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Un
primo tentativo di equipaggiare una nave quale mostra-mercato
galleggiante avvenne nel 1921 quando lo Yacht reale "Trinacria" comp
una crociera commerciale in vari porti del mediterraneo e
dell'atlantico.
I positivi risultati ottenuti indussero gli operatori
commerciali e il mondo politico di rilanciare su vasta scala
l'immagine dell'Italia e propagandare i suoi prodotti.
Nel 1923 venne
costituito a Firenze un Comitato per la crociera commerciale
nell'America latina sotto gli auspici, manco a dirlo, di Gabriele
D'Annunzio e l'alto patronato del Presidente del Consiglio dei
Ministri.
Il Comitato, composto da rappresentanti del governo, della
marina, dell'industria e del commercio, noleggi un piroscafo, il Palasciano il quale, assunto il nome d'arte di Italia e iscritto nel
naviglio dello Stato si accinse a girovagare di porto in porto quale
fiera campionaria viaggiante.
La R.Nave Italia parte da La Spezia il
18 febbraio 1924 con un equipaggio di 450 marinai, 45 ufficiali e 300
passeggeri, cio la rappresentanza diplomatica, politica e commerciale
della Crociera e gli addetti ai servizi dell'Ente Crociera.
Il Brasile
fu il primo Stato sudamericano ad essere visitato ma l'accoglienza e
le transazioni non furono eclatanti. La presenza a Rio de Janeiro, e
non solo a Rio, di antifascisti che approfittavano della presenza
della nave per manifestare il proprio dissenso al regime turbava
l'atmosfera festosa che si voleva istaurare. Scrive il comandante
della nave nel diario di bordo:"...nella popolazione si manifest un
senso di ostilit dovuto, io ritengo, a propaganda di stranieri
interessati e purtroppo anche a italiani dissidenti; la colonia di Rio
infatti dilaniata da discordie intestine..."
Gli "stranieri
interessati" erano i componenti di due missioni americana e francese.
L'Italia giunge a Buenos Aires il 14.5.1924. In questo paese la
Crociera raccolse il pi ampio consenso della numerosa comunit
italiana ma i risultati vennero offuscati dai scarsi contratti
commerciali stipulati e dalla consapevolezza che "l'Argentina era nei
confronti del problema italiano antifascista o quasi. (1).
Dopo
l'attraversamento dello stretto di Magellano l'Italia visita Valparaiso
e poi Antofagasta, Iquique, Arica sulla costa pacifica del
Cile.
In seguito la R.N.Italia visita porti dell'Equador e
del Messico. A Port au Prince le accoglienze, scrive il comandante,
sono improntate a notevole cordialit quasi a dimostrare l'evidente
situazione di disagio di quello Stato negro nei riguardi
dell'occupazione americana allora in atto.
Questa ultima annotazione
permette di constatare i non cordiali rapporti tra l'Italia fascista e
gli USA in quel periodo.
Dopo due brevi approdi in Colombia, a Cartagena e Porto Columbia venne raggiunto il porto venezuelano di La
Guayra dove la nave si trattenne qualche giorno. Col Venezuela fin la
parte commerciale e politica della crociera. Dopo uno scalo tecnico a
Trinidad il 30 settembre la nave salpava per Las Palmas e il 20
ottobre 1924 giungeva a La Spezia.
L'Italia aveva compiuto un viaggio
di 22.900 miglia in otto mesi, esponendo i nostri prodotti in 28 porti
ed era stata visitata complessivamente da circa 2 milioni di persone.
Gli affari conclusi superarono i centoventimilioni di lire del tempo.
LA POSTA
Su sollecitazione del Comitato per la crociera commerciale
nell'America latina il Ministero delle poste emise il 16.2.1924, una
serie di 7 valori (c.10, 30, 50, 60, 85, L.1, L.2) soprastampando 7
valori ordinari con la leggenda "Crociera Italiana 1924" che vennero
utilizzati esclusivamente a bordo della nave.
La prima data di
utilizzo dei francobolli del 22.2.24 da Gibilterra e l'ultima data
possibile del 16.10.24 sempre dal porto di Gibilterra.
Infatti
secondo le norme che regolano la corrispondenza delle regine navi
queste dovevano sostare in un porto all'estero per poter utilizzare
l'ufficio postale di bordo.
L'ufficio postale della Crociera, oltre a
disporre di propri francobolli, aveva a disposizione un "annullo
speciale" con la dizione "CROCIERA ITALIANA NELL'AMERICA LATINA" con
regolare datario (figura 1).
Questo annullo si conosce apposto solo
sui francobolli della Crociera.
Alla fine l'emissione della Crociera
ha un curioso risvolto.
Nel numero di Gennaio 1925 del Corriere
Filatelico (2) riporta la seguente notizia:
"I FRANCOBOLLI COLLA
SOPRASTAMPA "CROCIERA ITALIANA...
L'affare stato fatto. Alcuni
negozianti hanno rilevato lo stock quasi completo dei francobolli
emessi, si diceva, a scopo di propaganda italiana all'estero e dei
quali durante il viaggio ben pochi sono stati usati.
Ora vengono
offerti ad alto prezzo, nuovi. Per la verit bene aggiungere che il
ricavato andato a beneficio non di singoli privati, ma dell'Ente
della Crociera la quale ha cos rimediato, a spese dei collezionisti
ad una parte del rilevante deficit.."
Dal che se ne pu arguire che lo
Stato italiano in qualche modo ha ceduto al Comitato l'intera
emissione e che quest'ultimo abbia poi ceduto a scopi collezionistici
la rimanenza della emissione.
Bisogna ricordare che la nave trasporto
"Italia" era una nave militare "a tempo" e pertanto aveva in dotazione
un ufficio postale regolare con l'annullo "R.a Nave Italia" e datario
con la quale obliterava francobolli ordinari.
Per le raccomandate era
in uso un lineare "R.a nave Italia" su due righe adoperato sia
dall'ufficio postale militare che dall'ufficio postale della crociera.
(figure 2 e 3).
NOTE
(1) Storia delle campagne oceaniche della marina
militare. Vol.IV pag.28
(2) Il Corriere Filatelico Gennaio 1925 pag.954
Illustrazioni.
1) 12.3.2026 bollo postale speciale della nave
trasporto Italia su parte di busta ufficiale affrancata con la serie
di 7 valori soprastampati "Crociera Italiana 1924" da Santa Maria
nelle Azzurre.
2) bollo postale speciale della nave trasporto Italia
su busta raccomandata del 23.8.24 durante il tragitto da Colon a Vera Cruz.
3) bollo postale della R.Nave Italia su busta raccomandata del
7.5.24 durante il tragitto da Rio Grande do Sul a Montevideo.
4)
Itinerario della R.Nave Italia durante la Crociera.
Ringrazio il Dr.Giovanni
Barresi di Trapani per avermi fatto visionare la sua collezione da cui
sono tratte le tre illustrazioni.
Vedi
(Fig.
1), (Fig.
2), (Fig.
3), (Fig.
4).
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