 

22.7.44

La IV "Garibaldi" controlla le provenienze dal passo Cakor e da Murina.

19.8.44

La IV brigata marcia per utto il giorno 18 e 19 per uscire dalla sacca in cui si trovava.

 

Anche la 1 divisione proletaria, nelle cui fila vi sono i battaglioni Matteotti e "Garibaldi" si sgancia  passando dalla zona di Pljevlja a Priboj.

23.8.44

la II e IV brigata vengono inviate a Velimlje per essere poste alle dipendenze del comando gruppo operativo d'assalto del litorale.

 

La IV brigata "Garibaldi" posta alle dipendenze del raggruppamento del litorale, dal 30 agosto al 25 settembre 44 sosta nella zona di Trepca, dove raggiunge la forza di 550 uomini.

26.9.44

la IV "Garibaldi" con altri reparti partigiani inizia le operazioni nel settore Grahovo-Risano contro formazioni cetniche-tedesche.

11.10.44

la IV brigata concentrata a Spila dove verr visitata dal sottosegretario alla guerra Mario Palermo.

 

Il I battaglione della IV "Garibaldi" partecipa alla presa di Grahovo il 21 ottobre e di Dragalj il 22 ottobre; poi si sposta sul fronte di Cettigne. La battaglia si protrae dal 28 ottobre al 13 novembre

1311.44

Cettigne viene liberata dal I battaglione della IV "Garibaldi" e da un battaglione della X montenegrina.

 

Intanto il III battaglione della IV "Garibaldi" si schiera nella zona tra Cattaro, Castelnuovo e Budua in continua aazione contro i presidi tedeschi e fascisti occupati ancora dai battaglione "M".

 

Dal 27 gennaio la IV "Garibaldi" presidia la zona di Trubjela a Viluse e Petrovici ai confini tra Montenegro e Erzegovina.

 

 

Tutto sommato la divisione italiana partigiana "Garibaldi" scrisse una bella pagina di storia. Il fatto che questa pagina non venga appieno reclamata e celebrata deriva da una pregiudiziale susseguente i fatti narrati e che hanno origine nelle successive fasi della guerra e della contesa tra i due Stati per Trieste e l'Istria, contesa che si determin quando terminata la guerra l'Italia e la Jugoslavia reclamavano i diritti una di cobelligerante e l'altra di potenza vincitrice su un medesimo territorio.

 

 

BRIGATA ITALIA

 

Il 28 ottobre 1944 con ordine della 1^ divisione proletaria i battaglioni "Garibaldi" e Matteotti cessano di far parte della I e della III brigata proletaria e vengono riuniti, sempre nell'ambito della 1^ divisione, nella "brigata italiana dell'Esercito popolare di Liberazione della Jugoslavia"

 

Il 29 ottobre la brigata viene denominata Italia nella formazione:

 

il 1 battaglione Garibaldi

 

il 2 battaglione Matteotti

 

il 3 battaglione Mameli

 

Dopo qualche settimana, verr formato il battaglione "Fratelli Bandiera". La forza complessiva dellunit di 3.000 uomini.

 

Dal 1 al 20 dicembre 44 sostiene scontri nel settore di Pistinac e Tovarnik. Il 17 gennaio 45 subisce un rovescio, e rimane in riserva fino al 17 marzo quando ritorna in linea nel settore Sarengrad, sul Danubio. Nel mese di aprile, con lintero fronte in movimento, la brigata sempre in prima schiera, raggiungendo Zagabria il 10 Maggio 45.

 

Nell'aprile 45 la brigata italiana assume il nome di brigata Italia e a met maggio diventa divisione Italia su 4 brigate:

 

1^ brigata dassalto garibaldina Italia

 

2^ brigata dassalto garibaldi Matteotti

 

3^ brigata dassalto garibaldi Mameli

 

4^ brigata dassalto garibaldi Fratelli Bandiera.

