La
storia postale dovrebbe cominciare a porsi il problema di come
risolvere unardua questione.
Un collezionista lascia tracce
cospicue della sua attivit nel campo della filatelia.
Ci non
ben accetto dai cultori di storia postale che spesso rifuggono dal
mettere in collezione corrispondenze filateliche, corrispondenze da e
per filatelici, altri oggetti che si presumono preparati da
filatelici.
Sulle corrispondenze filateliche siamo quasi tutti
daccordo (il quasi dobbligo in un campo dove ognuno ritiene
il proprio parere corretto e originale) nel ritenerle sospette e
quindi non collezionabili.
Sulle corrispondenze spedite da
collezionisti o ad essi indirizzati, vi un dibattito a lungo
termine in cui la posizione oltranzista si estrinseca con il rifiuto
totale di tali documenti in quanto ritenuti manipolati a bella
posta vuoi nellaffrancatura vuoi nel particolare bollo.
Una
posizione intermedia, la pi realista, vaglia caso per caso e decide
quando il documento sia collezionabile e quando non accettabile.
I
parametri sono quelli di una affrancatura in tariffa, un uso casuale
del bollo, e del percorso della corrispondenza.
Un esempio perfetto lo
si ha con luso della serie giochi ginnici. Buste primo giorno e
buste con la serie completa non trovano porte aperte a casa degli
storici postali; una serie o un valore viaggiato in tariffa, entro i
limiti temporali duso sono richiestissimi. Meno richiesta una
busta in tariffa, entro il periodo duso, spedita con il giro aereo
di Sicilia.
Fin qui pannicelli
caldi.
Il problema assume unaltra
angolazione quando non il singolo collezionista a manipolare la
Storia Postale, e il sonno dei quieti collezionisti, ma lo Stato, una
branca dello Stato, persone aventi cariche statali che approfittano
della loro carica per preparare, vendere, gestire con conseguente
lucro una emissione filatelica. Niente da eccepire naturalmente sulla
gloriosa storia della filatelia, ma vale la pena, forse, evidenziare
questo problema.
In questo primo articolo si parla dello Stato
Filatelico.
Prendiamo ad esempio il caso di unemissione che uno
Stato progetta per una sua colonia. La serie quasi pronta ma la
Colonia viene meno, magari per guerra o ribellione. Cosa fare?
Mandarla al macero? Neanche per idea. Esiste una confraternita di
cittadini chiamata collezionisti disposta a pagare pur di
metterla nei fogli ed ammirarla.
Si appronta la serie e la si mette in
vendita al valore facciale. La consorteria dei collezionisti
felice. La serie viene registrata e codificata in appositi
cataloghi di francobolli e tutti sono contenti, compreso lo
Stato allorigine della trama.
Linghippo esce fuori quando
qualcuno non si limita a mettere la serie completa su busta e la
spedisce, ma investe il campo della storia postale mettendo un
francobollo, magari in tariffa, spedendola da una localit Italiana o
estranea alla Colonia di pertinenza, a un proprio familiare con
preghiera di conservarla.
Qui si assiste a un fenomeno con due
aspetti: il filatelico tradizionale registra che vi sono stati casi di
spedizione fuori ordinanza e lo segnala col relativo prezzo
(catalogo Sassone pagina 1289 per non fare nomi). Il collezionista
storico postale di pi vasto sapere. Egli analizza la tariffa, il
percorso, la casualit e la mano che ha vergato indirizzo e spedito
la busta. Se tutto ci non in regola Egli non la considera
propria.
Perch la serie in questione collezionabile per il
filatelico e non lo per lo storico postale? Evidentemente perch
vedono due aspetti diversi del problema.
Certo, si dir, la busta
stata spedita da un noto filatelico, o diretta al noto filatelico e
ci basta.
Un ragionamento di questo genere parrebbe sensato, e lo
senzaltro..ma:
Avete mai visto una busta con un saggio da gr. 5
di Napoli passato per posta?. Si mai visto un gronchi rosa spedito
con una cartolina della lotteria Italia e regolarmente bollato? Io li
ho visti (il primo in fotografia nella collezione Mormino).
E se ci
potuto accadere nel 1858 (il saggio) e nel 1982 (il gronchi rosa)
perch non avrebbe potuto accadere nel 1943 a Teramo?.
Vediamo cosa
pu essere successo.
a) il collezionista ordina la serie a Roma o a
un commerciante filatelico. Appena ne viene in possesso pensa bene a
un souvenir e affranca una lettera diretta in Libia.
Si tratta in
questo caso di corrispondenza filatelica di nessun valore
storico postale;
b) La serie ordinata viene posta nel cassetto della
scrivania in attesa di sistemazione definitiva. La moglie del
collezionista deve scrivere al marito militare in Libia. Apre il
cassetto e prende un valore di cent. 50 quanto basta per spedire la
lettera. La affranca e la imbuca.
La busta acquista un valore
commerciale astronomico. E lunica busta conosciuta di un valore
per lA.O.I. regolarmente emesso adoperato in Italia.
c) la serie
viene posta nel classificatore delle Colonie. Un evento straordinario
(come luso ingenuo da parte del figlioletto (come per il Gronchi
rosa) ovvero lomaggio a un coetaneo che a sua volta lo impiega
(come nel caso del 5 grani napoletano) lo fanno diventare una
superstar.
Chi mai pu sapere se levento stato indotto
filatelicamente o da motivi estranei?
Vi prego di sorridere
apertamente e di affermare che le ipotesi b) e c) sono surreali. Io
direi che pi che surreali sono possibili.
Morale della favola?
In
filatelia, anzi nella Storia Postale, ci affidiamo al fatto pi
probabile, ma nel far questo facciamo il processo alle intenzioni.
Non
sempre comunque si coglie nel segno.
Nella prossima puntata esamineremo le anomalie
derivanti da atti di filatelia compiuti da alte, medie e basse cariche
dello Stato.