Art. n.143 - Filatelia, storia postale ed altro.
Torna all'indice      

 

La storia postale dovrebbe cominciare a porsi il problema di come risolvere unardua questione.

 

Un collezionista lascia tracce cospicue della sua attivit nel campo della filatelia.

 

Ci non ben accetto dai cultori di storia postale che spesso rifuggono dal mettere in collezione corrispondenze filateliche, corrispondenze da e per filatelici, altri oggetti che si presumono preparati da filatelici.

 

Sulle corrispondenze filateliche siamo quasi tutti daccordo (il quasi dobbligo in un campo dove ognuno ritiene il proprio parere corretto e originale) nel ritenerle sospette e quindi non collezionabili.

 

Sulle corrispondenze spedite da collezionisti o ad essi indirizzati, vi un dibattito a lungo termine in cui la posizione oltranzista si estrinseca con il rifiuto totale di tali documenti in quanto ritenuti manipolati a bella posta vuoi nellaffrancatura vuoi nel particolare bollo.

 

Una posizione intermedia, la pi realista, vaglia caso per caso e decide quando il documento sia collezionabile e quando non accettabile.

 

I parametri sono quelli di una affrancatura in tariffa, un uso casuale del bollo, e del percorso della corrispondenza.

 

Un esempio perfetto lo si ha con luso della serie giochi ginnici. Buste primo giorno e buste con la serie completa non trovano porte aperte a casa degli storici postali; una serie o un valore viaggiato in tariffa, entro i limiti temporali duso sono richiestissimi. Meno richiesta una busta in tariffa, entro il periodo duso, spedita con il giro aereo di Sicilia.

 

Fin qui pannicelli caldi.

 

Il problema assume unaltra angolazione quando non il singolo collezionista a manipolare la Storia Postale, e il sonno dei quieti collezionisti, ma lo Stato, una branca dello Stato, persone aventi cariche statali che approfittano della loro carica per preparare, vendere, gestire con conseguente lucro una emissione filatelica. Niente da eccepire naturalmente sulla gloriosa storia della filatelia, ma vale la pena, forse, evidenziare questo problema.

 

In questo primo articolo si parla dello Stato Filatelico.

 

Prendiamo ad esempio il caso di unemissione che uno Stato progetta per una sua colonia. La serie quasi pronta ma la Colonia viene meno, magari per guerra o ribellione. Cosa fare? Mandarla al macero? Neanche per idea. Esiste una confraternita di cittadini chiamata collezionisti disposta a pagare pur di metterla nei fogli ed ammirarla.

 

Si appronta la serie e la si mette in vendita al valore facciale. La consorteria dei collezionisti felice. La serie viene registrata e codificata in appositi cataloghi di francobolli e tutti sono contenti, compreso lo Stato allorigine della trama.

 

Linghippo esce fuori quando qualcuno non si limita a mettere la serie completa su busta e la spedisce, ma investe il campo della storia postale mettendo un francobollo, magari in tariffa, spedendola da una localit Italiana o estranea alla Colonia di pertinenza, a un proprio familiare con preghiera di conservarla.

 

Qui si assiste a un fenomeno con due aspetti: il filatelico tradizionale registra che vi sono stati casi di spedizione fuori ordinanza e lo segnala col relativo prezzo (catalogo Sassone pagina 1289 per non fare nomi). Il collezionista storico postale di pi vasto sapere. Egli analizza la tariffa, il percorso, la casualit e la mano che ha vergato indirizzo e spedito la busta. Se tutto ci non in regola Egli non la considera propria.

 

Perch la serie in questione collezionabile per il filatelico e non lo per lo storico postale? Evidentemente perch vedono due aspetti diversi del problema.

 

Certo, si dir, la busta stata spedita da un noto filatelico, o diretta al noto filatelico e ci basta.

 

Un ragionamento di questo genere parrebbe sensato, e lo senzaltro..ma:

 

Avete mai visto una busta con un saggio da gr. 5 di Napoli passato per posta?. Si mai visto un gronchi rosa spedito con una cartolina della lotteria Italia e regolarmente bollato? Io li ho visti (il primo in fotografia nella collezione Mormino).

 

E se ci potuto accadere nel 1858 (il saggio) e nel 1982 (il gronchi rosa) perch non avrebbe potuto accadere nel 1943 a Teramo?.

 

Vediamo cosa pu essere successo.

 

a) il collezionista ordina la serie a Roma o a un commerciante filatelico. Appena ne viene in possesso pensa bene a un souvenir e affranca una lettera diretta in Libia.

 

Si tratta in questo caso di corrispondenza filatelica di nessun valore storico postale;

 

b) La serie ordinata viene posta nel cassetto della scrivania in attesa di sistemazione definitiva. La moglie del collezionista deve scrivere al marito militare in Libia. Apre il cassetto e prende un valore di cent. 50 quanto basta per spedire la lettera. La affranca e la imbuca.

 

La busta acquista un valore commerciale astronomico. E lunica busta conosciuta di un valore per lA.O.I. regolarmente emesso adoperato in Italia.

 

c) la serie viene posta nel classificatore delle Colonie. Un evento straordinario (come luso ingenuo da parte del figlioletto (come per il Gronchi rosa) ovvero lomaggio a un coetaneo che a sua volta lo impiega (come nel caso del 5 grani napoletano) lo fanno diventare una superstar.

 

Chi mai pu sapere se levento stato indotto filatelicamente o da motivi estranei?

 

Vi prego di sorridere apertamente e di affermare che le ipotesi b) e c) sono surreali. Io direi che pi che surreali sono possibili.

 

Morale della favola?

 

In filatelia, anzi nella Storia Postale, ci affidiamo al fatto pi probabile, ma nel far questo facciamo il processo alle intenzioni.

 

Non sempre comunque si coglie nel segno.

 

Nella prossima puntata esamineremo le anomalie derivanti da atti di filatelia compiuti da alte, medie e basse cariche dello Stato.

 

 

 

 

Giuseppe Marchese

Torna su
 
Chi siamo