 

La divisione Italia il 27 Giugno riceve lordine di rientro in Italia. Il 2 luglio, attraversata la linea di demarcazione, i primi reparti giungono a Torre di Zuino, in provincia di Udine. Siamo gi in periodo di guerra fredda.

 

 

BATTAGLIONI LAVORATORI

 

Nel Novembre 43 nella zona montenegrina si ebbe un esubero di personale "affidabile" rispetto alle risorse e armi esistenti.

 

Molti soldati italiani vennero incoraggiati a passare da militari armati a lavoratori disarmati. Si formarono diversi Battaglioni lavoratori che si resero utilissimi nella riattivazione di manufatti distrutti da eventi bellici, nella sistemazione degli aeroporti di fortuna di Berane, Negobudja, Brezna ed altri, integrando con il loro lavoro di manovalanza, anche sotto il fuoco nemico, quello dei reparti del Genio; nei duri e penosi trasferimenti dei barellati, in condizioni disagiatissime, dormendo all'aperto durante le tappe, scalzi sulla neve.

 

L'offensiva di dicembre caus molte perdite ai battaglioni lavoratori, che vennero rimpiazzate da militari sbandati.

 

Nel gennaio 44 la dislocazione era la seguente:

 

I battaglione Kolain

 

II battaglione Matesevo

 

III battaglione Lijeva Rijeka

 

IV battaglione Andrijevica

 

V battaglione

 

VI battaglione

 

VII battaglione

 

VIII battaglione

 

IX battaglione

 

X battaglione Mojkovac

 

Nel gennaio 44 cominciano a manifestarsi casi di tifo esantematico.

 

A Met febbraio 44 la forza dei battaglioni lavoratori di circa 6.553.

 

La situazione dei lavoratori molto pi critica dei reparti combattenti. Innanzi tutto vengono riforniti di meno di cibo e vestiario. Nel febbraio 44 la fame e il tifo petecchiale mietono numerose vittime tra i lavoratori i quali chiedono di passare ai reparti combattenti nella speranza di migliorare le loro condizioni di vita.

 

Il comando del II korpus decide si assegnare a vari reparti partigiani i lavoratori italiani, i quali vengono ripartiti:

 

Alla V brigata montenegrina 100 uomini

 

Alla VI brigata montenegrina 100 uomini

 

Alla II brigata dalmata d'assalto 50 uomini

 

Alla III brigata dalmata d'assalto 90 uomini

 

Alla IV brigata del Sangiaccato 50 uomini

 

alla 29^ divisione erzegovese 200 uomini

 

Oltre ai primi 650 uomini il 21 febbraio altri 90 soldati, riforniti di vestiario e calzature, vennero avviati alla III brigata del Sangiaccato.

 

Tra il 9 e il 23 marzo altri 450 soldati vennero destinate alle varie brigate partigiane.

 

In aprile il V battaglione abbandona Berane.

 

Il 7 aprile a Foca si scioglie il II battaglione lavoratori, che era stato al seguito della II brigata Garibaldi

 

In Aprile nel IV battaglione lavoratori vi sono 200 casi di tifo. Non vi sono ne medici ne medicine e non vi neanche cibo per nutrire i malati.

 

In aprile arrivano prima i medici e poi le medicine. Il tifo viene circoscritto.

 

La situazione delle formazioni italiane tra luglio e settembre 1944 la seguente:

 

III battaglione nella zona di Bijelo Polje

 

IV battaglione lav. Mojkovace poi nella zona di Sahovici-Mojkovac

 

V battaglione nella zona di Berane

 

VI battaglione lav. Mojkovace poi nella zona di Andrijevica

 

l'8 Luglio 44 viene sciolto il IV battaglione

 

NOTIZIE VARIE

 

Natale 1943. Viene confermato da testimonianze che gli italiani "da 4 mesi non ricevono notizie da casa".

