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La presenza
in Italia del Corps Expditionnaire Francais (in seguito abbreviato C.E.F.) non venne dettata solo da esigenze politiche, ma
prevalentemente da esigenze militari; per far fronte alle gravi
deficienze di organico delle due Armate alleate che avevano iniziato
la "Campagna d'Italia".
Gli uomini del C.E.F. erano francesi fuggiti
dalla Francia o sorpresi dalla guerra in Africa settentrionale (come
quelli della 1^ Divisione France Libre) o unit coloniali formati da
"francesi liberi" e da nativi dell'Africa settentrionale, gi
addestrati ed abili nella guerra di montagna. Li comandava il generale Alphonse Juin.
Il Corpo di Spedizione francese, equipaggiato dagli
americani e posto sotto il comando della 5^ Armata U.S.A., giunse in
Italia nel Novembre 1943.
Due divisioni, la 2^ marocchina (2me DIM)
e la 3^ marocchina (3me DIA) cominciarono a
operare con buoni risultati sulle pendici settentrionali di Montecassino subito dopo il loro arrivo.
Il 24 gennaio '44 il C.E.F.
inizia l'attacco in direzione di Piedimonte posto in cima al pendio
che sovrasta la Valle del Liri, assieme alla 34^ Divisione USA.
Il
20 Aprile sbarca a Napoli la 1^ Divisione francese. Il C.E.F. al
completo.
L'11 maggio il C.E.F. inizia un attacco contro le difese
della linea Gustav avendo di fronte il XIV C.A. corazzato tedesco e
parte della 71^ divisione di fanteria.
Il C.E.F. era cos composto:
1re Division de marche d'infanterie (1re DMI);
2me Division d'infanterie marocaine (2me DIM);
3me Division d'infanterie
algrienne (3me DIA);
4me Division marocaine de montagne (4me DMM).
Oltre a queste unit da combattimento vi erano delle altre forze di
appoggio, sempre equipaggiate dagli americani, di circa 7.800 uomini.
Dopo gli attacchi alla linea Gustav effettuati dal Corpo d'armata
polacco senza aver determinato la rottura del fronte il generale Juin
propone un piano che coinvolge tutti i reparti del C.E.F.
Il piano
preparato dal gen. Juin, dopo una prima fase di difficolt, il
pomeriggio del 13 maggio rompe la linea difensiva tedesca e occupa
Monte Maio, al centro dello schieramento difensivo avversario.
Il
successo venne sfruttato con una serie di rapide avanzate e il 23
maggio il C.E.F. oltrepassava la "linea Hitler" o "catenaccio Senger".
Il merito del grande successo del C.E.F. deve essere condiviso con il
2 Corpo U.S.A.
Dopo il superamento della linea "Gustav" e la caduta
di Roma, l'avanzata alleata prosegue. La 5^ Armata USA con il Corpo
di Spedizione Francese, avanzava sulla sinistra; l'8^ Armata
britannica sulla destra, su entrambi i lati degli Appennini.
La 5^
Armata USA avanzava lungo la costa tirrenica verso il lago di
Bracciano. Il corpo di spedizione francese combatteva sul fianco
destro.
Il 13 corpo d'armata operava sul lato sinistro del 10 corpo
d'armata che si spostava verso Firenze da sud. La 5^ armata USA
insieme al corpo d'armata francese si spiegava alla sua destra
avanzando lungo la costa tirrenica.
Per la fine del mese gli alleati
avevano raggiunto il fiume Chienti al sud di Macerata.
Geograficamente l'area tra Macerata e Ancona era allineata con la
linea AmiataTrasimeno sull'altro lato degli Appennini. Di conseguenza
i tedeschi avevano costruito una linea difensiva lungo il Chienti nel
settore tirrenico.
La velocit dell'avanzata fu condizionata dalla
congestione sulle strade e dalle distruzioni a opera dei tedeschi,
nonch dagli scontri tra le retroguardie tedesche e le avanguardie
alleate. Nel settore occidentale gli Americani iniziavano ad
incontrare un'opposizione decisa vicino ad Orbetello mentre i francesi
venivano ostacolati nell'area del monte Amiata e la 78^ divisione
britannica e la 9^ brigata corazzata furono impegnati in una feroce
battaglia a sud di Chiusi.
Nelle prime ore del 17 giugno la forza
francese sbarc sull'isola d'Elba, appoggiata da navi da guerra e
aerei francesi, britannici e americani. Portoferraio cadde e tutta la
resistenza organizzata sull'isola cess la mattina del 19 giugno.
Durante la notte seguente alcuni reparti tedeschi sbarcarono sul punto
nord-orientale dell'isola d'Elba ma furono attaccate subito e
costrette ad imbarcarsi di nuovo dopo aver subito severe perdite.
Il
24 Giugno la 1^ divisione motorizzata lascia il fronte italiano
perch destinata a partecipare all'operazione "Anvil".
Il 26 Giugno il C.E.F. superato il fiume Orcia punta in direzione di Siena che i
tedeschi sembravano decisi a difendere ma, minacciati sul lato destro
dal corpo d'armata britannico si ritirarono improvvisamente. La
citt venne occupata il 3 luglio. Dieci giorni pi tardi San Gimignano
e Poggibonsi caddero in mano ai francesi.
L'ultimo a lasciare la prima
linea fu il C.E.F. La perdita di questo corpo d'armata, sebbene fosse
saputo da tempo, fu un colpo pesante per gli eserciti alleati in
Italia perch era formato da truppe specializzate in guerriglia di
montagna che avevano dimostrato il loro valore durante la campagna
precedente. La mancanza di truppe specializzate venne avvertita in
quanto era particolarmente necessaria per dare l'attacco alla linea
Gotica.
LA POSTA MILITARE
Le unit del C.E.F. pare avessero al loro
seguito la Posta Militare divisionale. La base di concentramento della
Posta Militare venne allocata a Napoli.
B. Sinais afferma che le
truppe del C.E.F. adoperarono in Italia i numeri di Posta Militare
impiegati in Nord Africa, e precisamente i numeri 5, 416, 417, 503,
507, 518 etc.
Questi numeri non risultano assegnati alle predette
unit e alcuni non risultano censiti, in detto catalogo, neppure in
Nord Africa.
Nello stesso volume (pag. 171) si d notizia di un bollo
con la scritta "Secteur Postal 552" adoperato fino al 1946 a Bagnoli.
Se tali numeri sono stati effettivamente usati da reparti del C.E.F.
in Italia si dovr riconoscere che questi vennero muniti di uffici
postali militari diversi da quelli adoperati in precedenza in Nord
Africa.
La mancanza di ulteriori dati ci costringe a chiudere monco
questo interessante capitolo della posta militare della campagna
d'Italia.
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Il
piano di attacco del
generale juin sferrato il 13 Giugno
1944 con tutte e quattro le Divisioni del Corpo. I generali USA
mostrarono scarso entusiasmo per il piano francese, tuttavia dettero
via libera all'azione. Il successo dell'attacco francese mise in
movimento tutto il fronte che da vari mesi era statico sulla linea
Gustav. (Dal volume di Dominick Graham e Shelford Bidwell, La battaglia
d'Italia, pag. 320. Rizzoli Editore 1989) |
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La
successiva avanzata del C.E.F. scardina anche le difese del
"Catenaccio Von Senger".
(Dal volume di Dominick Graham e Shelford Bidwell, La battaglia
d'Italia, pag. 344. Rizzoli Editore 1989) |
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