 

A Vares alcuni militari italiani, rimasti staccati dal reparto, vengono alloggiati presso una famiglia.Ad essa vengono consegnate delle lettere indirizzate ai familiari dei componenti il nucleo. Le spedir con la posta normale (pagina 402)

 

Nel primo trimestre 1944 l'attivit operativa dei tedeschi contro il II Korpus ridotta.

 

Ai Cetnici stata prospettata l'unione del Montenegro alla Serbia, nel caso di vittoria tedesca, ci spinge i cetnici, e anche i musulmani e i nazionalisti albanesi, nell'orbita tedesca.

 

I tedeschi inquadrano i volontari in due reggimenti di polizia: Polizei-Freiwillingen Regiment Montenegro e Selbschutz Regiment Sandschak.

 

Nel febbraio 1944 in Montenegro le forme anticomuniste cetniche e nazionaliste - tedeschi e italiani esclusi - e quelle del II Korpus, compresa la "Garibaldi" sono equivalenti.

 

Nel febbraio 1944 scoppia l'epidemia di tifo petecchiale. Nel primo mese circa 100 casi. A marzo vi sono 21 morti e 175 colpiti.

 

In Aprile nel IV battaglione lavoratori vi sono 200 casi. Non vi sono ne medici ne medicine e non vi neanche cibo per nutrire i malati.

 

In aprile arrivano prima i medici e poi le medicine il tifo viene circoscritto.

 

Oltre ai nemici naturali rappresentati dalle forze nemiche sul territorio, interne ed esterne, altre difficolt si frapponevano alle forze, italiane e non, partigiane.

 

La prima era la difficolt di approvvigionamento. Il Montenegro era una terra inospitale teatro di guerriglia gi da due anni. Soddisfare le esigenze di almeno 15.000 uomini in pi fu una impresa disperata per i comandi partigiani. Si arriv all'assurdo di interi battaglioni spostati dal fronte montenegrino a quello serbo solo per l'impossibilit di trovare provviste per tutti. Si arriv al limite di far mangiare foraggio (avena e paglia) a centinaia di persone per diversi giorni, mentre gli stessi eseguivano spostamenti e in condizioni atmosferiche proibitive.

 

La seconda era la difficolt di curare i feriti adeguatamente. Tra il 1943 e il 1944 gli italiani combatterono una particolare guerra contro il tifo che mise fuori combattimento tanti uomini altrimenti validi.

 

La terza difficolt stava nel non poter rifornire di vestiario sia i combattenti che i lavoratori.

 

I continui spostamenti, connessi all'attivit partigiana effettuati sotto la neve imponevano una dotazione essenziale di scarpe. Senza di esse non era possibile camminare.

 

Il fante italiano dovette anche affrontare una situazione ambientale diversa da quella in cui era abituato. Non il comodo rancio, non la comoda camerata, non le normali incombenze militari.

 

Ma, di punto in bianco, marce forzate e insidie da tutte le parti, notti in ricoveri di fortuna , spostamenti estenuanti e attacchi improvvisi. La pur minima sicurezza di una forza di occupazione acquartierata traformata in corsari della guerra con ordini improvvisi e ancor pi rapide esecuzioni.

 

 

LE PRINCIPALI AZIONI TEDESCHE IN MONTENEGRO

(le notizie si riferiscono alla Divisione Garibaldi e per ragioni di uniformit vengono inseriti in ordine cronologico senza spezzare il filo della narrazione in vari periodi)

 

Il 1 Dicembre 1943 iniziano le operazioni da parte del Comando V Corpo d'Armata SS diretto ad "attaccare le forze nemiche del settore bosniaco sudorientale e montenegrino settentrionale e di annientarle".

 

Il 3 Dicembre 43 scatta "l'operazione Kugelblitz" e alle prime ore del giorno 4 iniziano i giorni difficili del II Korpus jugoslavo e della Garibaldi.

 

Il 23.12.43 il 14 reggimento SS sul fiume Krivaja e il 24 raggiunge Borovicke Njive. Il 13 reggimento SS a Semizova Ponikva. La divisione Krajika e il battaglione italiano "Taurinense" attaccano le forze tedesche e cetniche per permettere il ripiegamento di due divisioni e di reparti ausiliari verso Ravna Planina.

 

L'11 aprile 44 circa 6.000 tra tedeschi, cetnici, nediciani e musulmani attaccano le posizioni del fronte settentrionale montenegrino tenute dalla I brigata e dal VI battaglione Garibaldi

 

Il 25 maggio 44 inizia la 7^ offensiva tedesca. Avr la durata di 46 giorni.

 

Lo scopo della offensiva quella di sbaragliare le forze rosse e occupare le sede del comando rosso(5) Tra i compiti pi specifici vi quello di catturare le missioni sovietica e inglese e il maresciallo Tito e il suo quartiere generale.

 

Il 18 luglio 44 i tedeschi avviano l'operazione Draufgaenger.

 

Nell'agosto 44 i tedeschi preparano l'offensiva "operazione Ruebezahl" che ha lo scopo di tagliare le basi di rifornimento ai partigiani avanzanti in Serbia.

 

L'operazione Ruebezahl viene interrotta il 24 agosto.

 

Nel novembre 44 il XXI corpo d'armata tedesco per facilitare il suo ripiegamento ordina alla 181^ divisione ( non 369^ divisione tedesca(6) di attaccare puntando su Gacko.

 

Le forze tedesche, croate e italiane che dovevano condurre queste operazioni furono le seguenti:

 

 

FORZE CONTRAPPOSTE

 

Alla fine di novembre le localit del Montenegro e dell'Erzegovina erano presidiate:

 

181^ divisione di fanteria;

 

7^ divisione SS "Prinz Eugen"

 

A cui si aggiunsero nel corso della 6^ offensiva:

 

V Corpo d'armata delle SS*369 divisione "Teufel"

 

1^ divisione da montagna proveniente dalla Grecia;

 

187 divisione fanteria (un gruppo di combattimento)

 

901 reggimento granatieri corazzati;

 

2 reggimento Brandenburgo

 

Nel 1944 vengono formati, con elementi jugoslavi due reggimenti:

 

Polizei-Freiwillingen Regiment Montenegro e Selbschutz Regiment Sandschak.

 

25 maggio 1944. Nel corso della 7^ offensiva vengono impiegati:

 

XV C.A.Alpino;

 

7^ divisione SS

 

500 battaglione cacciatori paracadutisti SS

 

La 21^ divisione SS Skenderberg con il 14 regg. (meno il III battaglione) viene localizzata in Montenegro nel Giugno 44 per l'operazione "Draufgaenger".

 

I battaglione del 14 regg. 19.9.44 parte da Ugao per costituire una testa di ponte oltre il Lim nei pressi di Bijelo Polje

 

Il 20.6 comando battaglione Dubovo. Si ha uno scontro con il VI battaglione della I "Garibaldi" nei pressi di Zminjac.

 

1^ divisione da montagna dal 10.8.44

 

363 reggimento fanteria dal 10.8.44

 

gruppi di combattimento "Strippel", Bendel, Krempler con circa 2.000 uomini

 

il reggimento Brandenburgo

 

14 reggimento SS*7^ divisione SS

 

13 reggimento SS il 19 agosto

 

Il CXLIV battaglione camicie nere difende il fronte di Cettigne nell'ottobre 44.

 

Il I battaglione del 359 reggimento partecipa alla battaglia di Cettigne dal 28 ottobre al 13 novembre 44.

 

Nel novembre 44 il XXI Corpo d'Armata composto:

 

297^ divisione fanteria

 

181^ divisione fanteria

 

21^ divisione SS

 

LXXXI battaglione camicie nere

 

LXXXII battaglione camicie nere

 

LXXXIV battaglione camicie nere

 

CXI battaglione camicie nere

 

CXIV battaglione camicie nere.

 

Nel febbraio 45 parte l'offensiva partigiana contro la linea Gruen, che corre da Nevesinje-Mostar-Siroki Brijeg difesa da:

 

369^ divisione legionaria;

 

9^ divisione alpina croata

 

XLIX battaglione camicie nere San Marco

 

La "Legione nera" ustascia

 

il 369 reggimento viene sciolto nel febbraio 45 e i suoi resti incorporati nel 370 reggimento.

 

 

LA POSTA DEI PARTIGIANI ITALIANI DAL GENNAIO 1944 IN POI.

 

Dalle informazioni in mio possesso risulta che solo la Divisione partigiana Garibaldi venne dotata di un ufficio postale di concentramento. La posta militare 151, per il periodo di tempo che rimane al sud, aveva il compito di avviare e ricevere la posta dei partigiani. Quando vnne traferita a Roma, nel luglio 44, costitu una sezione staccata B che serviva i reparti della Garibaldi, ma, forse, anche di altri reparti operanti in Jugoslavia.

 

Dal 1 marzo 1945 la sezione venne chiusa. La posta in partenza (spedita da militari italiani in Jugoslavia) veniva appoggiata presso la Chief Censor Transadriatic Mail section c/o ACCO APO 540 che provvedeva allinoltro.

 

Quella in arrivo (dallItalia per la Jugoslavia) veniva avviata a cura dei concentramenti 3400 di Napoli e 3800 di Roma che provvedeva al suo inoltro.(7)

 

 

a) collegamenti aerei.

 

Il primo collegamento aereo con le divisioni Venezia e Taurinense avvenne il 16 ottobre 43 quando un CR. 42 riusc ad atterrare all'aeroporto di Berane portando un nuovo codice cifrato indispensabile per riprendere i contatti con lo Stato Maggiore in Italia. L'aereo riparte con un dispaccio aereo.

 

Il 18 ottobre un S.75 riusc ad atterrare ma venne mitragliato e distrutto prima che potesse ripartire.

 

Il 29 novembre 43 un S.81 atterra a Pljevlja scaricando materiali e posta.

 

Dal 12 al 31 gennaio 16 aerei da trasporto riescono a raggiungere Kolain e Berane con 300 quintali di rifornimenti per la Garibaldi.

 

Il 16.3.44 aerei alleati effettuano aviolanci di materiali per le unit italiane. Due aerei inglesi atterrano all'aeroporto di Berane. Ripartono riportano in Italia feriti vari e il generale Oxilia che finora comandava la divisione Garibaldi.

 

Il 29.3.44 due aerei italiani atterrano all'Aeroporto di Berane scaricando armi e equipaggiamenti per la Garibaldi. Ripartono portando in Italia feriti e 13 uomini della missione inglese in Jugoslavia.

 

NellAprile 1944. Riprendono gli aviolanci effettuati da aerei da trasporto italiani con lanci di munizioni, armi e vestiario.

 

Ai primi di Giugno l'A.C.C. permetter aviorifornimenti alla "Garibaldi" con aerei italiani separatamente dai rifornimenti diretti ai partigiani jugoslavi.

 

Il Sottosegretario alla Guerra Mario Palermo scrive che (Gli alleati)....mentre parlavamo di sforzi in comune per distruggere il fascismo e il nazismo cercavano invece, con tutti i mezzi a loro disposizione (che non erano pochi) di escludere dalla lotta le forze democratiche che si battevano non solo per l'indipendenza del Paese ma anche per il suo profondo rinnovamento sociale.... e cos con i pochi mezzi a nostra disposizione, e con i nostri vecchi aerei, iniziammo i rifornimenti.... Io continuai a "rubare" secondo la concezione degli Alleati e di ci mi onoro e mi vanto, mentre essi non ebbero il coraggio di arrestarmi.

 

il giorno 22 agosto 36 aerei da trasporto alleati atterrano a Donja Brezna e ripartono carichi di feriti. Ne verranno evacuati 1.059, ma solo 19 della Garibaldi.

 

Nel settembre 44 i materiale aviolanciati alla "Garibaldi" da aerei italiani superano i 260 quintali, ma sempre insufficienti alle esigenze dell'unit.

 

L'attivit aerea continu fino al febbraio 45 quando si ebbe la possibilit di rifornire con continuit i reparti in Jugoslavia per via di mare.

 

 

b) collegamenti marittimi.

 

Il primo collegamento marittimo avviene il 15.9.43 con l'arrivo a Cattaro dei piroscafi Annabella e Diocleziano e altri natanti minori scortati dalla torpediniera Abba. Le navi riportano in patria alcune migliaia di militari italiani e si presume anche corrispondenza diretta nel sud Italia.

 

 

Collegamenti tra l'Italia e la Jugoslavia.

 

I collegamenti tra i familiari e i militari in Jugoslavia sono stati completamente interrotti dal settembre 43 al 29 novembre 43, anche se si pu considerare impresa impossibile recuperare posta trasportata dall'S.M.81 che atterra a Pljevlja scaricando materiali e posta.

 

Natale 1943. Viene confermato da testimonianze che gli italiani "da 4 mesi non ricevono notizie da casa".

 

Anche gli atterraggi del gennaio difficilmente porteranno posta privata per i combattenti poich le famiglie non hanno avuto ancora modo di conoscere la destinazione dei congiunti.

 

Dal Febbraio 1945 la corrispondenza diretta in Jugoslavia comincio ad affluire: Ma fu con l'istituzione della "base" italiana di Ragusa che i collegamenti con le famiglie in Italia potettero riprendere.

 

La corrispondenza diretta ai militari della "Garibaldi" veniva diretta al Comando Base Divisione Garibaldi presso la P.M.151 sez. B la quale provvedeva a inoltrarla in Jugoslavia.

 

Dal 1 marzo 1945 la posta veniva accentrata all'Ufficio Postale di Lecce ferrovia per lo smistamento.

 

 

Collegamenti tra la Jugoslavia e l'Italia.

 

Come abbiamo visto i collegamenti tra la Jugoslavia e l'Italia sono stati soltanto due per il 1943, il 16 ottobre e il 25 novembre, con irrisorio trasporto di posta. Per comunicare a casa si ricorre a tutti i mezzi.

 

Per il 1944 si pu considerare che rimasero saltuari per tutto il primo semestre e precari per il secondo semestre 44.

 

Nell'ottobre 44 liberato il cattarino possibile il collegamento via mare. Le notizie di un trasporto postale si ha solo nel dicembre 44 (8)

 

Nei mesi di gennaio e febbraio 1945 i collegamenti diventano buoni sia per via aerea che per via marittima e le corrispondenze cominciano a pervenire con maggiore assiduit.

 

Dal 1 marzo 1945 la corrispondenza spedita dai militari della Garibaldi e degli altri militari presenti in Jugoslavia viene convogliata presso la "Chief Censor Transadriatic Mail Section" presso l'APO 540 dell'esercito U.S.A. allogato a Bari.

 

La corrispondenza ufficiale diretta al Ministero della Guerra, allo S.M.G. e allo S.M.R.E. non passano attraverso questa censura.

 

 

LE CENSURE

 

a) censura italiana

b) censura jugoslava

c) censura alleata.

 

a) La censura italiana.

 

La corrispondenza proveniente dai reparti partigiani in Montenegro veniva regolarmente censurata dallAutorit Militare. Solo in alcuni casi vi una doppia censura; il bollo A.C.S. e la censura italiana. Dal gennaio 1945 le corrispondenze riportano la sola censura americana, salvo qualche raro caso di corrispondenza diretta a Enti militari.

 

b) la censura jugoslava.

 

Tutti i documenti esaminati provenienti dalla Garibaldi e dalle altre formazioni autonome italiane non riportano bolli di censura in partenza, anche se si ha notizia che le lettere in arrivo erano sottoposte a una blanda censura.

 

c) la censura alleata.

 

La censura alleata non si occupa delle corrispondenze provenienti dalla Jugoslavia fino al Dicembre 1944, salvo il normale controllo per campione rappresentato con la sigla A.C.S.

 

Dal gennaio 1945 tutte le corrispondenze provenienti dalla Jugoslavia, siano esse di reparti italiani che di militari italiani aggregati a reparti jugoslavi, vengono censurate dalla censura U.S.A. con la speciale fascetta Examined by Allied Transadriatic Censorship. Lindirizzo della Transadriatica il seguente: Chief Censor Transadriatic Mail Section c/o ACCO - APO 540 - U.S.Army.

 

E interessante notare che solo le lettere provenienti dalla Jugoslavia passavano attraverso questa sezione, mentre le lettere dirette ai partigiani venivano inoltrate direttamente dalle autorit italiane. E evidente che gli americani avevano interesse a conoscere gli stati danimo dei militari italiani in Jugoslavia.

 

Le fascette di censura della Transadriatica che si conoscono sono di vario tipo ma tutte con la medesima dizione.

 

 

I BOLLI DI REPARTO

 

a) divisione Garibaldi

 

b) altre forze

 

Si conoscono pochissime impronte di bolli di reparto adoperate dalle forze italiane in Jugoslavia.

 

Delle Divisioni Venezia e Taurinense non si conosce luso di bolli di franchigia.

 

Della Divisione Garibaldi si conoscono i seguenti bolli:

 

Della Brigata Matteotti si conosce il bollo COMANDO BTG. MATTEOTTI con stella al centro.

 

Si conosce il bollo della base italiana di Ragusa.

 

 

AVVIO DELLA CORRISPONDENZA.

 

Tutta la poca corrispondenza esaminata proveniente da reparti italiani autonomi in Jugoslavia non mostra bolli civili o militari di partenza.

 

Se ne pu dedurre, in attesa di ulteriori conferme, che la posta diretta in Italia non transitava attraverso gli uffici o i comandi militari jugoslavi, ma era consegnata direttamente agli aerei o alle navi italiani o alleate che toccavano le basi jugoslave.

 

E opportuno tenere presente che i militari italiani attivi nellarmata popolare di liberazione jugoslava avevano un diverso trattamento. Le loro lettere erano censurate, e transitavano dagli uffici postali jugoslavi che apponevano il loro normale bollo dufficio.

 

 

BIGLIOGRAFIA

 

S. Gestro. La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi Mursia Milano 1981

 

L'Esercito e i suoi Corpi. Volume III tomo I Stato Maggiore Esercito Roma 1979

 

G. Marchese La posta Militare Italiana 1939/45 edizioni Studio Filatelico Nico Trapani febbraio 2000

 

B. Cadioli - A. Cecchi La Posta Militare italiana nella seconda guerra mondiale. Stato Maggiore Esercito Roma 1991 

 

Col. A. Ricchezza. La resistenza dietro le quinte. De Vecchi editore Milano 1967.

 

 

 

NOTE:

 

(1) S. Gestro. La Divisione italiana partigiana Garibaldi, pag. 168

 

(2) S. Gestro. La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi pag.76.xx

 

(3) Vedi larticolo di Emanuele M. Gabbini Storia postale della occupazione tedesca di Zara La Posta Militare N.74 Dicembre 1996.

 

(4) S. Gestro. La Divisione italiana partigiana Garibaldi, pag. 168.

 

(5) S. Gestro. La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi, pag. 502. Edizioni Mursia Milano 1981.

 

(6) S. Gestro. La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi, pag. 567. Edizioni Mursia Milano 1981.

 

(7) Stato Maggiore Esercito. Circolare 9/2532-111 del 14.2.1945. Ufficio Storico Stato Maggiore, cartella B 4227.

 

(8) Nel dicembre 44 giunge posta portata da motovelieri. S. Gestro. La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi pag.562.

 

 

Giuseppe Marchese

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